{"id":156392,"date":"2026-07-12T01:20:45","date_gmt":"2026-07-11T22:20:45","guid":{"rendered":"https:\/\/tvaryny.com\/breed-american-lo-sze-pug"},"modified":"2026-09-02T14:04:04","modified_gmt":"2026-09-02T11:04:04","slug":"breed-american-lo-sze-pug","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/tvaryny.com\/it\/breed-american-lo-sze-pug","title":{"rendered":"Carlino nano americano (Lo-Sze)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>carlino nano americano (American Lo-Sze Pugg\u2122)<\/strong>, noto anche come <strong>carlino lo-sze<\/strong>, \u00e8 un piccolo cane da compagnia dal muso corto creato negli Stati Uniti verso la fine del XX secolo. In questa pagina di razza si incontrano due affermazioni di natura molto diversa, e conviene separarle subito. La prima: <strong>che cosa fa davvero il programma di allevamento<\/strong> \u2014 chi lo conduce, da quale anno, secondo quale standard, in quali registri. Questo si verifica sui documenti. La seconda: <strong>che cosa il programma afferma su un&#8217;origine antica<\/strong> \u2014 cio\u00e8 di ricostruire il tipo \u00ablo-sze\u00bb tenuto alla corte cinese secoli prima della nostra era. Questa \u00e8 una tesi storica, e va esaminata come si esamina qualunque leggenda di origine: cercare la prima comparsa a stampa, leggerla alla lettera e vedere che cosa \u00e8 cambiato per strada. Qui sotto facciamo entrambe le cose, separatamente. Altre razze adatte alla casa nella nostra classifica dei <a href=\"https:\/\/tvaryny.com\/it\/rating-dogs-apartment\">migliori cani da appartamento<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Carlino nano americano: sguardo d&#8217;insieme sulla razza<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"335\" height=\"336\" src=\"https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/logo-220126.jpg\" alt=\"Carlino nano americano (carlino lo-sze)\" class=\"wp-image-124568\" srcset=\"https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/logo-220126.jpg 335w, https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/logo-220126-300x300.jpg 300w, https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/logo-220126-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 335px) 100vw, 335px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><th>Parametro<\/th><th>Che cosa stabiliscono i documenti<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td><strong>Paese<\/strong><\/td><td>Stati Uniti<\/td><\/tr><tr><td><strong>Chi l&#8217;ha creata<\/strong><\/td><td>Rebecca Manns, allevatrice; il sito della razza la definisce \u00abcolei che ha sviluppato la razza\u00bb<\/td><\/tr><tr><td><strong>Date chiave<\/strong><\/td><td>1989 \u2014 inizio del lavoro sul tipo; 1998 \u2014 compare il nome attuale e i primi cani entrano in un registro<\/td><\/tr><tr><td><strong>Registri<\/strong><\/td><td>Registri di razze rare e registri privati statunitensi. N\u00e9 la FCI n\u00e9 l&#8217;AKC riconoscono la razza<\/td><\/tr><tr><td><strong>Peso secondo lo standard<\/strong><\/td><td>2,3\u20136,8 kg (lo standard indica da 5 a 15 libbre, senza distinzione di sesso)<\/td><\/tr><tr><td><strong>Altezza<\/strong><\/td><td>Lo standard di razza non fissa alcun requisito di altezza<\/td><\/tr><tr><td><strong>Aspettativa di vita<\/strong><\/td><td>12\u201315 anni \u2014 secondo quanto dichiara lo stesso programma di allevamento<\/td><\/tr><tr><td><strong>Pelo<\/strong><\/td><td>Due tipi ammessi: corto (preferito) e lungo con frange (accettato ma indesiderato)<\/td><\/tr><tr><td><strong>Destinazione<\/strong><\/td><td>Cane da compagnia; lo standard scrive espressamente che \u00e8 la sua unica funzione<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Chi, quando e che cosa esattamente ha fatto: la parte verificabile<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fonte pi\u00f9 solida qui \u00e8 il sito della razza stessa, attivo all&#8217;inizio degli anni Duemila e conservato nell&#8217;archivio delle pagine web. Si presenta come \u00abil sito ufficiale dell&#8217;American Lo-Sze Pugg\u2122 Dog\u00bb e rimanda ogni domanda sulla razza a Rebecca Manns, che chiama colei che ha sviluppato la razza. Il sito ha sezioni di storia, standard, salute, \u00abquel che conviene sapere\u00bb, una pagina degli allevatori e una galleria fotografica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cronologia che espone \u00e8 questa: <strong>nel 1989<\/strong> Rebecca Manns cominci\u00f2 a studiare la storia dei carlini odierni, concluse che gli antenati dalle zampe corte e dai colori vari erano stati lasciati perdere a favore di cani pi\u00f9 alti, fulvi e neri, e si mise a ricostruire il tipo antico. <strong>Nel 1998<\/strong> coni\u00f2 il nome American Lo-Sze Pugg\u2122 e i primi cani furono iscritti in un registro di razze rare. Poi, scrive il sito, prosegu\u00ec l&#8217;iscrizione presso un altro registro statunitense, l&#8217;Animal Research Foundation, che lavor\u00f2 \u00abmolto strettamente\u00bb con lei e adatt\u00f2 la documentazione alle sue esigenze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tre punti meritano una lettura attenta, perch\u00e9 sono i primi a sparire nelle riprese.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Il nome \u00e8 un marchio registrato, non una classificazione cinofila.<\/strong> Il sito risponde senza ambiguit\u00e0 alla propria domanda su che cosa significhi il \u2122 dopo il nome: le parole American Lo-Sze Pugg sono registrate come marchio, i trasgressori saranno perseguiti a norma di legge e gli allevatori devono essere \u00abautorizzati\u00bb. Si tratta quindi del controllo di un nome, non del riconoscimento di una razza da parte di una federazione cinofila.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>La composizione della razza non viene rivelata, e lo si dichiara apertamente.<\/strong> Alla domanda diretta su quali razze siano state usate per creare l&#8217;American Lo-Sze Pugg, il sito risponde che la fondatrice \u00abnon desidera divulgare la genetica esatta impiegata nel suo programma di allevamento\u00bb, per motivi di sicurezza: perch\u00e9 la razza non venga sfruttata da allevatori senza scrupoli. Qualsiasi affermazione del tipo \u00abcarlino pi\u00f9 pechinese\u00bb o \u00abcarlino, pechinese e spaniel tibetano\u00bb non proviene dunque dal programma, ma da repertori che si ricopiano a vicenda. Noi non riportiamo simili ricette: il programma non le ha mai pubblicate.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>La parola \u00abriconosciuta\u00bb ha qui un significato ristretto.<\/strong> Alla domanda se sia una razza riconosciuta il sito risponde di s\u00ec e spiega subito da chi: la razza \u00e8 \u00abriconosciuta e registrata\u00bb dall&#8217;Animal Research Foundation. \u00c8 un registro privato statunitense, non un club cinofilo nazionale. N\u00e9 la F\u00e9d\u00e9ration Cynologique Internationale n\u00e9 l&#8217;American Kennel Club riconoscono la razza.