{"id":157037,"date":"2026-08-04T17:35:20","date_gmt":"2026-08-04T14:35:20","guid":{"rendered":"https:\/\/tvaryny.com\/breed-burmilla-2"},"modified":"2026-08-06T08:26:59","modified_gmt":"2026-08-06T05:26:59","slug":"breed-burmilla-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/tvaryny.com\/it\/breed-burmilla","title":{"rendered":"Burmilla"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>Burmilla<\/strong> \u00e8 una gatta che sembra disegnata da un orafo e si comporta come una gatta qualunque: sale in braccio, vi segue in cucina, dorme sul divano. Il mantello argentato con la punta del pelo appena velata di colore e gli occhi contornati da una riga scura le hanno dato la fama di gatta \u00abtruccata\u00bb, ma la sua storia vera \u00e8 molto pi\u00f9 prosaica e molto pi\u00f9 simpatica: nasce nel 1981 da una porta lasciata aperta per distrazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa guida mette in fila che cosa la Burmilla \u00e8 davvero \u2014 carattere, mantello, salute \u2014 e che cosa comporta prenderne una <strong>in Italia<\/strong>: quale pedigree ha valore, chi rilascia i documenti, quali due test del DNA vanno chiesti all\u2019allevatore e perch\u00e9 l\u2019anagrafe felina italiana \u00e8 ancora una mappa a macchia di leopardo. Abbiamo anche tolto dalla circolazione alcune cifre che girano da anni su questa razza e che non reggono a un controllo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Burmilla: la carta d\u2019identit\u00e0 della razza<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/gallery-157294-1536x1024-1.jpg\" alt=\"Ritratto di Burmilla\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><thead><tr><th colspan=\"2\">Fatti in breve sulla razza Burmilla<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td><strong>Origine<\/strong><\/td><td>Gran Bretagna, 1981<\/td><\/tr><tr><td><strong>Gruppo di appartenenza<\/strong><\/td><td>Asian: la Burmilla ne \u00e8 la variet\u00e0 argentata<\/td><\/tr><tr><td><strong>Codice di razza<\/strong><\/td><td>BML nel sistema FIFe \u00b7 BMS nel sistema WCF (pelo corto)<\/td><\/tr><tr><td><strong>Peso da adulta<\/strong><\/td><td>3,5\u20137 kg<\/td><\/tr><tr><td><strong>Longevit\u00e0<\/strong><\/td><td>12\u201316 anni<\/td><\/tr><tr><td><strong>Mantello<\/strong><\/td><td>corto o semilungo, argentato <em>shaded<\/em> oppure <em>shell<\/em><\/td><\/tr><tr><td><strong>Occhi<\/strong><\/td><td>grandi, dal giallo-verde al verde, con il contorno scuro<\/td><\/tr><tr><td><strong>Test del DNA da chiedere<\/strong><\/td><td>PKD1 e ipopotassiemia ereditaria (WNK4)<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Importante:<\/strong> il <a href=\"https:\/\/tvaryny.com\/it\/breed-burmese-cat\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">gatto Burmese<\/a> ha trasmesso alla Burmilla energia e socievolezza, e il <a href=\"https:\/\/tvaryny.com\/it\/breed-persian-cat\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">gatto Persiano<\/a> il raffinato \u00abvelo\u00bb argenteo del pelo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">1981: la porta lasciata aperta<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella gattaia della baronessa Miranda von Kirchberg viveva un giovane Persiano cincill\u00e0 argento, <strong>Jemari Sanquist<\/strong>, comprato come gatto di casa e non come riproduttore: era gi\u00e0 in programma la sterilizzazione. Poco prima dell\u2019intervento una persona addetta alle pulizie lasci\u00f2 socchiusa una porta, e nella stanza accanto c\u2019era una gatta Burmese lilla, <strong>Bambino Lilac Faberg\u00e9<\/strong>, nel pieno del calore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u201911 settembre 1981 nacquero quattro gattine. Erano tutte a pelo corto e tutte di un nero argentato sfumato che nessuno dei due genitori mostrava: il gene argento del Persiano si era posato sulla struttura e sul temperamento del Burmese. La baronessa non archivi\u00f2 l\u2019incrocio come un incidente da dimenticare; cap\u00ec di avere per le mani qualcosa che nessun programma di selezione aveva progettato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena dirlo senza retorica: <em>questa razza esiste per una porta che nessuno aveva chiuso<\/em>. Di solito chiudere la stalla quando i buoi sono scappati non serve a niente; qui \u00e8 servito eccome, perch\u00e9 da quella fuga \u00e8 nato un gruppo di razze intero.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dal caso alla razza: il gruppo Asian<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lavoro di fissazione fu portato avanti dalla baronessa insieme all\u2019allevatrice <strong>Therese Clarke<\/strong> e ad altri appassionati britannici. Nel 1984 nasce il Burmilla Cat Club e ci si accorge presto che gli incroci Burmese \u00d7 cincill\u00e0 non producono soltanto gatti argentati: dalla stessa base escono anche soggetti a tinta unita, fum\u00e9, tabby e a pelo semilungo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La soluzione britannica fu elegante: invece di moltiplicare le razze si cre\u00f2 un <strong>gruppo<\/strong>, l\u2019<em>Asian<\/em>, con cinque variet\u00e0 \u2014 Self (tinta unita), Smoke, Shaded, Tabby e la semilunga Tiffanie. La Burmilla \u00e8 la variet\u00e0 <em>Shaded<\/em>, quella con il famoso velo d\u2019argento. Il nome, del resto, \u00e8 una crasi trasparente: <strong>Bur<\/strong>mese pi\u00f9 chin<strong>cilla<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il riconoscimento ufficiale, data per data<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui vale una regola d\u2019oro: le date circolano storpiate. Su parecchi siti si legge \u00abTICA 1999\u00bb, ed \u00e8 semplicemente falso. Ecco il quadro come risulta dai documenti delle federazioni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><thead><tr><th>Sistema<\/th><th>Tappa<\/th><th>Quando<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>GCCF (Gran Bretagna)<\/td><td>statuto preliminare all\u2019interno del gruppo Asian<\/td><td>1990<\/td><\/tr><tr><td>GCCF<\/td><td>Championship pieno per tutte e cinque le variet\u00e0 Asian<\/td><td>2003<\/td><\/tr><tr><td>FIFe<\/td><td>razza pienamente riconosciuta, codice BML<\/td><td>1\u00b0 gennaio 1995<\/td><\/tr><tr><td>CFA (Stati Uniti)<\/td><td>ammissione al registro<\/td><td>2011<\/td><\/tr><tr><td>CFA<\/td><td>classe Championship<\/td><td>2014<\/td><\/tr><tr><td>TICA<\/td><td>delibera nel 2014, in vigore dal<\/td><td>1\u00b0 maggio 2015<\/td><\/tr><tr><td>WCF<\/td><td>codice BMS, colonna \u00abriconosciuta da: tutte\u00bb<\/td><td>in vigore<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La riga della WCF merita una lettura lenta. Nell\u2019elenco ufficiale dei codici la Burmilla a pelo corto compare in categoria 3 con la dicitura <strong>\u00abriconosciuta da: tutte\u00bb<\/strong>, cio\u00e8 da WCF, CFA, FIFe, TICA, GCCF e dalle federazioni australiana, neozelandese e sudafricana insieme. Per una razza nata da un incidente domestico \u00e8 il massimo punteggio ottenibile.