| Altezza | 46–55 cm (maschi) · 41–50 cm (femmine) |
| Peso | 16–20 kg (maschi), 14–18 kg (femmine) |
| Aspettativa di vita | 10–13 anni |
| Gruppo FCI | 5 · spitz e primitivi, sezione 5 |
| Origine | Thailandia |
Valutazioni precise
Problemi di salute comuni
Alimentazione
Il thai bangkaew (Thai Bangkaew Dog) è l’unica razza della Thailandia che la Federazione Cinologica Internazionale (FCI) ha collocato nella sezione degli spitz asiatici. Il suo standard porta il numero 358 ed è fra i più giovani del gruppo: il riconoscimento provvisorio risale al 14 aprile 2011, quello definitivo al 21 giugno 2022. Fuori dal paese d’origine la razza è poco numerosa, e proprio per questo su di essa circolano molti racconti facili da scambiare per documento. Questo articolo è costruito su una separazione netta: prima ciò che è scritto nello standard FCI, poi ciò che è stato pubblicato sul bangkaew nella letteratura veterinaria sottoposta a revisione paritaria, e a parte ciò che della razza si racconta in Thailandia. Altre razze da guardia nella nostra classifica dei migliori cani da guardia.
Breve profilo della razza thai bangkaew

| Caratteristica | Dati e valori |
|---|---|
| Paese d’origine | Thailandia |
| Classificazione FCI | Gruppo 5 (spitz e tipi primitivi), Sezione 5 (spitz asiatici e razze affini), senza prova di lavoro |
| Numero dello standard | N. 358 |
| Utilizzazione secondo lo standard | cane da compagnia |
| Riconoscimento FCI provvisorio | 14 aprile 2011 |
| Riconoscimento FCI definitivo | 21 giugno 2022 |
| Altezza al garrese (maschi) | minimo 46 cm, massimo 55 cm |
| Altezza al garrese (femmine) | minimo 41 cm, massimo 50 cm |
| Peso | 16–20 kg (maschi), 14–18 kg (femmine) — fuori standard, vedi sotto |
| Longevità | 10–13 anni — fuori standard, vedi sotto |
| Pelo | doppio: pelo di copertura dritto e ruvido, sottopelo morbido e denso |
| Mantello | fondo bianco con macchie ben delineate |
Qui va subito fatta una precisazione che raramente compare nelle descrizioni divulgative. La sezione «SIZE» dello standard N. 358 normalizza soltanto l’altezza al garrese, e per di più separatamente per i maschi e per le femmine. Il peso nel documento non compare affatto, e nemmeno la longevità. Per questo due righe della tabella qui sopra sono contrassegnate come «fuori standard»: sono cifre che circolano nei manuali, non una norma che il giudice verifica sul ring. Se leggete una descrizione in cui il peso del bangkaew è dato «secondo lo standard FCI», è un errore di chi l’ha scritta.
La seconda precisazione riguarda l’altezza. Nello standard l’altezza del maschio e quella della femmina sono diverse, e fonderle in un unico intervallo del tipo «41–55 cm» non si può: il limite inferiore appartiene alle femmine, quello superiore ai maschi, e nessun singolo cane rientra in un simile intervallo «comune». La lettura corretta è: maschio da 46 a 55 cm, femmina da 41 a 50 cm. Lo standard considera difetto lo scostamento in entrambe le direzioni.
Storia: il villaggio di Bangkaew, il monastero e il 1957

Lo standard FCI è uno dei rari casi in cui il documento ufficiale racconta esso stesso la storia della razza, ed è da lì che conviene partire. Nella sezione «Brief historical summary» si legge che il bangkaew è una razza antica, originaria del villaggio di Bangkaew, nella località di Tha Nang Ngam, distretto di Bang Rakam, provincia di Phitsanulok. È la parte centrale della Thailandia, la piana del fiume Yom: una zona che nella stagione delle piogge si allaga e che per secoli è vissuta in relativo isolamento.
Il punto chiave della storia è il monastero buddhista di Wat Bangkaew. Secondo la versione fissata nello standard stesso, la razza fa risalire la propria ascendenza all’incrocio fra una cagna locale bianca e nera appartenente all’abate del monastero e un canide selvatico oggi estinto. Vale la pena memorizzare la formulazione alla lettera: il documento parla di un canide selvatico estinto, non di una specie determinata.
