Foxhound Inglese

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In breve Classico segugio da muta inglese: resistente, cordiale, instancabile e dal carattere facile. Lo standard FCI n. 159 riassume il suo impiego in una riga: segugio da muta per la caccia a cavallo. È stato creato per vivere in una grande muta, adora la compagnia di cani e persone e sopporta male la solitudine. È un cane atletico per la campagna e proprietari attivi, non per l'appartamento.
Appartamento ⚠BambiniGattiAltri caniPrincipianti
Parametri
Altezza58–64 cm
Peso27–34 kg
Aspettativa di vita10–13 anni
Gruppo FCI6 · segugi
OrigineGran Bretagna
Taglia
Altezza al garrese 58–64 cmPeso 27–34 kg
Valutazioni · 12 · Dataset
FamigliaBambiniPrincipi.Addestra.EnergiaSaluteMutaBavaAbbaioAppartam.ClimaIstinto .
Valutazioni precise
Famiglia4.5
Bambini4.5
Principianti2.5
Addestramento3.0
Energia5.0
Salute3.5
Muta3.0
Bava2.0
Abbaio3.5
Appartamento1.5
Clima3.5
Istinto pred.4.5
Problemi di salute comuni
Alimentazione

Il Foxhound Inglese (English Foxhound) è una razza che in città non si incontra praticamente mai, e non è un caso: è la conseguenza diretta del modo in cui è stata selezionata. Lo standard cinologico riassume il suo impiego in una sola riga: segugio da muta per la caccia a cavallo. Non cane da compagnia, non guardiano, non atleta solitario — un’unità della muta. Per secoli i foxhound non sono stati allevati da singoli allevatori, ma da intere equipaggi di caccia come aziende, e la registrazione veniva tenuta in un libro genealogico proprio, separato dal sistema cinologico generale. Per questo la razza ha attraversato più di due secoli quasi interamente fuori dal mondo delle esposizioni e della vita domestica.

Una razza che quasi non esiste come cane di casa
Foxhound Inglese

La via più breve per capire questa razza passa dalle statistiche ufficiali di registrazione del Kennel Club britannico. Nella tabella comparativa delle iscrizioni del gruppo dei segugi per gli anni 2016–2025, la riga «Foxhound» non somiglia a nessun’altra riga della stessa tabella.

Anno2016201720182019202020212022202320242025
Foxhound iscritti2000001165
Fonte: The Kennel Club, tabelle comparative delle iscrizioni del gruppo Hound, 2016–2025.

Cinque anni di fila — dal 2017 al 2021 — senza che un solo foxhound entrasse nel libro genealogico britannico. In dieci anni il totale arriva a quindici cani. Per confronto, nella stessa tabella e nel solo 2025 il beagle supera il migliaio di iscrizioni, il whippet supera le tremila, e l’intero gruppo dei segugi supera le ventimila. Le statistiche trimestrali dell’inizio del 2026 mostrano di nuovo zero per il foxhound.

L’American Kennel Club colloca il foxhound inglese al 201° posto di popolarità su 210 razze. E questo nonostante la popolazione viva della razza non sia mai stata esigua: la stessa nota ufficiale della Federazione Cinologica Internazionale ricorda che in Gran Bretagna sono esistite oltre duecentocinquanta mute di foxhound. I cani c’erano — e ci sono — a migliaia. Semplicemente non vivono nelle famiglie e non vengono iscritti dove li si cerca.

Storia: dal cervo alla volpe e un libro genealogico più antico della cinologia

La tradizione di razza colloca il passaggio della caccia inglese dal cervo alla volpe tra il XVI e il XVIII secolo: i vecchi segugi pesanti, adatti alla lenta caccia alla selvaggina grossa, non tenevano il passo di una volpe veloce in terreno aperto, e servì un tipo più leggero, più rapido e più resistente. Alla stessa tradizione appartengono i racconti sugli apporti di sangue di bloodhound, levriero e terrier. Sono racconti tramandati, e come tali vanno letti.