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">BML, BMS, BSH: come prendere lucciole per lanterne<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se comprate una Burmilla in Italia vi troverete in mano un certificato con una sigla di tre lettere. Attenzione, perch\u00e9 <strong>la stessa sigla non significa la stessa cosa in tutti i sistemi<\/strong>: \u00e8 la trappola pi\u00f9 facile in cui cadere leggendo i propri documenti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><thead><tr><th>Sigla<\/th><th>Nel sistema FIFe (quindi ANFI)<\/th><th>Nel sistema WCF (quindi FIAF e club affini)<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td><strong>BML<\/strong><\/td><td>Burmilla a <strong>pelo corto<\/strong>, razza pienamente riconosciuta<\/td><td>Burmilla <strong>Longhair<\/strong>, cio\u00e8 la variante semilunga<\/td><\/tr><tr><td><strong>BMS<\/strong><\/td><td>non in uso<\/td><td>Burmilla a pelo corto, categoria 3<\/td><\/tr><tr><td><strong>BSH<\/strong><\/td><td>British Shorthair<\/td><td>Brasilian Shorthair (qui il British \u00e8 <strong>BRI<\/strong>)<\/td><\/tr><tr><td><strong>TIF<\/strong><\/td><td>Tiffanie, indicata come razza <em>non riconosciuta<\/em><\/td><td>Burmese Longhair \/ Tiffany<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tradotto in pratica: due proprietari italiani possono confrontare due certificati, leggere entrambi \u00abBML\u00bb e stare parlando di due gatte con un tipo di pelo diverso. E se qualcuno vi mostra un documento con \u00abBSH\u00bb sostenendo che si tratta della linea British della vostra Burmilla, prima di annuire guardate quale federazione ha emesso la carta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il caso della <strong>Tiffanie<\/strong> \u00e8 ancora pi\u00f9 istruttivo: \u00e8 lo stesso gatto, ma nel Regno Unito ha ottenuto il Championship pieno nel 2003 all\u2019interno del gruppo Asian, mentre nel sistema FIFe resta classificata fra le razze <em>non riconosciute<\/em>. Stessa gatta, due destini espositivi opposti a seconda dell\u2019associazione a cui ci si iscrive.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">ANFI e il Libro genealogico: che cosa vale davvero in Italia<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Italia il mondo dei gatti di razza ha un punto fermo istituzionale: l\u2019<strong>ANFI<\/strong>, Associazione Nazionale Felina Italiana, con sede a Torino. \u00c8 legalmente riconosciuta con decreto ministeriale del 6 agosto 1997 e, con un decreto successivo del 9 giugno 2005, \u00e8 l\u2019associazione autorizzata a tenere il <strong>Libro genealogico del gatto di razza<\/strong>. \u00c8 l\u2019unico registro genealogico felino che in Italia abbia un riconoscimento del Ministero delle politiche agricole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano internazionale l\u2019ANFI \u00e8 uno dei circa quaranta membri della <strong>FIFe<\/strong>, la F\u00e9d\u00e9ration Internationale F\u00e9line, di cui fu tra i fondatori: la delegazione italiana era a Parigi nel 1949, quando la federazione nacque. Non \u00e8 un dettaglio da collezionisti di date. Significa che lo standard con cui un giudice valuta la vostra Burmilla a Torino, a Padova o a Bari \u00e8 lo stesso applicato a Helsinki, e che il codice stampato sul certificato \u00e8 quello FIFe: <strong>BML<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come funziona in concreto. L\u2019allevatore denuncia l\u2019accoppiamento e poi la nascita della cucciolata all\u2019Ufficio Centrale; \u00e8 l\u2019associazione \u2014 non l\u2019allevamento \u2014 a emettere il <strong>certificato di iscrizione al Libro genealogico<\/strong>, cio\u00e8 quello che tutti chiamano pedigree. Da qui una conseguenza pratica: <em>carta canta<\/em>, ma solo se la carta viene dall\u2019ente che tiene il registro. Un foglio stampato in casa con logo e cornice non \u00e8 un pedigree, per quanto elegante sia la grafica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accanto all\u2019ANFI operano in Italia altre realt\u00e0. La <strong>FIAF<\/strong> (Federazione Italiana Associazioni Feline, con sede a Mantova) e diversi club aderiscono al circuito <strong>WCF<\/strong>; esiste inoltre un numero contenuto di soci di club TICA e CFA. Sono associazioni legittime, organizzano esposizioni serie e rilasciano propri certificati, ma quei documenti seguono i codici WCF e non sono iscrizioni al Libro genealogico riconosciuto dal Ministero. Sapere in quale sistema si sta comprando evita malintesi a valle, soprattutto se un domani si vorr\u00e0 allevare o esporre.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Curiosamente, l\u2019Italia non ha una razza felina tutta sua<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Paese che ha dato al mondo mezza dozzina di razze canine autoctone non ha, nel mondo dei gatti, una razza nazionale riconosciuta dalle grandi federazioni. Non \u00e8 una svista: la selezione felina organizzata \u00e8 un fenomeno recente e prevalentemente anglosassone e nordeuropeo, mentre in Italia il gatto \u00e8 stato per secoli un animale utile \u2014 il <em>gatto di cascina<\/em> \u2014 e non un progetto genetico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attenzione a un equivoco frequente: il <strong>Gatto Europeo<\/strong> \u00e8 una razza pienamente riconosciuta dalla FIFe, ma non \u00e8 \u00abla razza italiana\u00bb. \u00c8 la standardizzazione del comune gatto domestico a pelo corto del continente, un lavoro condotto soprattutto in area scandinava e formalizzato dalla FIFe nel 1982. Il soriano del vostro cortile, in altre parole, \u00e8 cugino stretto di una razza riconosciuta, ma non per questo un gatto italiano brevettato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 qui che la Burmilla diventa interessante per un lettore italiano: nemmeno lei era un progetto. \u00c8 partita da zero status, da un incrocio non voluto, ed \u00e8 arrivata al riconoscimento pieno in tutte le federazioni che contano. Il percorso conta pi\u00f9 del blasone di partenza.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il mantello argentato: come nasce il \u00abvelo\u00bb<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"480\" height=\"298\" src=\"https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/burmilla_korotkosherstnaya_3_20125759.jpg\" alt=\"Genetica e colore della Burmilla\" class=\"wp-image-11719\" srcset=\"https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/burmilla_korotkosherstnaya_3_20125759.jpg 480w, https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/burmilla_korotkosherstnaya_3_20125759-300x186.