Lo standard fornisce poi l’unica data solida di tutta la storia della razza: il 1957. È da allora che l’allevamento è diventato mirato — le generazioni che vediamo oggi sono state ottenute per selezione a partire da singole cucciolate. Dunque «razza formatasi senza intervento umano» è una mezza verità: senza intervento si è formata la popolazione autoctona, mentre la razza in senso cinofilo si conta dal 1957, e sono meno di settant’anni di lavoro mirato.
Un’altra riga dello standard viene di solito riportata in modo impreciso. La FCI definisce il bangkaew un patrimonio della provincia di Phitsanulok — della provincia, non del paese. Il documento aggiunge poi che i cani sono allevati largamente nella provincia e che la razza è diventata talmente nota su scala nazionale da essere ormai allevata in ogni parte della Thailandia. La differenza fra «orgoglio della provincia divenuto noto a tutto il paese» e «patrimonio nazionale della Thailandia» è piccola all’orecchio, ma sono due affermazioni diverse, e nella fonte primaria compare la prima.
La letteratura scientifica aggiunge un ulteriore dettaglio. Gli autori thailandesi che nel 2015 hanno misurato i parametri normali della retina in quattro razze diffuse in Thailandia scrivono nell’introduzione che il thai ridgeback e il thai bangkaew sono riconosciuti dal Kennel Club della Thailandia come cani nazionali del paese, e che la FCI ha registrato il ridgeback nel 1993 e il bangkaew nel 2011. Il dato concorda con le date sul sito della FCI: riconoscimento provvisorio del bangkaew nell’aprile 2011, definitivo nel giugno 2022.
La storia espositiva della razza è di conseguenza molto breve. Il cane che in Europa si può vedere sul ring sotto il numero di standard 358 era, a memoria dell’attuale generazione di giudici, ancora un cane locale thailandese privo di statuto internazionale.
La leggenda del sangue selvatico: cosa dice il documento e cosa la tradizione
Aspetto secondo lo standard N. 358

Lo standard descrive il bangkaew come un cane di formato quadrato, ben proporzionato, mai basso sugli arti, con torace piuttosto ampio e profondo. Una proporzione importante è indicata in modo esplicito: lunghezza del corpo su altezza al garrese 1 : 1, con la lunghezza degli arti leggermente superiore alla profondità del torace. I maschi hanno ossatura più robusta delle femmine. Il pelo doppio deve formare un collare attorno al collo e alle spalle, e la coda deve essere ben guarnita di frange: entrambi i caratteri sono più marcati nei maschi.
- Cranio: a cuneo, forte, piuttosto largo ma non grossolano, proporzionato al corpo. Lo stop è nettamente definito, ma moderato.
- Tartufo: nero, proporzionato al muso. Il tartufo di colore chiaro è un difetto.
- Muso: di media lunghezza, largo alla base e assottigliato verso la punta; canna nasale diritta.
- Labbra: aderenti, con pigmentazione scura e completa.
- Mascelle e denti: forti, dentatura completa. Chiusura a forbice; la chiusura a tenaglia è tollerata.
- Occhi: di media grandezza, a mandorla, neri o marrone scuro. Occhi grandi e tondi oppure chiari sono difetti.
- Orecchie: piccole, proporzionate alla testa, inserite piuttosto alte ma non troppo ravvicinate; triangolari, con punte leggermente appuntite, erette e rivolte in avanti, solo leggermente «a cappuccio».
- Collo: forte, muscoloso, si fonde dolcemente nelle spalle, con portamento fiero.
- Corpo: dorso diritto e orizzontale visto di profilo, rene forte e largo, groppa moderatamente inclinata, torace piuttosto ampio e profondo, disceso fino ai gomiti, costole ben cerchiate ma mai a botte; ventre solo leggermente retratto.
- Arti: spalla moderatamente obliqua e ben muscolosa, avambraccio diritto e forte, parallelo visto da davanti; metacarpo corto e poco inclinato; piedi rotondi, arcuati e ben serrati. Coscia ben muscolosa, ginocchio ben angolato, garretto disceso, metatarso perpendicolare al suolo visto da dietro.