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro dettaglio verificabile, dalla sezione salute: la fondatrice riferiva che i suoi riproduttori venivano visitati da oftalmologi veterinari, citava i numeri dei certificati della Canine Eye Registry Foundation rilasciati nel 2000 per tre animali da riproduzione e offriva agli acquirenti dei cuccioli una garanzia di diciotto mesi contro i difetti ereditari invalidanti. \u00c8 un caso raro in cui un piccolo progetto privato lascia dietro di s\u00e9 qualcosa di verificabile e non solo fotografie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sito proprio della razza smise di essere aggiornato all&#8217;inizio degli anni Duemila, e le sue versioni successive nell&#8217;archivio non si aprono pi\u00f9. Tutto ci\u00f2 che scriviamo del programma riguarda dunque lo stato registrato nelle copie d&#8217;archivio dal 2000 al 2002, ed \u00e8 cos\u00ec che va letto.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Lo standard di razza: che cosa dice \u2014 e che cosa gli manca<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo standard dell&#8217;American Lo-Sze Pugg\u2122 \u00e8 breve, e il suo testo si \u00e8 conservato in due copie d&#8217;archivio indipendenti (2001 e 2002) senza una sola differenza fra loro. Ecco che cosa richiede.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Aspetto generale:<\/strong> cane toy, intelligente, attento, robusto, dal corpo compatto, che mostra audacia e stima di s\u00e9.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Testa:<\/strong> non deve apparire grande rispetto al cane ma deve mostrare larghezza; cranio largo e piatto tra le orecchie, largo tra gli occhi; stop profondo.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Muso:<\/strong> \u00abmolto corto e largo\u00bb, non appuntito; la piega nasale \u00e8 preferita.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Tartufo:<\/strong> largo, con narici aperte, di qualsiasi colore.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Occhi:<\/strong> grandi e rotondi; quelli eccessivamente sporgenti sono considerati un difetto; colore libero.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Chiusura:<\/strong> il mento deve essere prognato e rivolto verso l&#8217;alto; gli incisivi inferiori devono sporgere davanti a quelli superiori; n\u00e9 i denti n\u00e9 la lingua devono vedersi a bocca chiusa; la bocca storta \u00e8 un difetto.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Coda:<\/strong> attaccata alta, portata sopra il dorso, appoggiata su un lato o sull&#8217;altro, in ricciolo pieno o lasco.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Arti anteriori:<\/strong> moderatamente corti, con buona ossatura, con appiombi moderatamente larghi \u2014 e <strong>curvi<\/strong>.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Piedi:<\/strong> grandi, piatti, non rotondi; gli anteriori leggermente ruotati verso l&#8217;esterno.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Pelo e colore:<\/strong> corto, morbido e liscio, con sottopelo; sono ammessi tutti i colori e tutti i disegni.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Peso:<\/strong> da 5 a 15 libbre, cio\u00e8 circa 2,3\u20136,8 kg.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E ora i vuoti, perch\u00e9 qui dicono molto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lo standard non fissa l&#8217;altezza.<\/strong> In un documento che descrive la testa, la mascella, i piedi e perfino gli appiombi anteriori non c&#8217;\u00e8 una sola cifra sull&#8217;altezza al garrese. Merita una menzione a parte, perch\u00e9 l&#8217;intera idea dichiarata della razza \u00e8 proprio il portamento pi\u00f9 basso. Per questo nella scheda di razza non riportiamo alcuna cifra di altezza: nello standard non c&#8217;\u00e8, e quel che circola nei repertori si contraddice da solo. L&#8217;articolo di riferimento pi\u00f9 copiato indica l&#8217;altezza come \u00abuna media di 10 pollici (21 cm)\u00bb, ma 10 pollici sono 25,4 cm, quindi i due numeri sulla stessa riga non tornano fra loro. Non scegliamo il pi\u00f9 comodo e non facciamo una media: al posto di un intervallo inventato preferiamo un vuoto onesto. \u00c8 uno scostamento consapevole dalla nostra regola abituale secondo cui in ogni campo deve esserci una cifra, e lo dichiariamo perch\u00e9 la redazione successiva non lo \u00abripari\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lo standard non divide le misure per sesso.<\/strong> Molti standard danno limiti distinti per maschi e femmine, e fonderli in un unico intervallo \u00e8 un errore grossolano. Qui non c&#8217;\u00e8 nulla da dividere: l&#8217;unico intervallo di peso, da 5 a 15 libbre, vale per tutti i cani della razza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le cifre sul peso divergono perfino all&#8217;interno dei materiali del programma.<\/strong> Lo standard dice da 5 a 15 libbre. La sezione \u00abquel che conviene sapere\u00bb dello stesso sito risponde diversamente alla domanda sulla taglia: \u00abuna media di 7\u201310 libbre\u00bb. E l&#8217;articolo di riferimento da cui copia il resto di internet offre una terza variante: da 5 a 12 libbre (2,5\u20135,5 kg). \u00c8 la trappola classica: tutte e tre le cifre vengono \u00abda materiale ufficiale\u00bb e nessuna sembra estranea. Noi prendiamo lo standard, perch\u00e9 \u00e8 il documento che definisce la razza, e il resto lo chiamiamo divergenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il secondo pelo \u00e8 una traccia lasciata da un libro antico.<\/strong> L&#8217;articolo di riferimento cita un secondo tipo di pelo, \u00abindesiderato ma accettato\u00bb: lungo, con frange su orecchie, arti, coda e dita. \u00c8 quasi alla lettera la descrizione del \u00abloong chua lo-sze\u00bb, il carlino dall&#8217;artiglio di drago, nell&#8217;opera classica del 1921 sui cani di Cina e Giappone, dove si dice che quella variet\u00e0 era la pi\u00f9 apprezzata e la pi\u00f9 rara e che si estinse circa mezzo secolo prima della stesura del libro. Lo standard moderno conserva dunque al suo interno una citazione testuale proprio dal libro su cui poggia tutta la leggenda d&#8217;origine.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La leggenda dell&#8217;origine antica: come si verifica<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sezione storica del sito della razza \u2014 e tutti i repertori che l&#8217;hanno ricopiata \u2014 poggia su poche frasi che vale la pena esaminare una per una. Il metodo \u00e8 semplice: trovare la prima comparsa a stampa di un&#8217;affermazione, leggerla alla lettera e vedere che cosa vi si \u00e8 aggiunto per strada.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La fonte di tutta la costruzione \u00e8 un solo libro del 1921.<\/strong> <em>Dogs of China and Japan in Nature and Art<\/em> di V. W. F. Collier: \u00e8 l\u00ec che compare per la prima volta nella letteratura cinofila inglese la parola \u00ablo-sze\u00bb come nome cinese del carlino, ed \u00e8 da l\u00ec che vengono i tre dettagli portanti: il cane \u00abpai\u00bb, il dizionario dell&#8217;imperatore Kangxi e il legame del nome con la contrada di Lo-chiang. Tutto il resto sono riprese posteriori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La data \u00abai tempi di Confucio\u00bb oscilla da un autore all&#8217;altro.