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019effetto ottico dipende da due geni che lavorano insieme. L\u2019<strong>Inhibitor (I)<\/strong> blocca la produzione di pigmento alla base del pelo, lasciando bianco-argento il fusto; l\u2019<strong>Agouti (A)<\/strong> distribuisce il colore a bande lungo il pelo. Il risultato \u00e8 che il pigmento resta confinato nella parte alta, e pi\u00f9 corta \u00e8 la porzione colorata, pi\u00f9 il mantello sembra spolverato di brina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel sistema EMS della FIFe questa differenza ha due codici che vengono scambiati di continuo: <strong>11 significa <em>shaded<\/em><\/strong>, cio\u00e8 porzione colorata pi\u00f9 estesa e contrasto marcato, mentre <strong>12 significa <em>shell<\/em><\/strong>, il velo leggerissimo che in inglese si chiama anche <em>tipped<\/em>. La lettera <strong>s<\/strong> indica l\u2019argento, la <strong>y<\/strong> il golden.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><thead><tr><th>Codice EMS (FIFe)<\/th><th>Come si legge<\/th><th>Che cosa si vede<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>BML ns 11<\/td><td>nero (n) argento (s) shaded<\/td><td>la variante pi\u00f9 contrastata: il velo scende lungo i fianchi<\/td><\/tr><tr><td>BML ns 12<\/td><td>nero argento shell<\/td><td>solo la punta del pelo \u00e8 colorata: l\u2019effetto brina classico<\/td><\/tr><tr><td>BML as 11<\/td><td>blu (a) argento shaded<\/td><td>pigmento diluito, tonalit\u00e0 grigio-fumo<\/td><\/tr><tr><td>BML cs 12<\/td><td>lilla (c) argento shell<\/td><td>velo freddo, chiarissimo, quasi impalpabile<\/td><\/tr><tr><td>BML ny 12<\/td><td>nero golden (y) shell<\/td><td>fondo caldo albicocca al posto dell\u2019argento<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il contorno scuro di occhi, naso e labbra non \u00e8 un colore a parte: \u00e8 il pigmento residuo che disegna il bordo l\u00e0 dove il velo si interrompe. \u00c8 il tratto che ha dato alla razza la fama di gatta \u00abcon l\u2019eyeliner\u00bb, e negli standard viene richiesto netto e continuo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Aspetto: lo standard punto per punto<\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Corpo<\/strong> \u2014 di taglia media, compatto ma sorprendentemente pesante da sollevare: sotto il pelo c\u2019\u00e8 muscolo, eredit\u00e0 burmese.<\/li>\n\n\n<li><strong>Testa<\/strong> \u2014 cuneo corto e arrotondato, zigomi pi\u00f9 marcati nei maschi, profilo con un lieve stop.<\/li>\n\n\n<li><strong>Orecchie<\/strong> \u2014 medio-grandi, ben distanziate, con le punte arrotondate e una leggera inclinazione in avanti.<\/li>\n\n\n<li><strong>Occhi<\/strong> \u2014 grandi e ampiamente distanziati, con la palpebra superiore a mandorla e quella inferiore arrotondata; il verde \u00e8 preferito negli adulti, ma nei soggetti giovani il giallo-verde \u00e8 del tutto normale.<\/li>\n\n\n<li><strong>Naso<\/strong> \u2014 tartufo di tonalit\u00e0 mattone o rosata, sempre bordato di scuro.<\/li>\n\n\n<li><strong>Coda<\/strong> \u2014 di media lunghezza, portata alta, che si assottiglia dolcemente verso la punta.<\/li>\n\n\n<li><strong>Mantello<\/strong> \u2014 corto e aderente nella variet\u00e0 classica, semilungo con coda a pennacchio nella Tiffanie; setoso al tatto e con pochissimo sottopelo lanoso rispetto al Persiano.<\/li>\n\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Carattere: un Burmese addolcito<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi ha vissuto con un Burmese sa che si tratta di un gatto che <em>pretende<\/em>: ti parla, ti insegue, ti si siede sulla tastiera. La Burmilla ha ereditato la stessa vocazione al contatto umano, ma con il volume abbassato di un paio di tacche. Cerca la compagnia senza imporla, saluta gli ospiti invece di sparire sotto il letto, e passa senza attriti dal gioco frenetico al sonnellino in braccio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La voce \u00e8 morbida: raramente un miagolio pieno, pi\u00f9 spesso un suono breve e quasi interrogativo. Fa le fusa con facilit\u00e0 e a volume generoso, ed \u00e8 uno dei tratti che i proprietari citano per primi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano dell\u2019intelligenza \u00e8 una gatta che impara guardando: apre gli sportelli, capisce dove finiscono i giochi, ricorda gli orari. Un\u2019intelligenza cos\u00ec, se non ha impiego, si riversa sui vostri oggetti. <em>Chi di gatta nasce sorci piglia<\/em>: la predisposizione alla caccia c\u2019\u00e8 tutta, va soltanto indirizzata su bersagli legittimi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il vero limite caratteriale \u00e8 la solitudine. Non \u00e8 una gatta da \u00abesco alle sette e torno alle venti, tanto ha la ciotola piena\u00bb: dopo alcune ore da sola comincia a spegnersi o, al contrario, a cercare guai. Non \u00e8 un capriccio, \u00e8 il rovescio della stessa socialit\u00e0 che la rende piacevole.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La Burmilla in famiglia: bambini, anziani, altri animali<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con i <strong>bambini<\/strong> funziona bene, e per un motivo preciso: tollera rumore e movimento, e quando ne ha abbastanza si allontana invece di reagire. Resta una regola non negoziabile \u2014 una zona di ritiro in alto, inaccessibile ai piccoli, dove la gatta possa dormire senza essere raggiunta. Ai bambini si insegna che il gatto si accarezza dove vuole lui e che il gatto che dorme non si tocca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con gli <strong>anziani<\/strong> \u00e8 una compagnia adatta: pesa poco, non richiede uscite, non impone attivit\u00e0 fisica impegnativa e ricambia con una presenza costante. L\u2019unica accortezza \u00e8 pratica: una gatta che gira intorno alle caviglie \u00e8 un rischio di inciampo, quindi ciotole e cassetta igienica vanno collocate fuori dai passaggi stretti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con <strong>altri gatti<\/strong> la convivenza riesce quasi sempre, e anzi una seconda gatta \u00e8 la soluzione pi\u00f9 semplice al problema della solitudine. Con i <strong>cani<\/strong> di casa tranquilli va d\u2019accordo, purch\u00e9 abbia sempre percorsi in alto per sottrarsi: <em>quando il gatto non c\u2019\u00e8 i topi ballano<\/em>, ma quando il gatto ha una mensola su cui salire, in casa non balla nessuno.