| Altezza | 58–70 cm |
| Peso | 27–45 kg |
| Aspettativa di vita | 10–13 anni |
| Gruppo FCI | 5 · spitz |
| Origine | Giappone |
Valutazioni precise
- Displasia dell'anca
- Torsione gastrica (bloat)
- Malattie autoimmuni (VKH, pemfigo)
- Ipotiroidismo
- Atrofia progressiva della retina
Proteine di qualità, con controllo del peso; nutrire in piccole porzioni (rischio di torsione). Il folto pelo perde abbondantemente due volte l'anno.
È difficile che oggi ci sia una persona che non conosca la storia del cane più fedele e devoto della razza akita inu, ovvero akita giapponese (Akita Inu / Japanese Akita), che si chiamava Hachikō. Tradotto dal giapponese, questo nome significa il numero “otto”, che in Oriente è considerato fortunato e simboleggia la buona sorte. E senza dubbio questo cane incredibilmente devoto portò una vera fortuna e felicità dell’anima al suo padrone — il professor Eisaburō Ueno. La loro storia è diventata una leggenda che commuove milioni di cuori.
Akita inu: breve panoramica e caratteristiche della razza

| Caratteristica | Descrizione |
| Paese d’origine | Giappone (isola di Honshū, prefettura di Akita) |
| Impiego | Cane da compagnia, in passato — cane da caccia e da guardia |
| Classificazione FCI | Gruppo 5 (Spitz e tipi primitivi), Sezione 5 (Spitz asiatici) |
| Longevità | 10-14 anni |
| Altezza (garrese) | Maschi: 64-70 cm; Femmine: 58-64 cm |
| Peso | 35-50 kg (a seconda del sesso e della costituzione) |
| Tipo di pelo | Doppio: pelo di copertura ruvido e folto sottopelo morbido |
| Livello di attività | Medio, ha bisogno di stimoli intellettuali |
Storia della razza: dal cacciatore d’orsi al patrimonio nazionale

La storia dell’akita inu è un vero thriller, pieno di ascese, cadute e disperate lotte per la sopravvivenza. Si ritiene che gli antenati di questi cani, noti come “matagi inu” (il cane del cacciatore), siano comparsi sulle isole giapponesi più di quattromila anni fa. Gli scavi archeologici confermano l’esistenza di cani di tipo spitz in quel periodo. In Giappone si dice che l’akita sia l’anima del samurai incarnata in un corpo di cane.
In origine i matagi inu venivano usati per la caccia alla grossa selvaggina: cinghiale, cervo e persino l’orso dell’Ussuri. Una coppia di questi cani poteva trattenere un orso fino all’arrivo del cacciatore. Ciò richiedeva agli animali un notevole coraggio, agilità e capacità di prendere decisioni autonome — tratti che si sono conservati nella razza fino a oggi.
Il periodo dei combattimenti tra cani e il declino
Nel periodo Edo e più tardi, a cavallo tra il XIX e il XX secolo, presero popolarità i combattimenti tra cani. Per aggiungere ai cani forza e massa, gli akita cominciarono a essere incrociati con i tosa inu e i mastini europei. Ciò portò alla scomparsa del classico aspetto dello spitz: comparvero le orecchie pendenti, le pieghe della pelle, la massiccia struttura. La razza si trovò sull’orlo della perdita della propria identità.
Per fortuna, nel 1931 il governo del Giappone riconobbe l’akita inu “monumento naturale”. Ciò diede impulso all’avvio dei lavori di recupero dell’aspetto originario. Ma cominciò la Seconda guerra mondiale. In quel periodo tragico i cani venivano sterminati in massa: la loro pelliccia era usata per confezionare indumenti invernali per l’esercito. Si faceva un’eccezione solo per i pastori tedeschi, che servivano nelle truppe. Per salvare i loro amati akita, alcuni proprietari li incrociavano di nascosto con i cani da pastore o li nascondevano in remoti villaggi di montagna presso i cacciatori.
La scissione della razza: la linea giapponese e quella americana
Dopo la guerra cominciò il processo di recupero. In quel periodo si formarono diverse linee di allevamento. I soldati delle truppe di occupazione statunitensi portavano spesso a casa i cuccioli, ma preferivano i cani grandi, dall’aspetto orsino, con apporto di sangue di mastini e pastori (linea Dewa). Nacque così la razza che oggi conosciamo come akita americano. I cinofili giapponesi si concentrarono invece sul recupero del tipo raffinato, simile allo spitz (linea Ichinoseki), depurando la razza dagli apporti. Il riconoscimento ufficiale dello standard rinnovato da parte della Federazione Cinologica Internazionale avvenne nel 1964.
Com’è l’akita inu: standard e particolarità dell’aspetto