<\/strong> Collier scrive nel 1921 che i documenti cinesi attestano l&#8217;esistenza di cani \u00abdalla bocca corta\u00bb \u00abai tempi di Confucio, 700 a. C.\u00bb, e di cani simili usati per la caccia nello Shanxi nel 500 a. C. Un libro sui carlini del 1996 propone un altro limite: \u00abnon se ne ha traccia prima del 663 a. C.\u00bb. La storia sul sito della razza d\u00e0 una terza cifra: \u00abmenzione di animali dalla bocca corta da parte di Confucio nel 551 a. C.\u00bb. Date che oscillano attorno a una sola e medesima affermazione non datata sono il segno tipico che dietro non c&#8217;\u00e8 alcun documento. Inoltre il 551 a. C. \u00e8 l&#8217;anno di nascita di Confucio, non la data di una sua affermazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L&#8217;errore pi\u00f9 vistoso \u00e8 nella data del dizionario.<\/strong> La storia della razza dice: \u00abnel dizionario dei caratteri cinesi commissionato dall&#8217;imperatore Kang Hsi intorno al 950 d. C. sono incluse menzioni di cani dalle zampe corte e di cani dalla testa corta\u00bb. Collier, da cui questo in ultima analisi discende, scrive tutt&#8217;altro in nota e fornisce lui stesso le date: il famoso dizionario compilato sotto l&#8217;imperatore K&#8217;ang Hsi <strong>(1662\u20131723)<\/strong> cita due antiche raccolte a proposito della parola \u00abpai\u00bb \u2014 lo <em>Shuo Wen<\/em> della dinastia Han, intorno al 150 d. C. (\u00abun cane dalle zampe corte\u00bb), e il <em>Kwang Yun<\/em> della dinastia Song, intorno al 1000 d. C. (\u00abun cane dalla testa corta\u00bb e \u00abun cane da sotto il tavolo\u00bb). Una sola data, nella ripresa, risulta dunque incollata da tre: l&#8217;epoca di compilazione del dizionario, quella delle fonti che esso cita e una data a s\u00e9, \u00abintorno al 950\u00bb, che nella letteratura sui carlini appartiene a tutt&#8217;altra vicenda, quella del nome del cane del Sichuan. La distanza fra \u00abintorno al 950\u00bb e \u00ab1662\u20131723\u00bb \u00e8 di circa sette secoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Da dove venga il \u00ab950\u00bb si pu\u00f2 seguire con il dito.<\/strong> Il libro <em>The New Pug<\/em> di Shirley Thomas (1990) scrive: \u00abil cane pai del Sichuan dal 950 d. C. si chiamava Lo-Chaing-Sze, Lo-Chaing o Lo-Sze\u00bb. La grafia \u00abLo-Chaing\u00bb, con le lettere invertite, compare in letteralmente due opere cinofile: questo libro del 1990 e un titolo europeo successivo che lo riprende. La storia della razza usa esattamente la stessa grafia. La catena di trasmissione si lascia dunque seguire per nome, e insieme alla grafia vi \u00e8 passata anche la data.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La spiegazione del nome \u00e8 posteriore al nome stesso e contraddice la fonte primaria.<\/strong> Il sito della razza glossa cos\u00ec il nome: \u00abLo-Sze \u00e8 una forma abbreviata di Lo-Chaing-Sze; Lo-Chaing sarebbe una regione della Cina da cui proverrebbero i pi\u00f9 antichi cani di tipo carlino, e &#8220;Sze&#8221; indica di solito una taglia piccola\u00bb. Collier nel 1921 dice altro, e con maggiore cautela: poich\u00e9 \u00ab-sze\u00bb \u00e8 un <em>suffisso frequente nei toponimi del Sichuan<\/em>, \u00absembra possibile\u00bb che un antico nome, Lo-chiang-sze, si sia contratto in \u00ablo-sze\u00bb. Nella fonte primaria \u00ab-sze\u00bb fa parte di un nome di luogo e non \u00e8 un suffisso diminutivo, e l&#8217;affermazione \u00e8 data come possibilit\u00e0, non come fatto. Un&#8217;altra opera sui carlini, del 1998, offre una terza glossa: \u00ablo-sze\u00bb avrebbe il senso indiretto di \u00aba pelo corto\u00bb. Spiegazioni che si contraddicono fra loro e compaiono dopo il nome stesso sono quasi sempre ricavate a ritroso dal nome.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La frase sull&#8217;esecuzione \u00e8 un topos viaggiante, non un fatto su questa razza.<\/strong> \u00abAllevare questi cani era permesso solo all&#8217;interno dei palazzi imperiali, e chiunque fosse trovato in possesso illegale di uno di essi veniva giustiziato\u00bb: la stessa formula circola sulle pagine del pechinese, dello shih tzu e del lhasa apso. Nel libro del 1921, da cui proviene il resto del materiale cinese, quell&#8217;affermazione non compare affatto. Un topos che passa di razza in razza, e ogni volta senza fonte, non appartiene a nessuna di esse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>E l&#8217;autore della fonte primaria mise in guardia proprio contro ci\u00f2 che ne \u00e8 stato fatto.<\/strong> Collier scrive espressamente che sapere dell&#8217;esistenza di cani \u00abcorti\u00bb e \u00abquadrati\u00bb mille o pi\u00f9 anni prima della nostra era \u00ab\u00e8 a stento una prova abbastanza definita per affermare\u00bb che in Cina esistessero cani piccoli in un&#8217;epoca tanto remota. L&#8217;uso della parola \u00abpai\u00bb alla fine del I secolo d. C. gli pare invece una prova \u00abche parla da s\u00e9\u00bb. La cautela dell&#8217;autore \u00e8 stata la prima cosa a sparire dalle riprese, ed \u00e8 cos\u00ec che \u00abforse\u00bb \u00e8 diventato \u00abesisteva gi\u00e0 mezzo millennio prima della nostra era\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che cosa resta di tutto questo? Resta un&#8217;affermazione onesta e piuttosto interessante: piccoli cani dal muso corto sono davvero documentati in Cina da lungo tempo, e \u00ablo-sze\u00bb \u00e8 davvero attestato nel cinese dell&#8217;Ottocento come nome corrente del carlino. Ma non esiste una linea retta da loro a un preciso programma americano avviato nel 1989, e il programma stesso non ha mai documentato una linea simile. Ricostruire un tipo dai caratteri esterni ed ereditare una continuit\u00e0 sono due cose diverse.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Che cosa diceva del lo-sze la letteratura antica \u2014 e dove il racconto moderno la rovescia<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cosa pi\u00f9 interessante \u00e8 che il libro del 1921 descrive il lo-sze in modo molto concreto, e che questi dettagli, a differenza della leggenda, passano a stento nei testi attuali.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Il carattere pi\u00f9 ricercato dagli allevatori cinesi era il \u00absegno del Principe\u00bb:<\/strong> tre rughe sulla fronte con una barra verticale, che componevano il carattere cinese di \u00abprincipe\u00bb. Gli stessi cinesi riconoscevano quel carattere nelle striature sulla fronte della tigre. Anche la macchia bianca a \u00abbottone\u00bb sulla fronte era incoraggiata, ma valeva meno delle rughe. Di tutto ci\u00f2, nello standard moderno dell&#8217;American Lo-Sze Pugg resta solo la frase asciutta \u00abla piega nasale \u00e8 preferita\u00bb.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Il secondo carattere era l&#8217;elasticit\u00e0 della pelle,<\/strong> assai pi\u00f9 marcata, secondo Collier, che nel pechinese.