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La doppia eredit\u00e0 genetica: il cuore del discorso salute<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Burmilla \u00e8 nata dall\u2019incontro di due popolazioni che portavano ciascuna un problema ereditario proprio. Dal <strong>Persiano<\/strong> arriva il rischio di rene policistico (PKD1); dal <strong>Burmese<\/strong> arriva l\u2019ipopotassiemia ereditaria (WNK4). Sono due patologie diverse, con due modalit\u00e0 di trasmissione diverse, e per entrambe esiste un test del DNA economico e definitivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo \u00e8, per chi compra, l\u2019unico paragrafo davvero indispensabile dell\u2019intero articolo: i due nomi da pronunciare all\u2019allevatore sono <strong>PKD1<\/strong> e <strong>ipopotassiemia (WNK4)<\/strong>. Tutto il resto \u00e8 contorno.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">PKD1: l\u2019eredit\u00e0 del Persiano, e si trasmette in modo dominante<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rene policistico felino dipende da una variante del gene <strong>PKD1<\/strong> \u2014 la mutazione c.10063C&gt;A, che tronca la proteina. Nei reni si formano cisti che crescono lentamente e riducono il tessuto funzionante; il quadro clinico \u00e8 quello dell\u2019insufficienza renale cronica, che per\u00f2 pu\u00f2 comparire tardi, quando il gatto \u00e8 gi\u00e0 stato riprodotto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La parola chiave \u00e8 <strong>dominante<\/strong>. Basta <em>una sola<\/em> copia della variante perch\u00e9 il gatto sia malato: non esiste il portatore sano. Un soggetto positivo trasmette la variante in media a met\u00e0 dei figli, e ogni figlio che la riceve \u00e8 a sua volta malato. Ecco perch\u00e9 nelle razze derivate dal Persiano il test non \u00e8 un vezzo da allevatori pignoli: \u00e8 l\u2019unico modo per interrompere la catena in una sola generazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il laboratorio di genetica veterinaria dell\u2019Universit\u00e0 della California a Davis include la Burmilla fra le razze per cui il test PKD1 \u00e8 indicato, proprio in ragione della discendenza cincill\u00e0. All\u2019ecografia le cisti sono spesso visibili gi\u00e0 intorno all\u2019anno di vita, ma il test del DNA si esegue a qualsiasi et\u00e0, anche su un gattino, e non dipende dall\u2019occhio dell\u2019operatore n\u00e9 dalla qualit\u00e0 dell\u2019apparecchio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla frequenza reale nella razza va detta la verit\u00e0. L\u2019unica misurazione pubblicata sulla Burmilla riguarda una casistica australiana di inizio anni Duemila in cui i soggetti positivi erano <strong>due su quattordici esaminati<\/strong>. Un campione di quattordici gatti non produce una percentuale di razza: produce un segnale. E il segnale dice \u00abtestate\u00bb, non \u00abuna Burmilla su sette \u00e8 malata\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Ipopotassiemia WNK4: l\u2019eredit\u00e0 del Burmese, e si trasmette in modo recessivo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda malattia si chiama <strong>polimiopatia ipopotassiemica episodica<\/strong> e dipende da una mutazione nonsenso del gene <strong>WNK4<\/strong> (c.2902C&gt;T). Il rene disperde potassio, i livelli nel sangue crollano a episodi e il muscolo smette di rispondere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I sintomi sono riconoscibilissimi, una volta che si sa che cosa cercare: episodi di debolezza improvvisa, andatura rigida e soprattutto la <strong>testa che si abbassa sul collo<\/strong> \u2014 il gatto non riesce pi\u00f9 a tenerla su e cammina con il muso verso terra. Gli episodi durano ore o giorni, sono spesso scatenati da stress o sforzo e si risolvono con l\u2019integrazione di potassio, ma il gatto ne resta affetto per tutta la vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui la modalit\u00e0 di trasmissione \u00e8 <strong>recessiva<\/strong>: servono <em>due<\/em> copie per ammalarsi. Chi ne ha una sola \u00e8 un <strong>portatore sano<\/strong>, sta perfettamente bene e nessuna visita clinica lo smascherer\u00e0 mai. Se si accoppiano due portatori, in media un quarto dei gattini nasce malato, met\u00e0 portatori e un quarto liberi. \u00c8 esattamente lo scenario in cui il test cambia tutto: senza test, due gatti sanissimi producono gattini malati e nessuno riesce a capire perch\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La revisione firmata da Malik e collaboratori nel 2015 ha misurato la diffusione della variante nelle razze imparentate con il Burmese. Nella Burmilla i portatori risultarono <strong>17 su 133 soggetti testati, cio\u00e8 circa il 13%<\/strong>; nel Burmese la quota era pi\u00f9 alta, intorno al 20%. La stessa variante circola in Asian, Australian Mist, Bombay, Cornish Rex, Devon Rex, Singapura, Sphynx, Tiffanie e Tonkinese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La risposta britannica \u00e8 stata drastica, ed \u00e8 la prova che il problema \u00e8 concreto: dal <strong>1\u00b0 gennaio 2018<\/strong> il test dell\u2019ipopotassiemia \u00e8 obbligatorio per tutti i gatti del gruppo Asian iscritti al registro attivo e destinati alla riproduzione. Un soggetto con due copie della variante non pu\u00f2 essere riprodotto; un portatore s\u00ec, ma solo abbinato a un partner risultato libero.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dominante o recessivo: perch\u00e9 cambiano le domande da fare<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molti compratori chiedono genericamente \u00abi genitori sono testati?\u00bb e si accontentano di un s\u00ec. Ma le due malattie richiedono due domande diverse, perch\u00e9 una si nasconde e l\u2019altra no.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><thead><tr><th><\/th><th>PKD1 (rene policistico)<\/th><th>Ipopotassiemia (WNK4)<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Da quale antenato arriva<\/td><td>Persiano cincill\u00e0<\/td><td>Burmese<\/td><\/tr><tr><td>Trasmissione<\/td><td>autosomica <strong>dominante<\/strong><\/td><td>autosomica <strong>recessiva<\/strong><\/td><\/tr><tr><td>Copie necessarie per ammalarsi<\/td><td>una<\/td><td>due<\/td><\/tr><tr><td>Esiste il portatore sano?<\/td><td>no: chi ha la variante \u00e8 malato<\/td><td>s\u00ec, e sta benissimo<\/td><\/tr><tr><td>La domanda giusta<\/td><td>\u00abentrambi i genitori sono risultati liberi?\u00bb<\/td><td>\u00abse uno \u00e8 portatore, l\u2019altro \u00e8 libero?\u00bb<\/td><\/tr><tr><td>Quando si pu\u00f2 testare<\/td><td>a qualsiasi et\u00e0, sul DNA<\/td><td>a qualsiasi et\u00e0, sul DNA<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tradotto: per il PKD1 la risposta accettabile \u00e8 una sola, entrambi i genitori liberi. Per l\u2019ipopotassiemia si pu\u00f2 accettare un portatore, purch\u00e9 il partner sia libero \u2014 in quel caso nessun gattino della cucciolata sar\u00e0 malato, anche se met\u00e0 saranno portatori, e questo va scritto nel certificato. <em>Fidarsi \u00e8 bene, non fidarsi \u00e8 meglio<\/em>: chiedete i referti del laboratorio, non il riassunto a voce.