La coda: la trappola principale delle descrizioni del bangkaew
Ecco il punto in cui la maggior parte dei testi divulgativi sbaglia, e sbaglia in modo grave. Il bangkaew è uno spitz, e così gli autori scrivono per abitudine di una «coda arricciata ad anello sul dorso». Lo standard N. 358 chiede altro: coda moderatamente lunga, ben guarnita di frange, grossa verso la base, ben attaccata e portata con una moderata curva verso l’alto sopra il dorso. E nell’elenco dei difetti da squalifica compare, con una riga a sé, la coda arricciata o deviata. Vale a dire che proprio quel dettaglio «da spitz, a ciambella» che le descrizioni presentano come carattere di razza, nel bangkaew porta il cane fuori dal ring. La coda aderente al dorso e la coda che ricade su un lato sono invece difetti ordinari.
Movimento
Il movimento è descritto dallo standard come flessuoso e potente, con buona estensione e buona spinta, ma senza eccessi: senza esagerare ampiezza e velocità, mantenendo la linea superiore orizzontale e il portamento fiero di testa e coda. Anteriori e posteriori si muovono paralleli e, con l’aumentare della velocità, tendono a convergere su un’unica traccia. Il movimento «a remi» o con gli arti che si aprono di lato è un difetto.
Il mantello: perché un cane tutto bianco non è un bangkaew
Nel bangkaew il mantello non è un dettaglio decorativo, ma uno dei due capitoli per cui un cane viene più spesso escluso dal ring di razza. Lo standard lo formula così: bianco con macchie ben delineate. Le macchie possono essere di qualunque sfumatura di «limone», rosso, fulvo, tan o grigio, con punte del pelo più o meno annerite — fino a dare l’impressione di un tricolore; è ammesso anche il bianco con macchie nere piene.
- Forma e distribuzione delle macchie: qualunque, lo standard non le limita.
- Marcature simmetriche sulla testa, che coprono occhi e orecchie: preferite, con o senza maschera scura.
- Una marcatura bianca attorno al muso è preferita.
- Una leggera picchiettatura nel bianco è ammessa in un soggetto per il resto eccellente.
E ora i due limiti che le descrizioni divulgative fondono di solito in un’unica frase: «non sono ammessi né i cani tutti bianchi né quelli di colore uniforme». In realtà lo standard colloca i due casi in sezioni diverse, e le conseguenze sono diverse.
| Caso | Statuto secondo lo standard N. 358 |
|---|---|
| Mantello tutto bianco o bianco con sola picchiettatura | difetto grave (severe fault) |
| Colore uniforme con solo piccole marcature bianche | squalifica |
| Pelo corto o liscio | squalifica |
| Leggera picchiettatura nel bianco in un soggetto per il resto eccellente | ammessa |
La differenza è sostanziale: un difetto grave è un pesante segno negativo sul ring, la squalifica è l’uscita dalla valutazione. Perciò un cane bianco con una picchiettatura appena visibile è un bangkaew mediocre quanto a mantello, mentre un cane rosso o nero con i «calzini» bianchi è un cane che lo standard esclude dal ring di razza.
Difetti, difetti gravi e squalifiche: come leggere la valutazione
Particolarità di carattere e temperamento

La sezione «Behaviour/Temperament» dello standard N. 358 occupa due righe, e quelle due righe contraddicono l’immagine corrente del «guardiano thailandese dalla soglia di diffidenza bassa». Alla lettera la razza è descritta come vigile, intelligente, fedele, guardinga e ubbidiente; si aggiunge poi che la razza è facile da addestrare e che potrebbe essere leggermente distaccata con gli estranei. L’utilizzazione, nello stesso documento, è: cane da compagnia.
È una correzione importante, e vale in entrambe le direzioni. Da un lato, il bangkaew davvero non si getta al collo degli ospiti: il distacco verso gli estranei è iscritto nella descrizione della razza, e farne il beniamino del parco giochi non è realistico. Dall’altro, tutto ciò che si scrive sul «guardiano nato che non ha bisogno di addestramento alla difesa» non trova appoggio nello standard: né la guardia né la difesa figurano fra le utilizzazioni della razza, e una reazione eccessiva verso l’estraneo è un carattere da squalifica, non un pregio di razza.
Distacco non è aggressività
La differenza pratica è questa. Il cane distaccato nota l’estraneo, lo segnala con la voce o con la postura, mantiene la distanza e torna dal proprietario. Il cane con un problema non regge la distanza: avanza, si fissa, non si sgancia. Il primo comportamento nel bangkaew è normale e va saputo leggere; il secondo è un motivo per lavorare con un professionista, non per spiegare tutto con «è la razza». Una razza dalla vigilanza spiccata perdona un errore di socializzazione meno di una razza flemmatica, ed è qui la vera difficoltà del bangkaew per un principiante.