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Le orecchie<\/strong> sono descritte come piccole, simili a mezza albicocca secca, poste con la faccia esterna contro la testa e rivolte leggermente all&#8217;indietro; era ammesso anche l&#8217;orecchio \u00aba corno\u00bb.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>I cinesi accorciavano la coda<\/strong> per simmetria, bench\u00e9 il ricciolo e il doppio ricciolo fossero noti.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>La variet\u00e0 pi\u00f9 apprezzata era il \u00abloong chua lo-sze\u00bb, il carlino dall&#8217;artiglio di drago:<\/strong> pelo corto ovunque tranne che su orecchie, dita, parte posteriore degli arti e coda \u00aba crisantemo\u00bb, dove era riccamente frangiato. Collier scrive che si trattava a quanto pare di una linea distinta, estinta circa mezzo secolo prima dell&#8217;uscita del libro.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E ora la discordanza centrale, che non \u00e8 da poco. Tutta l&#8217;idea del programma moderno si regge sul fatto che il lo-sze \u00aboriginale\u00bb fosse basso e dalle zampe corte e che la selezione europea abbia reso il <a href=\"https:\/\/tvaryny.com\/it\/breed-pug\"><strong>carlino<\/strong><\/a> pi\u00f9 alto e pi\u00f9 lungo di arti. La letteratura antica, per\u00f2, contrappone il lo-sze al <a href=\"https:\/\/tvaryny.com\/it\/breed-pekingese\"><strong>pechinese<\/strong><\/a> esattamente al contrario: una formula che gira nelle opere inglesi sul carlino almeno dalla met\u00e0 del Novecento distingue \u00abil lo-sze dalle zampe pi\u00f9 lunghe e dal pelo corto\u00bb dal \u00abpechinese dalle zampe corte e dal pelo lungo\u00bb. Collier osserva nella stessa direzione che gli arti del lo-sze sono \u00absolo leggermente piegati al gomito\u00bb. Lo standard moderno dell&#8217;American Lo-Sze Pugg chiede il contrario: anteriori \u00abmoderatamente corti\u2026 curvi\u00bb, piedi \u00abgrandi, piatti, non rotondi\u00bb, gli anteriori ruotati verso l&#8217;esterno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 un motivo per dire che il programma sia disonesto. \u00c8 un motivo per chiamare le cose con il loro nome: il carlino nano americano di oggi \u00e8 <strong>un tipo nuovo, assemblato negli anni Novanta sotto un nome antico<\/strong>, e non un tipo antico restaurato. Il carattere scelto come centrale \u2014 arti corti e curvi \u2014 non era ci\u00f2 che distingueva il lo-sze nella sua pi\u00f9 antica descrizione dettagliata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una parola a parte sulla doppia \u00abg\u00bb di Pugg. Il sito della razza la spiega cos\u00ec: \u00abquesta grafia deriva dal termine affettuoso dell&#8217;inglese antico\u00bb. I repertori etimologici inglesi datano la parola <em>pug<\/em> come appellativo affettuoso generico intorno al 1560, e il significato di \u00abcane piccolo\u00bb al 1749; la forma <em>puggy<\/em> \u00e8 realmente esistita. Ma il 1560 appartiene al primo inglese moderno e non all&#8217;inglese antico, conclusosi circa quattrocento anni prima. La spiegazione poggia su un&#8217;osservazione corretta e su un&#8217;epoca sbagliata.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Com&#8217;\u00e8 fatto il carlino nano americano<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"728\" height=\"535\" src=\"https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/gallery-220126_1.jpg\" alt=\"Carlino nano americano (carlino lo-sze) \u2014 descrizione dettagliata dell'aspetto\" class=\"wp-image-124583\" srcset=\"https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/gallery-220126_1.jpg 728w, https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/gallery-220126_1-300x220.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 728px) 100vw, 728px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un cane piccolo e compatto da 2,3 a 6,8 kg, dal corpo denso e quasi quadrato di profilo, con portamento basso. La testa \u00e8 larga e piatta tra le orecchie, lo stop profondo, il muso \u00abmolto corto e largo\u00bb secondo lo standard. Gli occhi sono grandi e rotondi, e lo standard considera un difetto quelli eccessivamente sporgenti: caso raro in cui un documento mette in guardia proprio contro l&#8217;eccesso che nelle razze toy di solito si loda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Testa e chiusura<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La chiusura \u00e8 descritta pi\u00f9 dettagliatamente di ogni altra cosa nello standard: il prognatismo \u00e8 obbligatorio, gli incisivi inferiori devono sporgere davanti a quelli superiori, la mascella inferiore \u00e8 larga e forte, gli incisivi stanno in fila diritta, n\u00e9 accavallati n\u00e9 inclinati, e n\u00e9 denti n\u00e9 lingua devono vedersi a bocca chiusa. La bocca storta \u00e8 un difetto. Il tartufo \u00e8 largo, con narici aperte; a differenza di molti standard di razze toy, qui si scrive espressamente \u00abnarici aperte\u00bb, e non \u00e8 un requisito estetico: nei cani dal muso corto il restringimento delle narici ha un peso respiratorio diretto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Corpo, arti, coda<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il corpo \u00e8 \u00abpiuttosto lungo\u00bb, il petto largo, la linea superiore diritta, il collo corto e moderatamente spesso. Gli arti anteriori sono moderatamente corti, con buona ossatura, ad appiombi larghi e curvi; i posteriori possono avere ossatura un po&#8217; pi\u00f9 leggera, ma devono essere saldi. I piedi sono grandi, piatti, non rotondi, gli anteriori ruotati verso l&#8217;esterno. La coda \u00e8 attaccata alta e posa sul dorso in ricciolo pieno o lasco, su un lato o sull&#8217;altro. \u00c8 proprio questo insieme \u2014 arto anteriore corto e curvo con piede grande e piatto \u2014 a produrre quell&#8217;andatura dondolante che le descrizioni della razza definiscono simpatica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Pelo e colore<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo standard chiede pelo corto, morbido e liscio con sottopelo, e ammette <strong>tutti i colori e tutti i disegni<\/strong> senza eccezioni. \u00c8 sensibilmente pi\u00f9 ampio che nel carlino moderno, ed \u00e8 qui che l&#8217;idea dichiarata del \u00abritorno all&#8217;antenato variopinto\u00bb si vede davvero nel documento e non solo nel racconto: i cani pezzati e bianchi non sono esclusi. Il secondo tipo di pelo \u2014 lungo, con frange su orecchie, arti, coda e dita \u2014 i repertori lo descrivono come \u00abindesiderato ma accettato\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Brachicefalia: una domanda per la tabella, non per l&#8217;impressione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di questa razza si scrive spesso che i suoi allevatori \u00abevitano consapevolmente la brachicefalia estrema\u00bb. Nei documenti del programma non c&#8217;\u00e8 nulla del genere. Lo standard chiede un muso \u00abmolto corto e largo\u00bb. La sezione salute del sito della razza si apre dicendo che la maggior parte dei problemi di questi cani riguarda la testa, come nel carlino e nel pechinese, e parla a parte della \u00abestrema brevit\u00e0 del naso\u00bb della razza, per cui il cane si surriscalda in fretta. A definire brachicefala la razza non sono dunque i critici, ma i suoi stessi materiali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo conta, perch\u00e9 un&#8217;etichetta di costruzione non \u00e8 una propriet\u00e0 di un nome, ma il risultato della misurazione di un cane preciso. La scienza veterinaria qui lavora con i numeri, e i numeri conviene conoscerli.