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I numeri che circolano sulla Burmilla e che non esistono<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla salute di questa razza girano da anni due percentuali molto citate. Le riportiamo per smontarle, perch\u00e9 finiscono anche nelle schede di allevamento e nelle traduzioni automatiche.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>\u00abRene policistico: 3\u20135% nella razza\u00bb.<\/strong> Nessuno studio produce questo intervallo. L\u2019unico dato pubblicato \u00e8 la piccola casistica australiana citata sopra, due soggetti su quattordici. Chi scrive \u00ab3\u20135%\u00bb sta arrotondando il nulla.<\/li>\n\n\n<li><strong>\u00abCardiomiopatia ipertrofica: 8\u201310% nella razza\u00bb.<\/strong> Sulla Burmilla <em>non esistono<\/em> dati di prevalenza pubblicati. La cifra intorno all\u20198% appartiene a un\u2019altra razza: \u00e8 il risultato di uno studio danese del 2011 sul <strong>British Shorthair<\/strong>. Un numero preso in prestito da un\u2019altra popolazione non descrive la vostra gatta.<\/li>\n\n\n<li><strong>\u00abLa razza non ha mutazioni ereditarie critiche\u00bb.<\/strong> \u00c8 l\u2019affermazione pi\u00f9 pericolosa delle tre e contraddice apertamente PKD1 e WNK4, che sono documentati, misurati e testabili.<\/li>\n\n\n<li><strong>\u00abVive 15\u201318 anni\u00bb.<\/strong> L\u2019intervallo realistico \u00e8 <strong>12\u201316 anni<\/strong>. Allungare le aspettative sulla carta non allunga la vita del gatto.<\/li>\n\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La regola che se ne ricava vale per qualsiasi razza: <strong>se sotto una percentuale non c\u2019\u00e8 uno studio, meglio nessuna percentuale<\/strong>. Una cifra verosimile \u00e8 pi\u00f9 pericolosa di una bugia grossolana, perch\u00e9 nessuno si prende la briga di controllarla.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il mito del gatto ipoallergenico<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su vari siti si legge che la Burmilla produrrebbe circa il 40% in meno di allergene rispetto agli altri gatti. Non \u00e8 vero, e non lo \u00e8 per nessuna razza: <strong>i gatti ipoallergenici non esistono<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019allergene principale, <em>Fel d 1<\/em>, \u00e8 prodotto da tutti i gatti nella saliva e nelle secrezioni della pelle, e si diffonde in casa con la polvere e con il pelo. Le quantit\u00e0 variano moltissimo, ma la variabilit\u00e0 <strong>tra un individuo e l\u2019altro \u00e8 pi\u00f9 ampia di quella tra una razza e l\u2019altra<\/strong>: due Burmilla sorelle possono comportarsi in modo diverso, e un maschio intero ne produce in media pi\u00f9 di un maschio castrato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che fare, allora, se in famiglia c\u2019\u00e8 una persona allergica. Prima di tutto parlarne con un allergologo; poi passare del tempo <em>con quella gatta specifica<\/em>, pi\u00f9 volte e a distanza di giorni, invece di fidarsi dell\u2019etichetta di razza. In casa aiutano la sterilizzazione, l\u2019aspirazione frequente con filtro adeguato, il lavaggio regolare dei tessuti e la scelta di tenere la camera da letto come zona senza gatto. Ma nessuna di queste misure trasforma un gatto in un gatto ipoallergenico.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cuore, denti e peso: la routine di controllo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al di l\u00e0 delle due malattie ereditarie con test del DNA, la Burmilla \u00e8 una gatta sostanzialmente robusta. La sorveglianza che ha senso \u00e8 questa.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Cuore.<\/strong> La cardiomiopatia ipertrofica \u00e8 nota nelle popolazioni di origine burmese in generale. Non serve una percentuale: serve un\u2019<strong>ecocardiografia<\/strong> eseguita da un veterinario cardiologo, sui riproduttori con la cadenza che indica il professionista e su qualsiasi gatta che mostri respiro affannoso o intolleranza allo sforzo.<\/li>\n\n\n<li><strong>Denti.<\/strong> Gengiviti e tartaro sono fra i motivi di visita pi\u00f9 comuni. Spazzolino con dentifricio veterinario pi\u00f9 volte a settimana, controllo annuale della bocca, e nessun rimedio casalingo a base di prodotti per uso umano.<\/li>\n\n\n<li><strong>Peso.<\/strong> Dopo la sterilizzazione il fabbisogno cala sensibilmente mentre l\u2019appetito no. Il peso va misurato, non stimato a occhio: mezzo chilo su una gatta di quattro equivale a dieci chili su una persona.<\/li>\n\n\n<li><strong>Reni.<\/strong> Nei soggetti anziani ha senso un controllo periodico della funzionalit\u00e0 renale con esami del sangue e delle urine, indipendentemente dal risultato del test genetico.<\/li>\n\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cura del mantello e igiene quotidiana<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/image-4-1024x683.jpeg\" alt=\"Cura della Burmilla: pelo, unghie, occhi\" class=\"wp-image-11730\" srcset=\"https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/image-4-1024x683.jpeg 1024w, https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/image-4-300x200.jpeg 300w, https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/image-4-768x512.jpeg 768w, https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/image-4-1536x1024.jpeg 1536w, https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/image-4-2048x1365.jpeg 2048w, https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/image-4-330x220.jpeg 330w, https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/image-4-420x280.jpeg 420w, https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/image-4-615x410.jpeg 615w, https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/image-4-860x573.jpeg 860w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Buona notizia per chi teme la <em>gatta da pelare<\/em>: la Burmilla non lo \u00e8. Il pelo corto \u00e8 aderente e con poco sottopelo, quindi non forma nodi; la variet\u00e0 semilunga chiede un po\u2019 pi\u00f9 di attenzione, ma resta lontanissima dagli impegni di un Persiano.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Spazzolatura<\/strong> \u2014 una volta a settimana con guanto in gomma o spazzola morbida, due volte durante la muta stagionale.<\/li>\n\n\n<li><strong>Bagno<\/strong> \u2014 raramente e solo se serve davvero: sgrassare troppo il pelo spegne la brillantezza argentata.<\/li>\n\n\n<li><strong>Occhi<\/strong> \u2014 una passata delicata all\u2019angolo interno con garza pulita, una per occhio, quando c\u2019\u00e8 secrezione.<\/li>\n\n\n<li><strong>Unghie<\/strong> \u2014 accorciare la punta ogni due settimane circa e mettere a disposizione tiragraffi verticali robusti, alti almeno quanto la gatta distesa.