In famiglia
Nel cerchio dei suoi il bangkaew è un cane socievole e orientato all’uomo, che ama le attività condivise e sopporta male la vita «da solo in cortile». L’attaccamento a una singola persona è più forte che in molti gruppi di razze: è un’osservazione frequente fra i proprietari di cani primitivi e autoctoni, anche se nessuno l’ha misurata come norma di razza. Con i bambini, come con qualsiasi cane di taglia media, vale la regola consueta: gioco sotto la sorveglianza di un adulto, e per il cane un posto in cui il bambino non entra.
La voce
Il bangkaew è una razza che usa volentieri la voce. Non è un «difetto di educazione», ma il modo di comunicare dei cani autoctoni e vigili, e va reindirizzato più che vietato: insegnare a interrompere l’abbaio a comando, togliere la causa (la vista sull’ingresso, i rumori dietro la porta), garantire abbastanza attività. In un condominio denso sarà la difficoltà più evidente della convivenza con la razza.
Addestramento ed educazione

Lo standard lo dice esplicitamente: «The breed is easy to train» — la razza è facile da addestrare, e l’ubbidienza figura fra i suoi caratteri. È un’ulteriore prova di quanta prudenza serva con l’immagine corrente del «primitivo testardo che nessuna disciplina riesce a piegare». L’origine autoctona non incide sulla capacità di imparare, ma sulla motivazione: un cane simile si chiede «perché», si annoia prima con le ripetizioni meccaniche e lavora meglio quando capisce il senso dell’esercizio.
- Socializzazione precoce. È l’investimento principale in una razza dalla vigilanza spiccata. Fate conoscere al cucciolo persone, superfici, suoni, veicoli e cani adulti equilibrati, dosando gli stimoli così che il cucciolo faccia in tempo a calmarsi.
- Rinforzo positivo. Bocconcini, gioco e lode danno un risultato migliore della pressione. Un cane guardingo sotto pressione non diventa più ubbidiente: diventa più chiuso.
- Sedute brevi e varie. Più sessioni corte al giorno invece di una lunga; cambiate i percorsi, introducete giochi di ricerca e di olfatto.
- Lavoro sui fattori scatenanti. L’abbaio alla porta, la reazione alla recinzione, la difesa della ciotola: in questa razza conviene notarli presto e affrontarli con un professionista, prima che il comportamento si consolidi.
- Regole prevedibili. Al cane serve un proprietario calmo e coerente, non un «capobranco». Regole che cambiano con l’umore rovinano il rapporto più in fretta di qualsiasi errore tecnico.
Per grado di indipendenza il bangkaew viene spesso accostato all’altra razza thailandese, il thai ridgeback. La somiglianza sta più nel tipo di motivazione che nella parentela, e a questo è dedicata la sezione seguente.
Thai bangkaew e thai ridgeback sono due razze diverse
Le due razze thailandesi vengono confuse con regolarità, anche perché appartengono entrambe al gruppo 5 della FCI. Ma il resto in comune è poco: stanno in sezioni diverse, hanno utilizzazioni diverse, aspetto diverso e una storia espositiva diversa.
| Thai bangkaew | Thai ridgeback | |
|---|---|---|
| Standard FCI | N. 358 | N. 338 |
| Sezione del gruppo 5 | Sezione 5 — spitz asiatici e razze affini | Sezione 6 — tipo primitivo, cani da caccia |
| Riconoscimento provvisorio FCI | 14 aprile 2011 | 6 marzo 1993 |
| Riconoscimento definitivo FCI | 21 giugno 2022 | 26 maggio 2003 |
| Pelo | doppio, moderatamente lungo, con collare e frange | corto, con la cresta lungo la colonna |
| Altezza dei maschi secondo lo standard di razza | 46–55 cm | vedi standard N. 338 |
La differenza si vede perfino nei lavori genetici. Nello studio del 2020 con marcatori ISSR il dendrogramma delle razze ha collocato il bangkaew in un cluster con il chow chow e le razze nordiche da slitta, mentre il thai ridgeback è finito in un ramo diverso. E nel lavoro del 2025 su Biochemical Genetics, dedicato appunto al ridgeback (105 cani di diversi allevamenti thailandesi), gli autori rilevano espressamente che lo scambio di soggetti fra i proprietari ha preservato la variabilità di quella razza. In altre parole: le due razze thailandesi sono studiate con lavori distinti e campioni distinti, e i loro dati non vanno mescolati.