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Esiste una cifra soglia.<\/strong> L&#8217;autorit\u00e0 alimentare finlandese raccomanda un rapporto craniofacciale \u2014 lunghezza del muso rispetto a quella del cranio \u2014 non inferiore a 0,33. Analizzando i risultati dei test di allevamento finlandesi dal 2017 al 2022, le ricercatrici notano che quella soglia \u00e8 stata raggiunta da soli 13 cani sull&#8217;intero campione, in prevalenza bulldog inglesi.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>All&#8217;interno di una stessa razza dal muso corto quel rapporto distingue male.<\/strong> Un lavoro di Cambridge del 2017 su 604 cani, di cui 189 carlini, ha cercato quali misure si associno alla respirazione difficoltosa in ciascuna razza presa a s\u00e9. Nei carlini sono risultate significative la larghezza dell&#8217;occhio rispetto a quella del cranio e l&#8217;indice cranico, non il rapporto craniofacciale; gli autori hanno inoltre messo in dubbio la riproducibilit\u00e0 di quella misura tra due osservatori.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Le narici sono il predittore pi\u00f9 affidabile.<\/strong> Nello stesso lavoro la stenosi delle narici si \u00e8 associata alla respirazione difficoltosa in tutte e tre le razze studiate. E nei dati finlandesi il <strong>71 % dei carlini esaminati<\/strong> presentava stenosi narinale moderata o grave: la percentuale pi\u00f9 alta fra tutte le razze testate.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La conclusione pratica per chi compra \u00e8 semplice e verificabile: <strong>bisogna guardare le narici e il respiro del cane che si ha davanti, non il nome sui documenti<\/strong>. Uno standard che consente un muso \u00abmolto corto e largo\u00bb non garantisce nulla in nessuna direzione: sotto quello standard pu\u00f2 nascere un cane con le narici aperte e altrettanto uno con le narici quasi chiuse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena sapere come funziona l\u00e0 dove il tema si misura gi\u00e0. Secondo la rassegna delle ricercatrici finlandesi, in Finlandia dal 2017 \u00e8 in vigore un test di allevamento che unisce una camminata di un chilometro al controllo del recupero e della temperatura, una valutazione veterinaria dei segni respiratori e un esame delle narici; per i carlini \u00e8 diventato obbligatorio prima dell&#8217;accoppiamento nel 2021 e per entrambi i genitori dal 2024. La stessa rassegna riporta che in Germania la prova da sforzo \u00e8 obbligatoria per i carlini da riproduzione dal 2009 e che i club cinofili svedese e norvegese hanno vietato di accoppiare cani brachicefali con segni respiratori moderati e gravi. Si noti la natura di queste norme: una parte sono regolamenti di club cinofili e non divieti statali, e i due livelli non vanno confusi. Nessuna di esse menziona il carlino nano americano \u2014 n\u00e9 deve: lavorano su un cane misurato, non su un nome di razza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E un&#8217;altra cifra che mostra bene la direzione: in Finlandia le iscrizioni di carlini sono scese da 346 nel 2017 (36\u00ba posto fra le cento razze pi\u00f9 diffuse) a 135 nel 2022 (92\u00ba posto).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Salute: due elenchi diversi su una stessa pagina<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/amerikanskii-loshi-mops-7.webp\" alt=\"Carlino nano americano (carlino lo-sze) \u2014 salute: malattie tipiche e prevenzione\" class=\"wp-image-124644\" srcset=\"https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/amerikanskii-loshi-mops-7.webp 1200w, https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/amerikanskii-loshi-mops-7-300x225.webp 300w, https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/amerikanskii-loshi-mops-7-1024x768.webp 1024w, https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/amerikanskii-loshi-mops-7-768x576.webp 768w, https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/amerikanskii-loshi-mops-7-860x645.webp 860w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La pagina sulla salute del sito della razza \u00e8 fatta con pi\u00f9 cura della maggior parte di quanto poi ne \u00e8 stato ricopiato, ed \u00e8 proprio per questo che merita una lettura attenta. Contiene <strong>due elenchi e non uno<\/strong>, e hanno statuto diverso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il primo elenco \u00e8 presunto.<\/strong> Si apre con una dichiarazione netta: poich\u00e9 il carlino e il pechinese sono razze toy brachicefale, \u00abi problemi di salute di queste due razze sarebbero gli stessi problemi\u00bb dell&#8217;American Lo-Sze Pugg. Segue ci\u00f2 che \u00e8 diffuso nel carlino e nel pechinese: atresia del dotto lacrimale, distichiasi, atrofia retinica, displasia dell&#8217;anca, cataratta, palato molle allungato, ernia ombelicale, lussazione della rotula, ammiccamento insufficiente, narici stenotiche, palatoschisi e labioschisi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il secondo elenco \u00e8 quello che il programma attribuisce alla propria razza.<\/strong> \u00c8 pi\u00f9 corto: atresia del dotto lacrimale, palatoschisi, ammiccamento insufficiente, lussazione della rotula, ernia ombelicale, narici stenotiche. Ogni voce vi \u00e8 spiegata in termini quotidiani: i dotti lacrimali deformati provocano le colature sotto gli occhi, visibili sui musi chiari; le orbite poco profonde obbligano a usare periodicamente lacrime artificiali; l&#8217;ernia ombelicale si corregge di solito durante un intervento gi\u00e0 programmato; una parte dei cuccioli con le narici strette \u00able supera\u00bb crescendo, altri hanno bisogno di un allargamento chirurgico. Sulla palatoschisi il sito scrive in modo asciutto e duro: i cuccioli nascono con essa e per i proprietari non \u00e8 un problema, perch\u00e9 di norma vengono soppressi o muoiono poco dopo la nascita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La differenza fra i due elenchi non \u00e8 una formalit\u00e0. La displasia dell&#8217;anca, la cataratta e l&#8217;atrofia retinica stanno nel primo elenco come condizioni attribuite alla razza <em>per analogia con il carlino e il pechinese<\/em>, e non come condizioni descritte in essa. Le pagine che ricopiano questo materiale di solito fondono i due elenchi in uno, e il lettore riceve un catalogo pi\u00f9 lungo e con un grado di certezza superiore a quello che gli spetterebbe.