<\/li>\n\n\n<li><strong>Orecchie<\/strong> \u2014 controllo visivo settimanale; cerume scuro e prurito richiedono il veterinario, non il cotton fioc.<\/li>\n\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Alimentazione: proteine, acqua e porzioni misurate<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il gatto \u00e8 un carnivoro stretto e la Burmilla non fa eccezione: la base della dieta deve essere una proteina animale di qualit\u00e0, con carboidrati ridotti al minimo tecnico. Che si scelga un alimento industriale completo o una razione casalinga formulata da un veterinario nutrizionista, il criterio \u00e8 lo stesso: completa e bilanciata, non improvvisata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due accortezze specifiche. La prima riguarda l\u2019<strong>acqua<\/strong>: i gatti bevono poco per natura, e una dieta esclusivamente secca li tiene cronicamente al limite dell\u2019idratazione. L\u2019alimento umido, distribuito almeno in una parte dei pasti, \u00e8 il modo pi\u00f9 semplice per aumentare l\u2019apporto idrico; una fontanella aiuta, ma non sostituisce il cibo umido.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda riguarda la <strong>quantit\u00e0<\/strong>. La ciotola sempre piena funziona con pochissimi gatti, e la Burmilla sterilizzata non \u00e8 tra questi. Meglio pasti misurati, due o tre al giorno, con la razione giornaliera pesata; i premietti si contano dentro la razione, non in aggiunta. Se compare sovrappeso, si corregge con il veterinario e non con il digiuno improvvisato, che nel gatto \u00e8 pericoloso per il fegato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da evitare in ogni caso: latte vaccino, avanzi salati o speziati, cipolla e aglio, cioccolato. E attenzione alle piante d\u2019appartamento della famiglia dei gigli, tossiche per i gatti anche in quantit\u00e0 minime.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Casa, gioco e stimolazione mentale<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Burmilla vive benissimo in appartamento, a una condizione: che l\u2019appartamento sia interessante. Il metro quadro conta meno dei metri cubi, perch\u00e9 una gatta agile misura la casa anche in verticale. Mensole a quote diverse, un tiragraffi alto vicino a una finestra, un paio di nascondigli sopraelevati: con questo si risolve la maggior parte dei problemi di noia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>balcone<\/strong> merita una riga a parte, perch\u00e9 in Italia fa quasi sempre parte dell\u2019abitazione: va messo in sicurezza con una rete a maglia fitta prima dell\u2019arrivo della gatta, non dopo il primo spavento. La cosiddetta \u00absindrome del paracadutista\u00bb \u2014 le cadute dai piani alti \u2014 \u00e8 una casistica di pronto soccorso veterinario che si concentra nei mesi caldi, quando si spalancano le finestre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano mentale questa \u00e8 una gatta che risponde molto bene all\u2019<strong>educazione con il clicker<\/strong>: sessioni brevissime, cinque minuti due volte al giorno, un solo comportamento alla volta, rinforzo immediato con un bocconcino minuscolo. Funzionano bene il richiamo al nome, l\u2019ingresso spontaneo nel trasportino e il \u00abtocca il bersaglio\u00bb. Sono anche investimenti pratici: una gatta che entra da sola nel trasportino trasforma la visita veterinaria da lotta a formalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Utili anche le <strong>ciotole rompicapo<\/strong> e la distribuzione del cibo secco in piccoli dispenser sparsi per casa: fanno lavorare la testa, rallentano il pasto e riproducono la ricerca del cibo, che nel gatto occupa naturalmente molte ore della giornata.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Scegliere il gattino: qui la carta canta<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Burmilla non \u00e8 una razza diffusissima in Italia, e questo espone a due rischi opposti: la lunga attesa presso un allevamento serio, oppure l\u2019annuncio comodo con un gattino subito disponibile. Se un annuncio \u00e8 troppo comodo, <em>gatta ci cova<\/em>. Ecco la lista di controllo minima.<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Il certificato di iscrizione al Libro genealogico<\/strong>, emesso dall\u2019associazione e non dall\u2019allevamento. Chiedete di vederlo, non di sentirne parlare.<\/li>\n\n\n<li><strong>I due referti dei test del DNA dei genitori<\/strong>: PKD1 e ipopotassiemia WNK4. Sono documenti di laboratorio, con nome del gatto, numero di microchip e data.<\/li>\n\n\n<li><strong>La visita in loco<\/strong>: dove vivono i gattini, se stanno in casa con la madre, se sono abituati al rumore di aspirapolvere, campanello e televisione. La socializzazione si fa l\u00ec, non dopo.<\/li>\n\n\n<li><strong>L\u2019et\u00e0 alla consegna<\/strong>: un gattino che lascia la cucciolata troppo presto paga in comportamento per anni. Le dodici settimane sono un buon riferimento, anche perch\u00e9 prima di quell\u2019et\u00e0 un gattino non pu\u00f2 essere vaccinato contro la rabbia e quindi non pu\u00f2 viaggiare regolarmente fra Paesi.<\/li>\n\n\n<li><strong>La documentazione sanitaria<\/strong>: libretto con le vaccinazioni effettuate, trattamenti antiparassitari, eventuale microchip gi\u00e0 applicato e gi\u00e0 registrato.<\/li>\n\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su un punto conviene essere netti: <em>l\u2019abito non fa il monaco<\/em>, e un gattino bellissimo con documenti assenti resta un gattino senza documenti. Il velo argentato si vede in fotografia, il rene policistico no.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Anagrafe felina: in Italia \u00e8 una mappa a macchia di leopardo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Domanda che quasi tutti si fanno: la mia gatta deve avere il microchip ed essere registrata? La risposta italiana \u00e8 tipicamente italiana: <strong>dipende dalla regione<\/strong>. Per i cani l\u2019obbligo \u00e8 generale; per i gatti no, e la competenza operativa \u00e8 regionale fin dalla legge quadro del 1991.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Lombardia<\/strong> \u2014 obbligo di identificazione per tutti i gatti nati o acquisiti a partire dal <strong>1\u00b0 gennaio 2020<\/strong>, introdotto con il piano regionale della sanit\u00e0 pubblica veterinaria. La norma non \u00e8 retroattiva: i gatti gi\u00e0 presenti in famiglia prima di quella data non vi ricadono.<\/li>\n\n\n<li><strong>Puglia<\/strong> \u2014 obbligo di microchip con contestuale iscrizione all\u2019anagrafe regionale, entro due mesi dalla nascita oppure entro dieci giorni dall\u2019inizio della detenzione.