Galgo Español

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In breve Aristocratico spagnolo delle pianure, levriero resistente dal cuore tenero: calmo in casa, fulmineo in campo, dolce e fedele. Il Galgo Español è un antico sighthound iberico, più snello e resistente del Greyhound inglese; ottimo compagno silenzioso da appartamento, che all'aperto si trasforma in un instancabile corridore dal forte istinto.
AppartamentoBambiniGatti ⚠Altri caniPrincipianti
Parametri
Altezza60–70 cm
Peso20–30 kg
Aspettativa di vita12–15 anni
Gruppo FCI10 · levrieri
OrigineSpagna
Taglia
Altezza al garrese 60–70 cmPeso 20–30 kg
Valutazioni · 12 · Dataset
FamigliaBambiniPrincipi.Addestra.EnergiaSaluteMutaBavaAbbaioAppartam.ClimaIstinto .
Valutazioni precise
Famiglia4.5
Bambini4.0
Principianti3.5
Addestramento3.0
Energia3.5
Salute4.0
Muta1.5
Bava1.5
Abbaio1.5
Appartamento4.0
Clima3.0
Istinto pred.4.5
Problemi di salute comuni
Alimentazione

Il Galgo Español, o levriero spagnolo, è uno di quei cani che si riconoscono da lontano: linea lunga, torace profondo, passo silenzioso e uno sguardo che sembra chiedere scusa per l’ingombro. È un levriero antico, selezionato per inseguire la lepre a vista nella campagna aperta della Meseta, e oggi è soprattutto un cane di casa. In Italia lo si incontra ai giardini molto più spesso di quanto lascino pensare i registri di allevamento: quasi nessun galgo italiano nasce qui, quasi tutti arrivano dalla Spagna attraverso le associazioni che li tolgono dai canili. Chi lo porta a casa scopre in pochi giorni il paradosso della razza: un atleta capace di toccare i 60 km/h che passa diciotto ore al giorno a dormire. Se stai valutando un cane grande ma discreto, guarda anche la nostra classifica dei migliori cani da appartamento.

In questa scheda trovi tutto quello che serve prima di dire di sì: la storia e lo standard tradotto dall’ENCI, come funziona davvero l’adozione dalla Spagna, quali regole italiane riguardano da vicino un cane che parte come una fionda, perché il referto delle analisi di un levriero fa sobbalzare i veterinari che non conoscono la razza, e come si convive con la leishmaniosi in un Paese che è esso stesso endemico.

Storia e origini della razza
Galgo Español, levriero spagnolo dal profilo asciutto e allungato

Le radici del Galgo Español affondano in un’epoca remota. Si ritiene che gli antenati di questi cani siano arrivati nella penisola iberica insieme ai Celti, intorno al VI secolo a.C., e il nome stesso lo racconta: dal latino Canis Gallicus, «cane dei Galli», si è arrivati allo spagnolo galgo. Già in età romana si scriveva con ammirazione di un levriero celtico velocissimo, il vertragus, che cacciava a vista invece che a naso: un modo di cacciare diverso da quello dei segugi, tutto affidato all’occhio e alla falcata.

Nei secoli successivi il galgo si è formato attorno a un compito solo: prendere la lepre in campo aperto. Non su una pista di sabbia, non su un rettilineo, ma su stoppie, terra arata, sassi e pendenze, dietro un animale che cambia direzione all’improvviso. È questa la ragione della sua costituzione: gli serviva fiato per un inseguimento lungo e la capacità di virare senza rovinare a terra, non l’accelerazione bruciante di uno sprint di trenta secondi. Nella Spagna medievale possedere un galgo era prerogativa della nobiltà; poi la razza è scesa nelle campagne ed è diventata patrimonio della gente comune, tramandata di famiglia in famiglia insieme ai terreni di caccia.

Che il galgo fosse parte del paesaggio sociale spagnolo lo dimostra la letteratura. Nella primissima frase del Don Chisciotte, pubblicato nel 1605, Cervantes presenta il suo hidalgo con «lancia nella rastrelliera, adarga antica, ronzino magro e levriero corridore»: il cane compare accanto alla lancia e al cavallo perché era un segno di identità e di rango, non un dettaglio decorativo.