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poich\u00e9 per questa razza non sono stati pubblicati dati clinici propri, il riferimento disponibile pi\u00f9 vicino sono i dati sul carlino. <strong>Non \u00e8 la stessa cosa<\/strong>, e non spacciamo l&#8217;uno per l&#8217;altro, ma la direzione la mostrano onestamente.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Uno studio britannico sulla medicina veterinaria di base relativo al 2016<\/strong> (una popolazione di 905 544 cani, da cui sono stati estratti campioni casuali di 4308 carlini e 21 835 non carlini) ha confrontato 40 diagnosi comuni. I carlini avevano 1,86 volte pi\u00f9 probabilit\u00e0 di ricevere almeno una diagnosi. Presentavano probabilit\u00e0 aumentate per 23 delle 40 condizioni e <em>ridotte<\/em> per 7 delle 40. I rapporti di probabilit\u00e0 maggiori: sindrome ostruttiva delle vie aeree del brachicefalo 53,92; narici stenotiche 51,25; ulcera corneale 13,01. Fra quelli ridotti: soffio cardiaco 0,23, lipoma 0,24, aggressivit\u00e0 0,31. La conclusione degli autori \u00e8 netta: il carlino si \u00e8 allontanato dalle altre razze al punto da non poter pi\u00f9 essere considerato un cane tipico dal punto di vista della salute.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>I test di allevamento finlandesi dal 2017 al 2022<\/strong> (957 cani in tutto, di cui 206 carlini nella parte da sforzo): segni respiratori moderati o gravi sono stati registrati nel 30 % dei carlini e gravi nell&#8217;11 %. Alla camminata di un chilometro, per\u00f2, \u00e8 risultato insufficiente solo il 3 % \u2014 la prova da sforzo da sola non basta dunque a individuare i cani colpiti. L&#8217;ereditabilit\u00e0 del giudizio respiratorio dato dal veterinario \u00e8 stata stimata da moderata ad alta, fra 0,39 e 0,58: selezionare sul carattere misurato pu\u00f2 quindi davvero dare una discendenza meno colpita.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Sulla coda, a parte, perch\u00e9 qui una sostituzione \u00e8 frequente.<\/strong> La coda \u00aba cavatappi\u00bb dei bulldog \u00e8 legata a una mutazione del gene DVL2 e si accompagna a malformazioni vertebrali. Lo studio del 2018 che trov\u00f2 quella mutazione precisa che il carlino viene talvolta annoverato fra le razze a coda a cavatappi per via della coda arrotolata, ma che la sua coda \u00e8 di lunghezza piena e priva di malformazioni delle vertebre caudali: tutti e <strong>29<\/strong> i carlini analizzati ne erano indenni, mentre fra i bulldog inglesi la portavano in omozigosi 33 su 33 e fra i francesi 79 su 79. Il ricciolo sul dorso del carlino e del carlino lo-sze non \u00e8 il cavatappi del bulldog, e la genetica del bulldog non pu\u00f2 essere trasferita a loro.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che cosa se ne ricava in pratica. Un cane di questa razza \u00e8 un cane dal muso corto con tutte le conseguenze: prudenza con il caldo e con lo sforzo, attenzione al respiro a riposo, controllo delle narici, cura delle pieghe e degli occhi. Il sito della razza descrive nel dettaglio il primo soccorso in caso di colpo di calore e avverte in particolare di non coprire il cane con asciugamani bagnati, perch\u00e9 ci\u00f2 rallenta l&#8217;evaporazione. Qualunque respiro difficoltoso a riposo, una lingua bluastra o un rialzo di temperatura dopo una passeggiata normale sono un motivo per andare dal veterinario e non per stare a guardare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quanto vive il carlino lo-sze: tre risposte diverse<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cifra di \u00ab12\u201315 anni\u00bb che circola in tutti i repertori proviene dai materiali dello stesso programma di allevamento: cos\u00ec risponde la sezione \u00abquel che conviene sapere\u00bb del sito della razza, e cos\u00ec riporta anche l&#8217;articolo di riferimento pi\u00f9 copiato. Non sono stati pubblicati dati indipendenti sulla longevit\u00e0 di questa razza, perci\u00f2 nella scheda manteniamo quella cifra come <em>dichiarata dal programma<\/em> e non come misurata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul carlino, invece, i dati ci sono \u2014 e mostrano quanto la risposta dipenda dal metodo.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Le tavole di mortalit\u00e0 britanniche del 2022<\/strong> (costruite su 30 563 morti di cani fra il 2016 e il 2020) danno al carlino un&#8217;aspettativa di vita alla nascita di <strong>7,65 anni<\/strong> (intervallo di confidenza 6,99\u20138,20) contro 11,23 anni per l&#8217;insieme dei cani. Le autrici stesse avvertono che per alcune razze, fra cui il carlino, il campione era piccolo (197 cani), sicch\u00e9 quelle tavole vanno lette con riserva. Le stesse riportano una stima giapponese per il carlino \u2014 12,8 anni \u2014 e spiegano lo scarto con differenze di campionamento.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Uno studio britannico del 2024 sulla longevit\u00e0 delle razze<\/strong> assegna al carlino una mediana di <strong>11,6 anni<\/strong>, contro 12,0 nei meticci.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due fonti britanniche sottoposte a revisione paritaria e due cifre molto diverse per la stessa razza. Non scegliamo la pi\u00f9 comoda e non le mediamo: la differenza non sta nei dati, ma in che cosa si conta \u2014 l&#8217;aspettativa di vita alla nascita secondo una tavola di mortalit\u00e0, oppure la mediana dell&#8217;et\u00e0 alla morte. Sono due domande diverse e hanno diritto a risposte diverse.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Carattere: che cosa dice lo standard e che cosa \u00e8 stato misurato<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo standard formula il temperamento in poche parole: un cane sensibile e intelligente \u00abla cui unica funzione \u00e8 servire l&#8217;uomo come compagno\u00bb, reattivo e affettuoso con i suoi, ma capace di riservatezza con gli estranei, che hanno bisogno di tempo per essere accettati. I materiali della razza aggiungono: socievole, tollerante verso gatti e uccelli, risponde bene sia all&#8217;obbedienza sia ai giochi di abilit\u00e0, buono con i bambini, abbaia come segnale pi\u00f9 che senza motivo, e per taglia e indole non pu\u00f2 fare da guardiano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una descrizione dell&#8217;allevatrice, e come tale va letta. Di misurato in modo indipendente, su questa razza, non c&#8217;\u00e8 nulla. Una cifra contigua per\u00f2 esiste: nel confronto britannico su 40 diagnosi comuni la probabilit\u00e0 che a un carlino venisse annotata aggressivit\u00e0 era <strong>pi\u00f9 bassa<\/strong> che negli altri cani \u2014 rapporto di probabilit\u00e0 0,31. Non \u00e8 \u00abuna razza senza aggressivit\u00e0\u00bb; \u00e8 una statistica di visite veterinarie in cui il carlino compare effettivamente meno del cane medio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I materiali della razza mettono in guardia a parte contro la trappola comportamentale dei cani piccoli: se a un cane piccolo si permette ci\u00f2 che non si permetterebbe a uno grande, comincia a comportarsi da capobranco. Il consiglio \u00e8 vecchio e noioso, ma funziona: stesse regole a prescindere dalla taglia, coerenza e socializzazione precoce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 interessante confrontare questo progetto con altre razze e altri progetti americani. Lo <a href=\"https:\/\/tvaryny.com\/it\/breed-american-staghound-deerhound\"><strong>staghound americano<\/strong><\/a> si \u00e8 formato come tipo da lavoro per un compito preciso \u2014 velocit\u00e0 e caccia \u2014 e la sua forma \u00e8 stata dettata dal lavoro. Il <a href=\"https:\/\/tvaryny.com\/it\/breed-american-tundra-shepherd-american-wolfdog\"><strong>pastore della tundra americano<\/strong><\/a> \u00e8 anch&#8217;esso un progetto americano moderno, nato da un bisogno: un cane per un clima duro. Il carlino nano americano appartiene a una terza categoria: la sua forma non \u00e8 dettata dal lavoro ma da un&#8217;<em>immagine del cane antico<\/em> ricostruita dai libri. \u00c8 un modo legittimo di allevare cani, ma significa che qui l&#8217;aspetto \u00e8 il fine e non la conseguenza.