<\/li>\n\n\n<li><strong>Friuli Venezia Giulia<\/strong> \u2014 dal <strong>1\u00b0 luglio 2026<\/strong> microchip e registrazione diventano obbligatori per tutti i gatti, in base alla legge regionale 20\/2012 come modificata: iscrizione entro il sessantesimo giorno di vita per i nati in regione ed entro dieci giorni dall\u2019acquisto o dall\u2019ingresso in regione negli altri casi, con sanzione amministrativa per chi non si adegua.<\/li>\n\n\n<li><strong>Emilia-Romagna<\/strong> \u2014 l\u2019obbligo \u00e8 stato oggetto di un atto di indirizzo in Consiglio regionale: \u00e8 una proposta politica, non ancora una norma in vigore. Vale la pena seguirne l\u2019evoluzione.<\/li>\n\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sullo sfondo si muove per\u00f2 una convergenza nazionale: il <strong>SINAC<\/strong>, il sistema informativo dell\u2019anagrafe degli animali da compagnia, \u00e8 gi\u00e0 utilizzato da gran parte delle regioni \u2014 Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria, Valle d\u2019Aosta, Veneto e le Province autonome di Trento e Bolzano \u2014 con l\u2019obiettivo dichiarato di diventare la banca dati unica. La direzione \u00e8 chiara anche l\u00e0 dove l\u2019obbligo per i gatti ancora non c\u2019\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due precisazioni utili. La prima: in Italia esistono anche registri felini <strong>privati e su base volontaria<\/strong>, con siti dall\u2019aspetto istituzionale; sono strumenti legittimi, ma non equivalgono all\u2019iscrizione nell\u2019anagrafe pubblica gestita dalle aziende sanitarie. La seconda: a prescindere dalla regione, il microchip \u00e8 comunque <strong>indispensabile per ottenere il passaporto europeo<\/strong>, quindi per qualunque viaggio all\u2019estero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il consiglio pratico \u00e8 semplice: fate applicare il microchip e registrare la gatta anche dove non \u00e8 obbligatorio. \u00c8 l\u2019unico strumento che riporta davvero a casa un gatto smarrito e, per un animale di razza, \u00e8 anche una prova di propriet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Che cosa dice la legge italiana sui gatti<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il testo di riferimento resta la <strong>legge 281 del 14 agosto 1991<\/strong>, legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo. Per i gatti contiene alcune previsioni che vale la pena conoscere anche se si vive con una gatta di razza in appartamento:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>i gatti che vivono in libert\u00e0 sono tutelati dallo Stato ed \u00e8 <strong>vietato a chiunque maltrattarli<\/strong>;<\/li>\n\n\n<li>la sterilizzazione dei gatti liberi \u00e8 a cura dell\u2019azienda sanitaria competente per territorio, con reimmissione nel gruppo di provenienza;<\/li>\n\n\n<li>\u00e8 vietato <strong>allontanare i gatti dai luoghi<\/strong> in cui abitualmente trovano riparo, cibo e protezione;<\/li>\n\n\n<li>le colonie feline possono essere seguite da enti e associazioni in convenzione con le aziende sanitarie e con i Comuni, e in molti regolamenti comunali la figura del referente di colonia \u00e8 formalmente riconosciuta.<\/li>\n\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal <strong>1\u00b0 luglio 2025<\/strong> \u00e8 poi in vigore la legge 82 del 2025, la riforma dei reati contro gli animali. Il cambiamento non riguarda soltanto l\u2019entit\u00e0 delle pene: \u00e8 cambiata l\u2019intestazione stessa del titolo del codice penale, che da \u00abdelitti contro il sentimento per gli animali\u00bb \u00e8 diventato <strong>\u00abdelitti contro gli animali\u00bb<\/strong>. In altre parole l\u2019animale passa da oggetto di un sentimento umano tutelato a interesse protetto in s\u00e9. Sono state inasprite le pene per uccisione e maltrattamento ed \u00e8 stata introdotta un\u2019aggravante quando il fatto \u00e8 commesso in presenza di minori, ai danni di pi\u00f9 animali o diffuso attraverso strumenti informatici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 infine una norma che riguarda direttamente chi compra un gattino di razza dall\u2019estero: la <strong>legge 201 del 2010<\/strong> punisce come reato il traffico illecito di animali da compagnia, cio\u00e8 l\u2019introduzione ripetuta oppure organizzata in Italia di cani e gatti privi di certificazioni sanitarie e di identificazione individuale, con un\u2019aggravante specifica se gli animali hanno un\u2019et\u00e0 accertata <strong>inferiore alle dodici settimane<\/strong>. \u00c8 esattamente il profilo del gattino \u00abgi\u00e0 pronto\u00bb che arriva in furgone da molto lontano.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Viaggiare in Europa con la Burmilla<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per spostarsi fra Paesi dell\u2019Unione europea servono tre cose, e soprattutto <strong>nell\u2019ordine giusto<\/strong>: prima il microchip, poi la vaccinazione antirabbica, poi il passaporto europeo rilasciato da un veterinario abilitato. Mettere il carro davanti ai buoi qui ha una conseguenza concreta: se il chip viene applicato <em>dopo<\/em> il vaccino, la vaccinazione non vale ai fini del viaggio e va ripetuta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vaccinazione antirabbica non si somministra prima delle dodici settimane di vita e diventa valida per gli spostamenti soltanto dopo un periodo di attesa dalla data di inoculazione. Un gattino molto giovane, quindi, non pu\u00f2 muoversi legalmente fra Paesi: \u00e8 un buon promemoria quando un annuncio propone la consegna immediata di un cucciolo appena nato all\u2019estero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per il viaggio in s\u00e9 la regola d\u2019oro \u00e8 che il trasportino non sia una sorpresa: lasciatelo aperto in casa per settimane, con una copertina dentro, cos\u00ec diventa una cuccia e non una trappola. Una gatta abituata al trasportino viaggia in silenzio; una gatta che lo vede per la prima volta il giorno della partenza, no.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Pregi e difficolt\u00e0, senza sconti<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"564\" height=\"444\" src=\"https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/62e70a037f85a.jpg\" alt=\"Burmilla \u2014 Pro e contro della razza\" class=\"wp-image-11724\" srcset=\"https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/62e70a037f85a.jpg 564w, https:\/\/cdn.tvaryny.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/62e70a037f85a-300x236.