Ciò che invece è documentato è l’età e la natura della registrazione. La nota storica dello standard FCI lo dice senza giri di parole: la razza viene allevata su linee di sangue accuratamente scelte da oltre duecento anni, i libri genealogici pubblicati dall’associazione inglese dei master di foxhound risalgono a un’epoca anteriore al 1800, e qualsiasi proprietario può risalire molto indietro nella genealogia del proprio cane. Lo stesso testo precisa che l’allevamento del foxhound in Gran Bretagna è sempre stato, e resta tuttora, nelle mani dei master, che fin dall’inizio hanno tenuto registri accuratissimi. La FCI stessa ha riconosciuto la razza solo nel 1964: la cinologia ufficiale è arrivata al foxhound più di un secolo e mezzo dopo che questo disponeva già di un proprio libro genealogico ordinato.

È un caso raro: una razza la cui documentazione è più antica dell’istituzione che dovrebbe tenerla. I segugi da muta inglesi furono esportati anche sul continente, e la tradizione di razza attribuisce loro una parte nella formazione di diverse razze locali da muta — tra queste l’elegante Poitevin (segugio del Poitou), che secondo il proprio standard FCI è nettamente più alto del foxhound: 62–72 cm nei maschi e 60–70 cm nelle femmine.

La muta come allevamento: la vera particolarità della razza
Foxhound Inglese — la muta come unità di allevamento

In una razza ordinaria l’unità di allevamento è l’allevatore con il suo canile. Nel foxhound l’unità di allevamento è la muta. Il cane non appartiene a un privato ma a un’azienda venatoria, ed entra nel libro genealogico sotto il nome del kennel, non sotto il cognome di un proprietario. Non è una metafora: la regola è scritta nel testo stesso del libro genealogico.

Il secondo volume dell’«English Foxhound Kennel Stud Book of America» (anni 1909–1914, compilato per l’associazione americana dei master di foxhound) si apre con una nota: i segugi sono in ogni caso considerati appartenenti al kennel in cui sono stati iscritti, indipendentemente dal fatto che vi siano nati o siano stati acquistati in un’altra azienda. E se un segugio già iscritto passa a un’altra muta, al suo nome va anteposto quello del kennel di prima iscrizione. Da qui registrazioni che non suonano «Rex, proprietario tal dei tali», ma «Belvoir Whitaker, 1906»: nome della muta, nome del cane, anno di iscrizione.

Lo stesso volume mostra con quanto rigore fosse custodito il confine del libro. Il compilatore scrive esplicitamente di aver deciso di non ammettere alcun segugio la cui discendenza non fosse rintracciabile fino al libro genealogico inglese del foxhound; e che nell’unica muta in cui era stato impiegato un outcross americano, tutti i cani con quel sangue furono stampati in corsivo con un’annotazione accanto al nome. Il sangue estraneo, dunque, non era vietato, ma non veniva nemmeno sciolto in silenzio: veniva segnalato in stampa. Quel secondo volume copriva quattordici mute.

Che cosa ne consegue per la genetica

La conseguenza è duplice. Da un lato uno scambio chiuso tra un numero limitato di aziende: i cani non si comprano «per annuncio», si scambiano tra mute, e qualsiasi linea riuscita si diffonde rapidamente in tutti i kennel di quel circolo. Dall’altro una selezione condotta per secoli su criteri di lavoro e non di esposizione — e quei criteri erano formulati con notevole concretezza.

Il manuale classico sulla conduzione di una muta è «Thoughts upon Hunting» di Peter Beckford, pubblicato nel 1781, cioè prima ancora dei primi volumi del libro genealogico. Beckford consiglia di esaminare nel riproduttore la taglia, la forma, il mantello, la costituzione e l’indole naturale — e, nello stesso elenco, la finezza dell’olfatto, la resistenza e il modo di cacciare; e ammonisce a non riprodurre in nessun caso da un cane che non abbia fondo, che non abbia naso fine o che tagli invece di seguire la linea della traccia. Lì stesso ci sono regole che di fatto descrivono la gestione di un patrimonio genetico: non accoppiare un maschio vecchio a una femmina vecchia; assicurarsi che entrambi i riproduttori siano sani, perché da riproduttori malandati non verrà una figliata sana; e non essere prevenuti a favore della propria linea, ma mandare le migliori femmine ai migliori maschi, ovunque essi si trovino.