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cura del pelo e igiene<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cura di un cane a pelo corto di questa taglia \u00e8 semplice, e i materiali della razza la riassumono in una riga: una spazzolata settimanale e un bagno di tanto in tanto sono tutto il necessario. La muta \u00e8 un processo naturale, e la spazzola settimanale la tiene sotto controllo.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Spazzolatura:<\/strong> una volta a settimana con spazzola dura o guanto di gomma; nei periodi di muta pi\u00f9 intensa pi\u00f9 spesso.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Bagno:<\/strong> al bisogno, senza calendario. Un cane di questa taglia raramente si sporca al punto da doverlo lavare spesso.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Pieghe del muso:<\/strong> il punto pi\u00f9 importante in qualunque cane dal muso corto con pieghe cutanee \u2014 tenerle asciutte e pulite, detergerle e, soprattutto, asciugarle dopo.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Occhi:<\/strong> con orbite poco profonde e ammiccamento insufficiente, che i materiali della razza elencano fra le condizioni note in essa, il veterinario pu\u00f2 prescrivere lacrime artificiali. Le colature sotto gli occhi su un muso chiaro sono un motivo per far controllare i dotti lacrimali, non un semplice dettaglio estetico.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Unghie e orecchie:<\/strong> in un cane che cammina poco su superfici dure le unghie non si consumano da sole e vanno accorciate con regolarit\u00e0; le orecchie si controllano ogni settimana.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Addestramento e socializzazione<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1500\" height=\"1200\" src=\"https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/1640228644_3-sobakovod-club-p-sobaki-chernikh-mopsov-3.jpg\" alt=\"Carlino nano americano (carlino lo-sze) \u2014 addestramento e socializzazione\" class=\"wp-image-124660\" srcset=\"https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/1640228644_3-sobakovod-club-p-sobaki-chernikh-mopsov-3.jpg 1500w, https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/1640228644_3-sobakovod-club-p-sobaki-chernikh-mopsov-3-300x240.jpg 300w, https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/1640228644_3-sobakovod-club-p-sobaki-chernikh-mopsov-3-1024x819.jpg 1024w, https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/1640228644_3-sobakovod-club-p-sobaki-chernikh-mopsov-3-768x614.jpg 768w, https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/1640228644_3-sobakovod-club-p-sobaki-chernikh-mopsov-3-860x688.jpg 860w\" sizes=\"auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I materiali della razza descrivono questi cani come dotati di \u00abun livello di intelligenza relativamente alto\u00bb e reattivi sia all&#8217;obbedienza sia ai giochi di abilit\u00e0, consigliando di iniziare presto e per gradi. \u00c8 la formulazione consueta per un cane da compagnia, e per questa razza in particolare non sono stati pubblicati test oggettivi sulle capacit\u00e0 cognitive: non conviene quindi spremerne di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In pratica sono pi\u00f9 utili due cose. La prima: in un cane dal muso corto l&#8217;addestramento si pianifica attorno al respiro \u2014 sessioni brevi, senza surriscaldamento e senza eccitazione fino all&#8217;affanno; i materiali della razza consigliano espressamente di badare che il cane non si surriscaldi durante l&#8217;attivit\u00e0. La seconda: la socializzazione serve proprio perch\u00e9 lo standard prevede riservatezza verso gli estranei \u2014 non \u00e8 un difetto ma un tratto descritto, e un lavoro precoce e tranquillo d\u00e0 un adulto che non si spaventa delle visite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La razza non ha bisogno di sforzi prolungati: secondo la descrizione del programma questi cani si mantengono in forma con la normale attivit\u00e0 domestica, ma la passeggiata quotidiana resta necessaria. Il gioco della palla \u00e8 il preferito, ed \u00e8 proprio l\u00ec che \u00e8 pi\u00f9 facile non accorgersi del surriscaldamento.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Alimentazione e peso: l&#8217;unica leva davvero misurata<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 la sezione pi\u00f9 breve della pagina e insieme la pi\u00f9 importante, perch\u00e9 qui non c&#8217;\u00e8 un consiglio ma una misura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel lavoro di Cambridge del 2017 un punteggio di condizione corporea pi\u00f9 alto si \u00e8 associato in modo significativo alla respirazione difficoltosa sia nei carlini sia nei bulldog: i cani pi\u00f9 grassi finivano pi\u00f9 spesso nel gruppo con segni respiratori. E la mediana della condizione corporea dei carlini di quel campione era <strong>7<\/strong> su una scala da 1 a 9 \u2014 cio\u00e8 il carlino tipico esaminato era in sovrappeso. Per un cane dal muso corto ci\u00f2 significa una cosa semplice: <strong>il peso \u00e8 la parte del problema respiratorio su cui il proprietario incide direttamente<\/strong>, a differenza della forma del cranio.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Ritmo:<\/strong> il cane adulto si alimenta a orari e non \u00abquanto vuole\u00bb; i bocconi presi a tavola non sono un&#8217;inezia per un cane di pochi chili, ma una quota apprezzabile della razione giornaliera.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Controllo:<\/strong> pesare il cane e valutarne la condizione al tatto \u2014 le costole devono sentirsi senza premere. \u00c8 pi\u00f9 affidabile dell&#8217;occhio, soprattutto in un cane di costituzione densa.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Alimento:<\/strong> una razione per razze piccole con controllo delle porzioni. Non diamo indicazioni per gamma di alimento: sul respiro incide la quantit\u00e0, non l&#8217;etichetta.