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 564px) 100vw, 564px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><thead><tr><th>Punti di forza<\/th><th>Aspetti da valutare<\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Socievole con tutti: ospiti, bambini, altri animali<\/td><td>Mal sopporta le giornate intere in solitudine<\/td><\/tr><tr><td>Voce discreta, praticamente nessuna aggressivit\u00e0<\/td><td>Doppia eredit\u00e0 genetica: servono due test del DNA<\/td><\/tr><tr><td>Mantello facile: niente nodi, spazzolata settimanale<\/td><td>Tendenza al sovrappeso dopo la sterilizzazione<\/td><\/tr><tr><td>Intelligente e collaborativa, impara in fretta<\/td><td>Poco diffusa in Italia: attese lunghe e pochi allevamenti<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Curiosit\u00e0 sulla Burmilla<\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Il nome \u00e8 una crasi: <strong>Bur<\/strong>mese pi\u00f9 chin<strong>cilla<\/strong>. Poche razze dichiarano i genitori gi\u00e0 nel nome.<\/li>\n\n\n<li>La cucciolata fondatrice del 1981 era composta da quattro femmine, tutte a pelo corto e tutte argentate.<\/li>\n\n\n<li>La Burmilla \u00e8 una delle cinque variet\u00e0 del gruppo Asian: le altre sono Self, Smoke, Tabby e la semilunga Tiffanie.<\/li>\n\n\n<li>Nel sistema FIFe la Tiffanie compare fra le razze <em>non riconosciute<\/em>, mentre in Gran Bretagna ha il Championship pieno dal 2003: stessa gatta, due carriere espositive diverse.<\/li>\n\n\n<li>In italiano il gatto ha sette vite, in inglese nove. La Burmilla, casalinga e prudente, tende a non consumarne nessuna.<\/li>\n\n\n<li>Il contorno scuro degli occhi non \u00e8 trucco n\u00e9 una macchia: \u00e8 il punto in cui il velo argentato si interrompe e il pigmento resta.<\/li>\n\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Domande frequenti sulla razza<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Da dove viene la Burmilla e perch\u00e9 si dice che sia nata per caso?<\/strong><br>\nPerch\u00e9 \u00e8 andata esattamente cos\u00ec. Nel 1981, in Gran Bretagna, un giovane Persiano cincill\u00e0 argento destinato alla sterilizzazione raggiunse una gatta Burmese lilla attraverso una porta lasciata socchiusa. L\u201911 settembre di quell\u2019anno nacquero quattro gattine argentate a pelo corto, e da loro \u00e8 partito tutto il programma di selezione che ha portato al gruppo Asian.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quanto vive una Burmilla?<\/strong><br>\nL\u2019intervallo realistico \u00e8 di 12\u201316 anni. Circolano cifre pi\u00f9 generose, fino a 18 anni, ma non sono sostenute da dati: una gatta d\u2019appartamento, sterilizzata, con il peso sotto controllo e visite regolari sta comodamente dentro quella forbice.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La Burmilla \u00e8 ipoallergenica?<\/strong><br>\nNo, e nessuna razza lo \u00e8. Tutti i gatti producono l\u2019allergene Fel d 1 nella saliva e nelle secrezioni della pelle, e la variabilit\u00e0 fra singoli individui \u00e8 pi\u00f9 ampia di quella fra razze diverse. Chi \u00e8 allergico dovrebbe rivolgersi a un allergologo e passare del tempo con quella gatta specifica, invece di affidarsi all\u2019etichetta di razza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quali test genetici devo chiedere all\u2019allevatore?<\/strong><br>\nDue, e vanno nominati per esteso: il test PKD1 per il rene policistico, ereditato dalla linea persiana, e il test dell\u2019ipopotassiemia ereditaria (gene WNK4), ereditata dalla linea burmese. Chiedete i referti di laboratorio dei genitori, non un riassunto verbale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In Italia chi rilascia il pedigree di una Burmilla?<\/strong><br>\nIl Libro genealogico del gatto di razza \u00e8 tenuto dall\u2019ANFI, l\u2019Associazione Nazionale Felina Italiana, autorizzata con decreto ministeriale del 9 giugno 2005; l\u2019ANFI \u00e8 membro della FIFe. Il certificato di iscrizione lo emette l\u2019associazione, non l\u2019allevamento. In Italia operano anche associazioni del circuito WCF, come la FIAF: rilasciano certificati propri, validi nel loro sistema, ma diversi dall\u2019iscrizione al Libro genealogico riconosciuto dal Ministero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Devo mettere il microchip alla mia gatta e registrarla?<\/strong><br>\nDipende dalla regione: in Italia non esiste un obbligo nazionale per i gatti come invece accade per i cani. La Lombardia lo impone per i gatti nati o acquisiti dal 1\u00b0 gennaio 2020, la Puglia prevede microchip e iscrizione all\u2019anagrafe regionale, e il Friuli Venezia Giulia lo rende obbligatorio dal 1\u00b0 luglio 2026. In ogni caso il microchip \u00e8 indispensabile per ottenere il passaporto europeo, ed \u00e8 comunque consigliabile ovunque.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Sul certificato c\u2019\u00e8 scritto \u00abBML\u00bb: la mia gatta \u00e8 a pelo corto o semilungo?<\/strong><br>\nBisogna guardare quale federazione ha emesso il documento. Nel sistema FIFe \u2014 quindi nei pedigree ANFI \u2014 BML indica la Burmilla a pelo corto. Nel sistema WCF, invece, BML indica la Burmilla Longhair, mentre la variet\u00e0 a pelo corto porta il codice BMS. Stessa sigla, due gatte diverse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La Burmilla va d\u2019accordo con bambini e altri animali?<\/strong><br>\nDi norma s\u00ec. Tollera bene rumore e movimento e preferisce allontanarsi piuttosto che reagire, il che la rende adatta alle famiglie. Serve per\u00f2 una zona di ritiro in alto, dove i bambini non arrivino. Con altri gatti la convivenza \u00e8 quasi sempre facile, e con i cani tranquilli di casa funziona purch\u00e9 la gatta abbia sempre percorsi verticali di fuga.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quanto pelo perde e ogni quanto va spazzolata?<\/strong><br>\nIl pelo si rinnova come in tutti i gatti, con due periodi di muta pi\u00f9 intensi, ma la Burmilla ha poco sottopelo e non forma nodi. Basta una spazzolata a settimana, due nei periodi di muta; la variet\u00e0 semilunga richiede un po\u2019 pi\u00f9 di costanza, pur restando lontanissima dagli impegni di un Persiano.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Burmilla dimostra che una razza pu\u00f2 nascere da una distrazione e finire riconosciuta da tutte le federazioni che contano. Chi la porta a casa trova una gatta socievole, discreta di voce, facile nel mantello e molto presente: adatta all\u2019appartamento, alla persona anziana che cerca compagnia e alla famiglia con bambini, a patto di non lasciarla sola per giornate intere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le due cose da non delegare a nessuno sono i <strong>referti dei test PKD1 e WNK4<\/strong> e il <strong>certificato emesso dall\u2019associazione<\/strong>. Il velo argentato lo vedete da soli; tutto il resto va letto sulla carta.<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Burmilla \u00e8 una gatta che sembra disegnata da un orafo e si comporta come una gatta qualunque: sale in braccio, vi segue in cucina, dorme sul divano. 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