Quest’ultimo consiglio è quello decisivo. La regola «la migliore femmina va al miglior maschio, foss’anche nella muta vicina» trasforma decine di equipaggi separati in un’unica popolazione con scambio permanente di sangue. Ecco perché il foxhound ancora oggi non è una somma di canili isolati, ma una rete di aziende all’interno della quale la genealogia si legge senza interruzioni.

«Coppia», «iscrizione» e «walk»: tre parole che spiegano la razza

La coppia (couple). Le mute si contano ancora oggi non in cani, ma in coppie: venti coppie fanno quaranta segugi. Beckford ragiona esattamente in questa unità: in campo, a suo avviso, non conviene portare più di venti-trenta coppie; per un’azienda che caccia tre o quattro volte a settimana ritiene ottimali circa quaranta coppie, di cui trenta-trentacinque coppie di cani fatti e otto-dodici coppie di giovani. L’unità non è astratta: la «coppia» è anche un oggetto reale, la doppia attacco che unisce due cani. I giovani, scrive Beckford, vanno «messi in coppia» e condotti così in mezzo alle pecore; ai più indisciplinati si lascia l’attacco al collo perfino nel canile; e bisogna badare che non sia troppo largo, altrimenti il cane vi sfila la testa. Un giovane recalcitrante, aggiunge, va accoppiato a un segugio vecchio e non a un altro altrettanto giovane.

L’iscrizione (entry). «Iscrivere» un giovane segugio significa introdurlo nella muta al lavoro: secondo Beckford, una volta che i giovani sono abituati al canile, conoscono il conduttore e rispondono al nome, li si aggiunge a poco a poco agli adulti, due o tre coppie per volta, finché tutti non abbiano cacciato. Da qui le «entries» del libro genealogico: non si registra il fatto della nascita, ma il fatto che il cane entra nell’organico di lavoro della muta. La razza tiene i registri per carriera, non per cucciolata.

Il walk. I cuccioli di foxhound tradizionalmente non vengono allevati in canile. Vengono distribuiti «in walk» nelle fattorie del territorio di caccia, dove trascorrono il primo anno nella normale vita rurale, tra persone, bestiame e macchine, per poi tornare alla muta. Beckford, che dubitava di questa pratica e provò ad allevare una cucciolata in casa, ne descrisse l’esito senza indulgenza: quelli sopravvissuti a tutte le difficoltà del walk erano poi capaci di tutto e non temevano nulla, mentre quelli cresciuti con cure eccessive erano venuti su deboli e paurosi. Questa è la vera origine della bonarietà proverbiale del foxhound: la razza non è «mite per caso», è sistematicamente socializzata nel primo anno di vita ed è stata scartata per secoli al minimo accenno di conflittualità in un gruppo di decine di cani.

Standard FCI n. 159: che cosa vi è scritto davvero
Foxhound Inglese — aspetto e standard di razza

Lo standard FCI n. 159 «English Foxhound» è un documento breve e dichiaratamente pratico. Paese d’origine: Gran Bretagna; la versione vigente dello standard ufficiale è datata 26 marzo 2009; classificazione: gruppo 6 (segugi e cani per pista di sangue e razze affini), sezione 1.1 «segugi di taglia grande», con prova di lavoro. L’utilizzazione è formulata in una riga: segugio da muta per la caccia a cavallo.

VoceFormulazione dello standard
Altezza al garreseCirca 58–64 cm (23–25 pollici). Lo standard dà un solo intervallo, senza distinzione di sesso
PesoLo standard non fissa il peso. L’AKC indica per la razza un ordine di grandezza di circa 27–34 kg
Aspetto generaleEquilibrato, potente, dal profilo nitido
CranioPiatto, di larghezza media; lo stop è poco marcato
MusoLungo e squadrato, narici ampie, labbra moderatamente sviluppate
OcchiDi grandezza media, nocciola o marroni, espressione attenta
OrecchiePendenti, aderenti alle guance, attaccate alte
ColloLungo, leggermente arcuato, ben sviluppato ma non grossolano
CorpoDorso largo e diritto con leggera arcuatura sopra un rene forte; torace profondo, costole ben cerchiate
CodaAttaccata alta, portata allegramente, ma mai arrotolata sul dorso
PiediRotondi, serrati e forti, con buoni cuscinetti; unghie forti
AndaturaPasso libero e ampio, instancabile, con capacità di galoppo; forte spinta posteriore, senza ondeggiamenti del corpo
PeloCorto e fitto, resistente alle intemperie
ColoreQualsiasi colore e marcatura riconosciuti nei segugi — lo standard non fornisce alcun elenco di colori «ammessi»
EsclusioneAggressività o timidezza eccessiva; anomalie fisiche o comportamentali evidenti
Fonte: standard FCI n. 159 (versione dello standard ufficiale del 26.03.2009); le formulazioni coincidono con lo standard vigente del Kennel Club.