Il moderno akita inu è un cane grande e armonioso, che emana dignità e forza tranquilla. A differenza dei suoi parenti americani, il tipo giapponese è più leggero e raffinato.
- Testa: Massiccia, ma proporzionata al corpo. Il cranio è largo, piatto tra le orecchie. Vista dall’alto, la testa ricorda un triangolo ottuso. Lo stop dalla fronte al muso è ben marcato.
- Muso: Potente, non appuntito, di media lunghezza. La canna nasale è dritta. Le labbra hanno una pigmentazione nera e sono ben aderenti. La lingua, di norma, è rosa.
- Occhi: Una caratteristica “orientale”. Sono piccoli, di forma triangolare, con l’angolo esterno sollevato verso l’alto. Il colore è marrone scuro, più è scuro meglio è. Lo sguardo è attento e intelligente.
- Orecchie: Relativamente piccole, spesse, triangolari con le punte un po’ arrotondate. Dettaglio importante: inclinate in avanti lungo la linea del collo, il che dà al cane un’espressione concentrata.
- Corpo: Il dorso è dritto e robusto. Il rene è largo e muscoloso. Il torace è profondo, con costole ben cerchiate.
- Coda: Attaccata alta, spessa, energicamente arrotolata sul dorso. Può formare un anello singolo o doppio. La punta della coda tocca quasi sempre il dorso o la coscia.
Pelo e mantello: la magia dell'”urajiro”
Il manto è composto da tre strati: un pelo di copertura più lungo e grossolano, uno strato superiore ruvido e un folto sottopelo morbido, che protegge da qualsiasi gelo. Lo standard ammette solo alcuni tipi di mantello:
- Rosso (Red): Il più diffuso. Rosso intenso della parte superiore del corpo.
- Tigrato (Brindle): Striature nere su fondo rosso, argenteo o bianco.
- Bianco: Bianco puro senza alcuna marcatura. Nei cani bianchi il tartufo può essere di colore fegato, anche se il nero è preferibile.
- Sesamo: Pelo rosso con punte nere (si incontra di rado).
Importante: Per tutti i mantelli, tranne il bianco pieno, è obbligatoria la presenza dell'”urajiro” (Urajiro). È il pelo biancastro sui lati del muso, sulle guance, sulla superficie inferiore della mascella, sul collo, sul petto, sul corpo e sulla coda, oltre che sulla superficie interna degli arti. È una sorta di biglietto da visita del vero akita giapponese.
Carattere: la filosofia del samurai

L’akita inu non è il cane che salterà festoso attorno a ogni passante. È un animale serio, coraggioso e sicuro di sé. Sono misurati nella manifestazione delle emozioni, ma ciò non significa che non sappiano amare. Il loro amore è profondo, silenzioso e destinato esclusivamente ai “propri”.
Questi cani non cercano mai di compiacere in cambio di un bocconcino. Non li si può “comprare”, li si può solo meritare. Sono pronti a obbedire a un leader, ma solo se questo leader è giusto e coerente. L’akita ha un’intelligenza elevata e la tendenza a prendere decisioni da solo. Se il cane ritiene insensato il comando del padrone, può guardarvi con calma filosofica e… non fare nulla.
Per temperamento gli akita vengono spesso paragonati ai gatti. Sono puliti, si leccano, apprezzano lo spazio personale e possono osservare per ore il mondo circostante. Ma in caso di pericolo si trasformano all’istante in un temibile difensore.
Pro e contro della razza

| Pro (+) | Contro (-) |
| Devozione e fedeltà sconfinate alla famiglia | Tendenza al dominio e testardaggine |
| Ottime qualità di guardia, abbaia solo a proposito | Aggressività verso gli altri cani (soprattutto dello stesso sesso) |
| Pulizia, assenza dello specifico odore “di cane” | Muta stagionale abbondante (pelo ovunque) |
| Intelligenza elevata e capacità di apprendimento | Si presta con difficoltà all’addestramento standard |
| Non ha bisogno di corse maratoniane | Non adatto ai principianti senza esperienza cinofila |
| Temperamento silenzioso in appartamento | Forte istinto venatorio (i piccoli animali sono in pericolo) |
Educazione, addestramento e socializzazione