Fra le razze visivamente simili al bangkaew si cita più spesso lo spitz giapponese, per il pelo bianco e folto e il tipo spitz, benché il bangkaew sia più grande e del tutto diverso per costituzione. Per grado di vigilanza verso gli estranei il bangkaew viene talvolta paragonato all’akita americano, che sta nella stessa sezione 5 ma è molto più grande.
Salute e particolarità veterinarie
Cura del thai bangkaew

Lo standard descrive il pelo in dettaglio, e da quella descrizione discende quasi tutta la cura. Il pelo è doppio: quello di copertura dritto e ruvido, il sottopelo morbido e denso. La lunghezza è moderata sul corpo e maggiore attorno al collo e alle spalle, dove si forma il collare, più marcato nei maschi. Il lato posteriore degli arti anteriori è coperto di frange che si riducono verso il metacarpo; il lato posteriore degli arti posteriori porta pelo lungo fino ai garretti. Sulla testa e sul davanti degli arti il pelo è corto. Lo standard avverte separatamente: la lunghezza non deve mai essere tanto eccessiva da nascondere le linee del corpo.
- Spazzolatura: 1–2 volte a settimana nei periodi normali e ogni giorno durante la muta. Il corredo di lavoro è un pettine metallico a denti radi e fitti più un cardatore; attenzione particolare al collare, ai «pantaloni» e alla zona dietro le orecchie, dove i nodi compaiono per primi.
- Muta: stagionale e abbondante. Il sottopelo se ne va a placche, e in quel periodo la spazzolatura non è cosmesi ma prevenzione delle irritazioni sotto il pelo compattato.
- Bagno: di rado e al bisogno. Lavaggi frequenti con shampoo aggressivi seccano la pelle; dopo il bagno è importante asciugare il cane fino al sottopelo, perché un sottopelo umido è un terreno pronto per la dermatite.
- Unghie: da accorciare all’incirca una volta al mese, se non si consumano da sole. Unghie troppo lunghe modificano l’appoggio del piede e il carico sulle articolazioni.
- Orecchie: erette e ben ventilate, ma dopo le passeggiate nell’erba e nel bosco vanno comunque ispezionate, per zecche e semi.
- Denti: lo standard richiede la dentatura completa e considera difetto grave la mancanza di più di tre denti; la pulizia regolare è insieme igiene e occasione per accorgersi presto della perdita di un dente.
L’affermazione secondo cui il pelo del bangkaew «si autopulisce» e lo sporco si stacca una volta asciutto circola nelle descrizioni della razza come un carattere di razza. Il distacco dello sporco seccato è tipico di qualunque pelo di copertura ruvido con sottopelo denso, e costruirci sopra il regime di cura non conviene: un sottopelo compatto in clima caldo e umido è proprio il posto in cui i problemi della pelle cominciano senza farsi notare.
Alimentazione: come nutrire il thai bangkaew
Pro e contro della razza

| Pro (+) | Contro (−) |
|---|---|
| Compagno vigile e orientato all’uomo. | Il distacco con gli estranei richiede socializzazione precoce e sistematica. |
| Secondo lo standard, facile da addestrare. | Si annoia in fretta con le ripetizioni meccaniche. |
| Taglia contenuta: maschio 46–55 cm, femmina 41–50 cm. | Usa volentieri la voce: difficile in un condominio denso. |
| Pelo doppio adatto a ogni stagione, cura moderata. | Muta stagionale abbondante. |
| Per la razza esistono valori ERG di riferimento propri. | Poco numerosa fuori dalla Thailandia, dati di razza scarsi. |
Curiosità sul thai bangkaew
- L’unico spitz thailandese della sua sezione. Nella sezione 5 del gruppo 5 FCI (spitz asiatici e razze affini) il bangkaew è l’unica razza thailandese; i suoi vicini di sezione sono il chow chow, l’eurasier, le razze giapponesi e il jindo coreano.
- Una sola data in tutta la storia. Lo standard FCI indica il 1957 come inizio della selezione mirata della razza.
- Patrimonio della provincia. Il documento FCI definisce il bangkaew un patrimonio della provincia di Phitsanulok, non del paese nel suo insieme.
- La coda non è una ciambella. La coda arricciata o deviata è un difetto da squalifica, malgrado l’aspetto da spitz della razza.