Tre voci di questa tabella meritano una lettura attenta, perché sono proprio quelle più spesso riportate al contrario. Primo: le orecchie del foxhound inglese sono attaccate alte, non basse — l’attaccatura bassa appartiene a un’altra razza, di cui si parla più avanti. Secondo: lo stop nel foxhound inglese è poco marcato, e non «ben marcato». Terzo: lo standard non elenca affatto i colori: la formula «qualsiasi colore riconosciuto nei segugi» significa che un cane tricolore, bicolore o «lemon» è ugualmente corretto, e che nessuna di queste varianti è un requisito.

Sul temperamento lo standard sta in due righe: forza e resistenza, attitudine naturale alla caccia, cordialità e assenza di aggressività. Il cane aggressivo o eccessivamente pauroso viene escluso. Per una razza che si tiene a decine in un unico edificio, questa non è una dichiarazione di buone maniere, ma un requisito tecnico di sicurezza.

Foxhound inglese e foxhound americano sono due razze distinte

La confusione è tenace, mentre allevamento e documenti sono del tutto separati. L’American Foxhound ha un proprio standard FCI (n. 303, paese d’origine USA), e il testo di quello standard prende il cane inglese come punto di riferimento: il torace americano deve essere «più stretto in proporzione alla sua profondità rispetto a quello del cane inglese». Un altro parente è l’Harrier, nel cui standard il foxhound è nominato direttamente: l’Harrier è descritto come «meno potente e più raffinato del Foxhound». L’Harrier appartiene inoltre a un’altra sezione: non ai segugi di taglia grande, ma a quelli di taglia media.

Criterio secondo gli standardFoxhound Inglese (FCI 159)American Foxhound (FCI 303)Harrier (FCI 295)
Sezione del gruppo 61.1, segugi di taglia grande1.1, segugi di taglia grande1.2, segugi di taglia media
AltezzaCirca 58–64 cm, senza distinzione di sessoMaschi 56–63,5 cm; femmine 53–61 cm48–55 cm, preferibilmente 48–50 cm
CranioPiatto, di larghezza mediaLargo e pienoPiatto, cresta occipitale poco marcata
StopPoco marcatoModeratamente marcato
OrecchieAttaccate alteAttaccate moderatamente basse; l’attaccatura alta figura tra i difettiA V, piuttosto corte, attaccate piuttosto alte
PiediRotondi, serrati, forti«Da volpe», con dita ben arcuate
Valutazione in ringNessuna scala di puntiLo standard contiene una scala su 100 punti, 15 dei quali per i piediNessuna scala di punti

Il marcatore pratico più semplice sono le orecchie. Ciò che nel foxhound inglese è la norma (attaccatura alta) figura nello standard americano nell’elenco dei difetti. Il secondo marcatore è il sesso: lo standard americano separa le altezze di maschi e femmine, quello inglese dà un unico intervallo per l’intera razza.

Carattere: un estroverso educato dalla muta
Foxhound Inglese — carattere e temperamento

Un cane che lavora accanto a tre o quattro decine di altri cani, a cavalli e a persone non può permettersi di essere litigioso. Lo standard lo fissa esigendo un cane cordiale ed escludendo i soggetti aggressivi o eccessivamente timorosi; l’anno di walk nelle fattorie radica la stessa qualità nella pratica. Il risultato è una razza che è quasi impossibile trascinare in una lite con un altro cane e che sopporta con calma il chiasso dei bambini.

Il rovescio è evidente: il foxhound non sa stare da solo. È cresciuto in compagnia permanente e sopporta male le lunghe ore di un appartamento vuoto — la noia esce sotto forma di distruzioni e di voce. La voce del segugio da muta è potente e prolungata per necessità: è stata selezionata perché il cavaliere sentisse i cani attraverso campi e boschetti.