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Acqua:<\/strong> accesso permanente ad acqua fresca, soprattutto nella stagione calda: un cane dal muso corto si raffredda respirando peggio degli altri.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un cane dal muso piatto spesso immerge tutto il muso nella ciotola e sporca le pieghe; dopo il pasto conviene detergerle e asciugarle.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Pregi e difetti della razza<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><thead><tr><th>Pregi<\/th><th>Difetti<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Piccolo compagno a cui bastano un appartamento e la normale attivit\u00e0 domestica.<\/td><td>Cane dal muso corto con tutte le conseguenze: caldo, sforzo e affanno restano temi costanti.<\/td><\/tr><tr><td>Lo standard ammette tutti i colori e tutti i disegni: i cani pezzati e bianchi non sono esclusi.<\/td><td>Lo standard non fissa l&#8217;altezza, e le cifre dei repertori si contraddicono fra loro.<\/td><\/tr><tr><td>Lo standard definisce difetto gli occhi eccessivamente sporgenti e richiede narici aperte.<\/td><td>La composizione della razza non \u00e8 rivelata, quindi i rischi ereditari si giudicano solo da razze affini.<\/td><\/tr><tr><td>Secondo la descrizione del programma, un cane socievole e tollerante verso gatti e uccelli.<\/td><td>La razza \u00e8 poco numerosa, fuori dagli Stati Uniti quasi non si incontra, e il sito proprio della razza non viene aggiornato da tempo.<\/td><\/tr><tr><td>Cura del pelo minima: spazzola settimanale e bagno al bisogno.<\/td><td>L&#8217;\u00aborigine antica\u00bb dichiarata non \u00e8 sostenuta da documenti: \u00e8 una ricostruzione a partire dai libri.<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Curiosit\u00e0 sul carlino nano americano<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/gallery-220126.jpg\" alt=\"Carlino nano americano, carlino lo-sze foto\" \/><\/figure>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Il nome della razza \u00e8 un marchio registrato.<\/strong> Non \u00e8 una figura retorica: il sito della razza parla espressamente della registrazione del segno e di allevatori \u00abautorizzati\u00bb. Le federazioni cinofile non c&#8217;entrano \u2014 il nome \u00e8 tutelato dal diritto dei marchi e non da un libro genealogico.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Lo standard descrive la chiusura pi\u00f9 dettagliatamente di tutto il resto messo insieme.<\/strong> Le dedica cinque requisiti distinti, mentre all&#8217;altezza non ne dedica nemmeno uno.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Il \u00absegno del Principe\u00bb.<\/strong> Il libro del 1921 riferisce che il carattere pi\u00f9 desiderato del lo-sze cinese erano tre rughe sulla fronte con una barra verticale che componevano il carattere di \u00abprincipe\u00bb \u2014 lo stesso che i cinesi vedevano nelle striature sulla fronte della tigre.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Il \u00abcarlino dall&#8217;artiglio di drago\u00bb.<\/strong> La seconda variet\u00e0 del lo-sze, a pelo lungo, con frange su orecchie, dita e coda, era considerata la pi\u00f9 preziosa e, secondo lo stesso libro, si estinse circa mezzo secolo prima del 1921. La sua descrizione coincide quasi alla lettera con il secondo tipo di pelo \u00abindesiderato ma accettato\u00bb dei repertori odierni sulla razza.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>La parola \u00ablo-sze\u00bb all&#8217;origine \u00e8 con ogni probabilit\u00e0 un toponimo e non \u00abpiccolo\u00bb.<\/strong> L&#8217;autore del 1921 supponeva che il nome si fosse contratto dalla forma antica \u00ablo-chiang-sze\u00bb, in cui \u00ab-sze\u00bb \u00e8 un suffisso frequente nei nomi di luogo del Sichuan.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>La coda a ricciolo non \u00e8 una coda a cavatappi.<\/strong> Nello studio del 2018 che individu\u00f2 la mutazione del cavatappi nei bulldog, tutti e 29 i carlini esaminati ne erano indenni, e le loro code alla radiografia risultarono di lunghezza piena e prive di malformazioni vertebrali.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Domande frequenti sulla razza (FAQ)<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In che cosa il carlino lo-sze differisce dal carlino comune?<\/strong><br>Nello scopo dichiarato: \u00e8 un tentativo di comporre un cane pi\u00f9 compatto, dal portamento pi\u00f9 basso, con anteriori pi\u00f9 corti e curvi, piedi grandi e piatti e qualsiasi colore, compresi il pezzato e il bianco. Lo standard per\u00f2 richiede un muso \u00abmolto corto e largo\u00bb, non pi\u00f9 lungo di quello del carlino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00c8 pi\u00f9 sano del carlino moderno?<\/strong><br>Nessuno l&#8217;ha dimostrato. Non sono stati pubblicati studi clinici su questa razza in particolare, e i suoi stessi materiali la definiscono brachicefala e parlano dell&#8217;estrema brevit\u00e0 del naso. Non affermiamo n\u00e9 che la razza sia pi\u00f9 robusta n\u00e9 che sia pi\u00f9 malaticcia: per la prima cosa mancano i dati, e per la seconda pure.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quali razze sono state usate per crearla?<\/strong><br>Il programma di allevamento ha rifiutato di divulgarlo e ne ha dato la ragione: perch\u00e9 la razza non venisse copiata. Le ricette che girano nei repertori non provengono da esso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Questa razza \u00e8 davvero esistita nella Cina antica?<\/strong><br>Piccoli cani dal muso corto sono documentati in Cina da lungo tempo, e \u00ablo-sze\u00bb \u00e8 attestato come nome cinese corrente del carlino. Ma nessuna linea che vada da loro al programma americano del 1989 \u00e8 stata documentata, e le date precise del racconto popolare \u2014 su Confucio, sul dizionario \u00abintorno al 950\u00bb \u2014 non reggono il confronto con la fonte primaria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quanto vive?<\/strong><br>Il programma di allevamento dichiara 12\u201315 anni. Non esistono misurazioni indipendenti su questa razza. Per confronto, due studi britannici danno al carlino 7,65 anni secondo la tavola di mortalit\u00e0 e 11,6 anni secondo la mediana dell&#8217;et\u00e0 alla morte: una differenza di metodo, non di dati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>A che cosa guardare scegliendo un cucciolo?<\/strong><br>Alle narici e al respiro: la stenosi delle narici \u00e8 il pi\u00f9 affidabile fra i predittori semplici di respirazione difficoltosa nei cani dal muso corto, e negli esami finlandesi il 71 % dei carlini presentava stenosi moderata o grave. Poi al peso dei genitori e alla disponibilit\u00e0 dell&#8217;allevatore a mostrare come respirano i suoi cani dopo il movimento.<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il carlino nano americano (American Lo-Sze Pugg\u2122), noto anche come carlino lo-sze, \u00e8 un piccolo cane da compagnia dal muso corto creato negli Stati Uniti verso la fine del XX secolo. 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