- Una norma visiva propria. Lo studio thailandese del 2015 ha mostrato che il tempo implicito prolungato dell’ERG nel bangkaew è la norma della razza, non un segno di degenerazione retinica.
- Pannello di DNA. Per la razza è stato messo a punto un pannello ottimizzato di 10 loci microsatelliti per l’identificazione individuale.
- Rarità fuori dalla patria. Fuori dalla Thailandia il bangkaew si incontra molto più di rado perfino dell’akita inu.
Domande frequenti sulla razza (FAQ)
Il thai bangkaew è adatto ai principianti?
Lo standard definisce la razza facile da addestrare, quindi il problema non è la capacità del cane di imparare. La difficoltà è un’altra: il distacco con gli estranei, iscritto nella razza, richiede una socializzazione sistematica fin dalle prime settimane, e gli errori commessi in questa fase sono difficili da correggere. Se è il vostro primo cane, mettete in programma il lavoro con un educatore subito, non «se qualcosa andrà storto».
È vero che l’antenato del bangkaew era uno sciacallo?
Lo standard FCI fa effettivamente risalire l’ascendenza della razza all’incrocio fra la cagna dell’abate del monastero e un canide selvatico, ma lo definisce estinto e non ne indica la specie. La tradizione thailandese nomina lo sciacallo o il dhole: entrambe le specie sono viventi, quindi non coincidono con la formulazione dello standard. Presentiamo questa storia come tradizione di razza, non come risultato di un’analisi genetica.
Quanto deve essere alto un bangkaew?
Il maschio da 46 a 55 cm al garrese, la femmina da 41 a 50 cm. Sono intervalli distinti e non vanno fusi in uno solo. Il peso lo standard N. 358 non lo normalizza affatto.
Abbaiano molto?
Sì, la voce è nel loro repertorio. È il normale modo di comunicare dei cani autoctoni e vigili, ma in un condominio diventa la difficoltà più evidente, quindi il comando per interrompere l’abbaio va introdotto presto.
Vanno d’accordo con i gatti e con altri animali?
Un cucciolo cresciuto con un gatto di solito lo accetta come membro della famiglia. Con gli animali estranei per strada tutto dipende dalla socializzazione e dall’addestramento: contare su una lealtà automatica verso i piccoli animali non è realistico in nessuna razza autoctona.
Che cosa verificare assolutamente dall’allevatore?
Lo standard N. 358 non prescrive esami obbligatori dei riproduttori, quindi tutto dipende dall’allevatore. Un minimo ragionevole di domande: se ai genitori sono state fatte le radiografie delle anche, se sono stati visitati da un oftalmologo, se esistono profili del DNA, come si presentano coda e mantello dei genitori rispetto ai difetti da squalifica, e come vengono socializzati i cuccioli prima della consegna.
Quanto bisogna far camminare il bangkaew?
È un cane attivo di taglia media: due passeggiate complete al giorno con lavoro olfattivo ed esercizi, non una breve uscita «per i bisogni». Con il caldo l’attività si sposta al mattino e alla sera.
Video sulla razza
- Compagno vigile e orientato all’uomo
- Secondo lo standard FCI, facile da addestrare
- Pelo doppio per ogni stagione, cura moderata
- Taglia contenuta: maschio 46–55 cm, femmina 41–50 cm
- Distaccato con gli estranei: serve socializzazione precoce
- Usa volentieri la voce: difficile in condominio
- Muta stagionale abbondante del sottopelo
- Poco numeroso fuori dalla Thailandia, dati di razza scarsi
| Thai Ridgeback | Jindo coreano | Akita Inu | |
|---|---|---|---|
| Altezza | 51–61 cm | 45–55 cm | 58–70 cm |
| Energia | 4 | 4 | 3.5 |
| Appartamento | 2.5 | 2.5 | 2.5 |
| Principianti | 2 | 2 | 2 |
Da dove viene il thai bangkaew?
È vero che l’antenato del bangkaew era uno sciacallo selvatico?
Il bangkaew è adatto a un principiante?
Quanto è alto il thai bangkaew?
Di che cosa avvertire il veterinario?
Il bangkaew è davvero un guardiano nato?
Standard FCI N. 358 (ed. 2022) · J Vet Sci 2015;16(1):67–74 · Genes Genomics 2024;46(6):659–669 · PeerJ 2020;8:e10215 · Vet World 2022;15(6):1566–1574