In questo il foxhound si distingue nettamente dalle razze selezionate per il lavoro individuale. Il vivace Rat Terrier è orientato alla caccia autonoma ai roditori e al proprio territorio; il gigantesco Levriero Irlandese in casa è molto più flemmatico e non ha bisogno di compagnia canina costante. Il foxhound, invece, sta bene esattamente nella misura in cui accanto a lui c’è qualcuno di vivo — preferibilmente un altro cane.

Sul livello di movimento non ci sono solo opinioni cinologiche, ma anche dati. In un’ampia indagine online tra proprietari britannici, che dopo la pulizia ha riguardato 12 314 cani di razza, tra le razze portate a passeggio più a lungo figuravano il setter inglese, il foxhound, il setter irlandese e il bobtail. Il maggiore bisogno di movimento non è quindi un giudizio di valore, ma qualcosa che si legge nel comportamento reale dei proprietari.

Educazione e addestramento

Il foxhound viene spesso definito «difficile da educare». Sarebbe più esatto dire che la sua intelligenza è tarata su un altro compito. Il segugio da muta lavora davanti al cavaliere e decide da solo: tenere la linea della traccia quando non si vede, non abbandonare la caccia per un odore estraneo, accordare l’andatura con il resto della muta. Il lavoro sul contatto visivo con l’uomo non compare affatto in questo capitolato. Perciò un cane che non vi guarda negli occhi in attesa di un comando non è ottuso: fa esattamente ciò per cui è stato fatto.

Le conseguenze pratiche sono dirette. Priorità numero uno: il richiamo, da lavorare fin dai primi giorni e per anni, perché è il primo a cedere non appena il naso aggancia una traccia fresca. Fuori da un terreno ben recintato le passeggiate sono sicure solo al guinzaglio: l’AKC consiglia esplicitamente di tenere il segugio al guinzaglio ovunque lo spazio non sia recintato in sicurezza. I metodi duri non danno nulla se non un cane chiuso: per secoli le mute hanno scartato i cani che «si bloccavano» sotto pressione, per cui la razza risponde alla costrizione con la passività e non con l’obbedienza.

Ciò che funziona: sedute brevi e molto motivate, un rituale stabile, il lavoro in coppia con un altro cane (il foxhound impara copiando — proprio come il giovane «iscritto» nella muta assimilava i modi degli adulti) e attività in cui il naso possa essere usato legalmente: giochi di ricerca, lavoro su pista, discipline di corsa insieme alla persona.

Gestione e cura
Foxhound Inglese — particolarità della gestione e della cura

Non è una razza da appartamento, e l’AKC lo scrive chiaramente: il foxhound inglese non è raccomandato per la vita in città o in appartamento, perché lo spazio gli risulterà insufficiente; è un cane per una famiglia attiva con terreno, capace di accompagnare in corsa e in escursione, ma che ha bisogno di lunghe passeggiate veloci ogni giorno. La configurazione ottimale: casa in campagna, recinzione affidabile e un secondo cane in casa.

  • Il pelo. Corto, duro e fitto secondo lo standard; la cura è minima. Basta un passaggio settimanale con spazzola a setole morbide o con guanto da segugio per togliere il pelo morto e lo sporco.
  • Le orecchie. Il punto debole. L’orecchio pendente, aderente alla testa, si arieggia male, ed è proprio per questo che le orecchie pendenti attaccate basse sono soggette a infezioni, come segnala l’AKC. Controllo regolare e pulizia con garza morbida e lozione veterinaria sono routine obbligatoria, soprattutto dopo il lavoro in campo e nel bosco.
  • Le unghie. Se il cane non le consuma da solo su terreno duro, vanno tagliate: un’unghia troppo lunga ostacola la camminata e la corsa e crea disagio.
  • I denti. La pulizia regolare con dentifricio per cani rientra nella cura di base della razza.
  • Recinzione e guinzaglio. Non un accessorio, ma una misura di sicurezza: sulla traccia il cane segue l’odore e in quel momento smette fisicamente di sentire.
Salute: che cosa è documentato proprio per questa razza
Alimentazione del cane da lavoro
Il divieto della caccia alla volpe: che cosa dice la legge e che ne è stato delle mute
Pro e contro della razza
Foxhound Inglese — pro e contro della razza