Se avete deciso di acquistare un akita inu, dovete essere pienamente sicuri delle vostre forze. Questa razza non tollera la debolezza. Il padrone dell’akita dev’essere “un pugno di ferro in un guanto di velluto”. La durezza con questa razza è inammissibile — perderete per sempre la fiducia del cane e vi ritroverete un nemico inasprito. Solo rispetto, pazienza e coerenza.
Aspetti chiave dell’addestramento
- Socializzazione precoce: È di importanza critica. Dai 2-3 mesi il cucciolo deve vedere altre persone e cani, sentire i suoni della città, viaggiare sui mezzi. Gli akita sono per natura diffidenti e aggressivi verso i cani estranei. Se si perde il momento della socializzazione, le passeggiate si trasformeranno in un inferno con un costante trattenimento del guinzaglio. Se cercate un cane dal carattere più mite, forse conviene prestare attenzione all’eurasier, che è meno dominante.
- Forma ludica: Il modo migliore per stabilire un contatto sono i giochi insieme. Ma l’akita si annoia in fretta. La ripetizione monotona del comando “seduto” 20 volte di fila non fa per loro. Lo faranno due volte, e la terza se ne andranno per i fatti loro.
- Motivazione: Trovate ciò per cui il vostro cane è disposto a lavorare. Può essere non solo il cibo, ma anche un giocattolo o semplicemente la lode emotiva del padrone.
- Gerarchia: L’akita vi metterà alla prova “sulla fermezza” per tutta la vita, soprattutto in età adolescenziale. È importante stabilire con calma, ma con fermezza, i limiti del consentito.
Salute: malattie tipiche e prevenzione
L’akita inu è il simbolo giapponese della fedeltà: posato, dignitoso e infinitamente devoto al suo umano. È una razza dominante e indipendente con possibile aggressività intraspecifica — servono un proprietario sicuro di sé e una socializzazione precoce. Per la salute sono caratteristici la displasia delle articolazioni, il rischio di torsione gastrica e le malattie autoimmuni (la sindrome VKH colpisce occhi e pelle). Il folto pelo perde abbondantemente due volte l’anno.
L’akita è il simbolo giapponese della devozione: è proprio a questa razza che appartiene la storia di Hachikō, che per 10 anni tornò alla stazione ad aspettare il padrone defunto. Per carattere l’akita è fiero, indipendente e infinitamente devoto a una sola persona, ma diffidente verso gli estranei e ha bisogno di un leader sicuro di sé. Per la salute la razza è predisposta alle malattie autoimmuni (in particolare la VKH, che colpisce gli occhi e il pigmento della pelle), all’ipotiroidismo, alla displasia e alla pericolosa torsione gastrica.

Gli akita sono cani robusti, forgiati da un clima rigido. Tuttavia, come in ogni razza, ci sono i loro punti deboli. Prima dell’acquisto esigete immancabilmente dall’allevatore i test per le malattie genetiche dei genitori.
Principali problemi di salute:
- Displasia dell’anca: Malattia diffusa nei cani grandi. È importante non sovraccaricare fisicamente il cucciolo fino a un anno.
- Problemi oftalmologici: Entropion (rovesciamento della palpebra), atrofia progressiva della retina (PRA), glaucoma.
- Malattie autoimmuni: Adenite sebacea (provoca problemi alla pelle e al pelo) e pemfigo foliaceo.
- Torsione gastrica: Condizione mortalmente pericolosa. Per evitarla, nutrite il cane rigorosamente dopo le passeggiate, non prima. Dopo il pasto — minimo un’ora di riposo.
Non dimenticate la vaccinazione regolare e il trattamento contro i parassiti (zecche, pulci, elminti). È la base della salute di qualsiasi cane.
Cura e igiene

L’akita inu è un cane adatto anche a padroni “pigri” in fatto di toelettatura, ma solo 10 mesi all’anno. Gli altri 2 mesi vi toccherà vivere con l’aspirapolvere in mano. Si tratta della muta.
Perdono pelo due volte l’anno, in modo molto abbondante, perdendo tutto il sottopelo. In questo periodo (la “perdita della pelliccia”) il cane va spazzolato ogni giorno con il cardatore o con appositi rastrelli. Se non lo si fa, il pelo morto si infeltrisce in nodi, la pelle sotto si irrita, il che provoca dermatiti (eczemi). Nei periodi normali basta spazzolare il cane 1-2 volte a settimana.
Bagno: Il pelo dell’akita ha la capacità di autopulirsi. Il lavaggio frequente elimina lo strato di grasso protettivo. Conviene lavarlo solo al bisogno o 2-3 volte l’anno.
È inoltre importante tagliare regolarmente le unghie (se non si consumano sull’asfalto) e pulire le orecchie. Si raccomanda di pulire i denti con un dentifricio apposito o di dare bocconcini masticabili.
Alimentazione: particolarità della dieta