Pro

  • La cordialità è fissata dallo standard. Aggressività e timidezza eccessiva sono difetti da esclusione; il cane è stato selezionato per secoli sulla capacità di lavorare in un gruppo fitto.
  • Va benissimo d’accordo con gli altri cani. La vita in muta è la sua norma, non una prova.
  • Cura del pelo minima. Pelo corto e fitto, una spazzolata settimanale o un guanto da segugio, e basta.
  • Resistenza sotto sforzo. Lo standard richiede un movimento instancabile e la capacità di galoppare: è un compagno naturale per lunghe corse ed escursioni.
  • Genealogia trasparente. Una razza con una registrazione ininterrotta più antica della maggior parte delle istituzioni cinologiche.

Contro

  • Bisogno di movimento, non di passeggiata. Secondo l’indagine tra i proprietari britannici il foxhound è tra le razze portate fuori di più; venti minuti attorno a casa per lui non esistono come formato.
  • Non da appartamento. L’AKC sconsiglia esplicitamente la razza per la vita in città e in appartamento.
  • Non sopporta la solitudine. Un cane cresciuto in compagnia di decine di cani regge male una casa vuota.
  • La voce. Potente e prolungata per necessità: doveva sentirsi attraverso il campo.
  • L’istinto di caccia spegne l’udito. Sulla traccia il cane smette di rispondere ai comandi; fuori dalla recinzione, solo al guinzaglio.
  • Trovare un cucciolo è praticamente impossibile. Nel paese d’origine le iscrizioni della razza si misurano in unità all’anno, e il patrimonio vive all’interno delle aziende venatorie.
Curiosità sulla razza
  • I libri genealogici della razza, pubblicati dall’associazione inglese dei master di foxhound, risalgono a prima del 1800 — molto prima della comparsa dei kennel club nazionali.
  • Le mute si contano a coppie. Già nel 1781 Beckford scriveva di un’azienda di «circa quaranta coppie», cioè circa ottanta segugi.
  • La «coppia» non è solo un’unità di conteggio, ma anche un oggetto: il doppio attacco con cui i giovani venivano abituati a camminare accanto ai più anziani.
  • Nel libro genealogico il foxhound «appartiene» al kennel in cui è stato iscritto, e non a una persona; passando a un’altra muta, accanto al nome si conserva quello del kennel di prima iscrizione.
  • Il libro genealogico americano dell’inizio del XX secolo ammetteva solo segugi rintracciabili fino al libro inglese, e stampava in corsivo, con annotazione separata, i cani con outcross americano.
  • Lo standard della razza sorella americana misura il torace in circonferenza e considera buono un perimetro di 71 cm in un cane di 58 cm al garrese — precisando al tempo stesso che quel torace deve restare più stretto, in proporzione alla sua profondità, di quello del cane inglese.
  • Lo standard dell’Harrier descrive quella razza attraverso il foxhound: «meno potente e più raffinato del Foxhound».
  • La Federazione Cinologica Internazionale ha riconosciuto il foxhound inglese solo nel 1964.
Domande frequenti sulla razza (FAQ)

Il Foxhound Inglese è adatto all’appartamento?
No. L’AKC sconsiglia esplicitamente la vita in città e in appartamento: al cane manca lo spazio. È una razza per una casa con terreno ben recintato, lunghi carichi quotidiani e, preferibilmente, un secondo cane in casa.

In che cosa il Foxhound Inglese differisce da quello americano?
Sono due razze distinte con standard distinti. Il marcatore più semplice sono le orecchie: nell’inglese sono attaccate alte, mentre lo standard americano colloca l’attaccatura alta tra i difetti. Lo standard americano separa inoltre le altezze di maschi e femmine; quello inglese dà un unico intervallo di circa 58–64 cm.

Perché il foxhound non si vede quasi mai in casa?
Perché lo allevano le mute e non allevatori privati, e la registrazione è tenuta nel libro genealogico proprio delle aziende venatorie. Nella tabella comparativa delle iscrizioni del Kennel Club britannico per il 2016–2025 la razza segna zero per cinque anni di fila, e in tutto il decennio arriva a quindici cani.