L’origine giapponese lascia il segno sul metabolismo dell’akita. Storicamente si nutrivano di riso, pesce e frutti di mare. Perciò molti akita hanno un’allergia al pollo, al manzo grasso e al mais, oltre che alla soia (componenti diffusi negli alimenti a buon mercato).
Raccomandazioni per l’alimentazione:
- Cibo secco: Scegliete la classe “Holistic” o “Super-premium”. Preferibilmente varianti senza cereali o a base di pesce (salmone, tonno) o agnello.
- Alimentazione naturale: È una via più complessa, ma spesso più salutare. La base è carne cruda (magra), pesce di mare (importante disliscare), frattaglie.
- Carboidrati: Riso e grano saraceno sono la scelta migliore.
- Integratori: Verdure (zucchina, carota, zucca), latticini fermentati, olio di pesce, alghe (fonte di iodio).
Vietati: Dolci, affumicati, ossa cave di pollame, pesce di fiume (rischio di elminti), uva, cioccolato. È interessante che la dieta dell’akita sia per certi versi simile a quella del raro kai ken (cane tigrato), anch’esso razza autoctona giapponese.
Curiosità sull’akita inu
- L’akita inu è l’unica razza di cani al mondo ad avere lo status di monumento naturale nel proprio Paese.
- In Giappone la statuetta di un akita si regala alla nascita di un bambino come simbolo di salute, e anche alle persone malate con l’augurio di una pronta guarigione.
- Helen Keller, la nota scrittrice americana, fu la prima a portare un akita negli USA nel 1937. Li chiamava “angeli in pelliccia”.
- Gli akita non abbaiano quasi mai senza motivo. Se un akita ha dato la voce — significa che è successo qualcosa di davvero importante a cui vale la pena prestare attenzione.
- Gli esemplari della razza sono considerati tra i cani più puliti. Vengono spesso chiamati “cani senza odore”.
Domande frequenti sulla razza (FAQ)
L’akita inu è adatto all’appartamento?
Sì, nonostante le dimensioni, non sono troppo attivi in casa e non occupano molto spazio. L’importante è assicurare passeggiate di qualità due volte al giorno.
Vanno d’accordo con i bambini?
Gli akita di solito si comportano bene con i bambini della propria famiglia, possono fare da bambinaie. Ma non amano la confidenza. Non si può lasciare il cane da solo con un bambino piccolo senza sorveglianza, questa regola vale per qualsiasi grande razza.
In cosa l’akita differisce dall’hokkaido (ainu)?
Gli hokkaido sono un po’ più piccoli di taglia e hanno un istinto venatorio ancora più forte, sono più “selvatici” nel comportamento, mentre i moderni akita sono più orientati alla compagnia.
In cosa l’akita differisce dallo shiba inu?
Sebbene a prima vista questi cani sembrino simili, non vanno confusi: l’akita è un possente gigante da 50 kg, selezionato per la caccia agli orsi e la guardia, che si comporta come un posato e silenzioso samurai, mentre lo shiba inu è il più piccolo cane giapponese (dal peso fino a 13 kg), che ricorda una volpe e si distingue per un temperamento energico, furbo e quasi “felino” senza marcati istinti di guardia.
In cosa l’akita giapponese differisce dall’akita americano?
La differenza principale sta nella costituzione e nei colori, sorti a causa della scissione storica della razza dopo la Seconda guerra mondiale. L’akita giapponese è più raffinato, di tipo “volpino”, ha solo colori rigorosamente definiti con l’obbligatoria maschera bianca, mentre l’akita americano è un cane molto più massiccio, “orsino”, dall’ossatura pesante, a cui sono ammessi assolutamente tutti i mantelli, compresa la maschera nera sul muso, rigorosamente vietata per il confratello giapponese.
Video sulla razza
- Infinitamente devoto al suo umano
- Pulito e misurato
- Tranquillo e silenzioso in casa
- Resistente al freddo
- Dominante, possibile aggressività intraspecifica
- Testardo — addestramento difficile
- Muta stagionale abbondante
- Non da principiante
| Akita americano | Siberian Husky | Shiba Inu | |
|---|---|---|---|
| Altezza | 61–71 cm | 50–60 cm | 35–43 cm |
| Energia | 3 | 5 | 4 |
| Appartamento | 2 | 2 | 2.5 |
| Principianti | 2 | 2.5 | 2.5 |
L'akita inu è aggressivo?
L'akita è adatto a un principiante?
L'akita va d'accordo con gli altri cani?
Standard FCI n. 255 · The Kennel Club