Il foxhound è buono con i bambini e con gli altri cani?
Sì. Lo standard richiede cordialità ed esclude i cani aggressivi ed eccessivamente timorosi — altrimenti una muta di decine di segugi non funzionerebbe. Per taglia e andatura un grosso segugio può far cadere involontariamente un bambino piccolo durante il gioco, perciò conviene sorvegliare i giochi.

Si può lasciare il foxhound libero dal guinzaglio?
Solo in un’area recintata in sicurezza. È un segugio che lavora di naso e che, preso l’odore, smette di rispondere ai comandi; il richiamo si lavora per anni e comunque non ci si affida a esso in campo aperto.

La caccia per cui la razza è stata creata è legale oggi?
Dipende dalla giurisdizione. In Inghilterra e Galles l’Hunting Act 2004 è in vigore dal 18 febbraio 2005 e vieta di cacciare un mammifero selvatico con un cane al di fuori dell’elenco delle esenzioni. In Scozia dal 3 ottobre 2023 vige una legge più severa: le eccezioni valgono solo con non più di due cani, e la persecuzione di una traccia odorosa posata costituisce un reato a sé. All’Irlanda del Nord queste leggi non si applicano.

Video sulla razza
Pro
  • La cordialità è fissata dallo standard
  • Va benissimo d'accordo con gli altri cani
  • Resistente, atletico
  • Cura del pelo minima
  • Genealogia trasparente dal XVIII secolo
Contro
  • Necessita di 2+ ore di moto al giorno
  • Creato per la muta, non per la solitudine
  • Voce potente, incline ad abbaiare
  • Olfatto forte — segue le tracce
  • Trovare un cucciolo è praticamente impossibile
Confronto con razze simili
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Altezza33–40 cm48–55 cm53–63,5 cm
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Principianti332.5
Domande frequenti
Il Foxhound Inglese è adatto all'appartamento?
No. L'AKC sconsiglia esplicitamente la vita in città e in appartamento: al cane manca lo spazio. È una razza per una casa con terreno ben recintato, lunghi carichi quotidiani e, preferibilmente, un secondo cane in casa.
In che cosa il Foxhound Inglese differisce da quello americano?
Sono due razze distinte con standard distinti. Il marcatore più semplice sono le orecchie: nell'inglese sono attaccate alte, mentre lo standard americano colloca l'attaccatura alta tra i difetti. Lo standard americano separa inoltre le altezze di maschi e femmine; quello inglese dà un unico intervallo di circa 58–64 cm.
Perché il foxhound non si vede quasi mai in casa?
Perché lo allevano le mute e non allevatori privati, e la registrazione è tenuta nel libro genealogico proprio delle aziende venatorie. Nella tabella comparativa delle iscrizioni del Kennel Club britannico per il 2016–2025 la razza segna zero per cinque anni di fila, e in tutto il decennio arriva a quindici cani.
Il foxhound è buono con i bambini e con gli altri cani?
Sì. Lo standard richiede cordialità ed esclude i cani aggressivi ed eccessivamente timorosi — altrimenti una muta di decine di segugi non funzionerebbe. Per taglia e andatura un grosso segugio può far cadere involontariamente un bambino piccolo durante il gioco, perciò conviene sorvegliare i giochi.
Si può lasciare il foxhound libero dal guinzaglio?
Solo in un'area recintata in sicurezza. È un segugio che lavora di naso e che, preso l'odore, smette di rispondere ai comandi; il richiamo si lavora per anni e comunque non ci si affida a esso in campo aperto.
La caccia per cui la razza è stata creata è legale oggi?
Dipende dalla giurisdizione. In Inghilterra e Galles l'Hunting Act 2004 è in vigore dal 18 febbraio 2005 e vieta di cacciare un mammifero selvatico con un cane al di fuori dell'elenco delle esenzioni. In Scozia dal 3 ottobre 2023 vige una legge più severa: le eccezioni valgono solo con non più di due cani, e la persecuzione di una traccia odorosa posata costituisce un reato a sé. All'Irlanda del Nord queste leggi non si applicano.
Fonti

Standard FCI n. 159 · The Kennel Club (standard e tabelle comparative delle iscrizioni 2016–2025) · AKC · Standard FCI n. 303, 295, 24 · Sheahan et al., Vet Pathol 1991 · Duprey et al., Emerg Infect Dis 2006 · Hunting Act 2004 · Hunting with Dogs (Scotland) Act 2023

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