La stessa storia ha però un lato d’ombra che riguarda direttamente chi oggi, in Italia, adotta un galgo. In alcune aree della Spagna rurale il cane da caccia è considerato uno strumento di lavoro stagionale: alla fine della stagione della lepre, i soggetti ritenuti non più utili vengono abbandonati o consegnati ai canili in numeri altissimi. La legge spagnola sulla protezione e il benessere degli animali (Ley 7/2023, del 28 marzo 2023) ha rappresentato un passo avanti importante per gli animali da compagnia, ma lascia i cani da caccia fuori dal proprio ambito di applicazione, rinviandoli a una normativa specifica: è anche per questo che il flusso di galgo verso le associazioni europee, Italia compresa, non si è fermato.

Aspetto e standard di razza
Standard del levriero spagnolo: testa lunga e stretta, torace profondo

Il Galgo Español è riconosciuto dalla FCI con lo standard n. 285 e appartiene al Gruppo 10, i levrieri, sezione 3 (levrieri a pelo corto). La traduzione italiana ufficiale dello standard è pubblicata dall’ENCI e lo descrive con un linguaggio tecnico che vale la pena di tradurre in parole quotidiane: un levriero «eumetrico subconvesso, dalle linee sub-lunghe e dolicocefalo», cioè di taglia media-grande, dal profilo leggermente arcuato e con la testa lunga e stretta.

Il torace, dice lo standard, è «profondo, senza arrivare al gomito e molto lungo nella sua estensione fino alle false costole»: cuore e polmoni stanno in profondità, non in larghezza. Subito dietro, il ventre risale in una retrazione marcatissima. Chi vede un galgo per la prima volta pensa a un cane denutrito: non lo è, è semplicemente costruito così. Il rene ha «il bordo superiore arcuato», ed è quella schiena inarcata a permettere alla colonna di allungarsi e comprimersi come una molla durante la corsa.

Gli orecchi sono «a base larga, triangolari, carnosi nel primo terzo e più fini verso la punta»: a riposo e in corsa si ripiegano all’indietro nel tipico portamento «a rosa» dei levrieri, che riduce la resistenza dell’aria. La coda è attaccata bassa, lunga, sottile in punta, e in movimento funziona da timone. Gli occhi sono obliqui, piccoli, con quello sguardo lontano che i proprietari chiamano «da cerbiatto». L’andatura naturale è chiarissima nello standard: «il tipico passo è il galoppo». È un galoppo a doppia sospensione, con due momenti in cui nessuna zampa tocca terra — il motivo per cui un galgo che corre sembra volare a scatti.

Il pelo del Galgo è di due tipi, e la cosa sorprendente è che le due varietà possono nascere nella stessa cucciolata:

  • A pelo raso: corto, fine, fitto e ben aderente al corpo.
  • A pelo duro (barbudo): semi-lungo e ruvido, con barba e baffi sul muso, sopracciglia marcate e un ciuffo sulla testa.

Sui mantelli lo standard è generoso: sono ammessi tutti i colori, con una preferenza per il tigrato (barcino), il nero, il cannella (canela), il castano bruciato (tostado), il pezzato (berrendo), il fulvo, il rosso, il bianco e le più diverse marcature bianche. Non esiste un «colore giusto»: in un gruppo di galgo adottati non ne trovi due uguali.

CaratteristicaDescrizione
Altezza al garreseMaschi: 62-70 cm; Femmine: 60-68 cm
Peso20-30 kg
Aspettativa di vita12-15 anni
Tipo di costituzioneAsciutta, robusta, elegante
ColoreTigrato, nero, fulvo, marrone, bianco (e loro combinazioni)
Il galgo in Italia: una razza che si adotta, non si compra
Correre in Italia: coursing sì, cinodromo no

In Italia il levriero da corsa con le scommesse appartiene al passato. La legge del 1940 che disciplinava le corse commerciali di levrieri è stata abrogata tra il 2008 e il 2009, e l’ultimo impianto italiano, il cinodromo di Roma, aveva già cessato l’attività nel 2002. Oggi le competizioni non autorizzate ricadono nel codice penale, agli articoli 544-quater e 544-quinquies, dedicati agli spettacoli vietati e alle competizioni fra animali non riconosciute.

Quello che resta — ed è tutt’altra cosa — è lo sport amatoriale sotto l’egida delle associazioni cinofile riconosciute: il coursing, cioè l’inseguimento di uno zimbello meccanico trascinato su un prato lungo un percorso a zig-zag che imita la fuga della lepre, e le corse in pista. Nessuna scommessa, controllo veterinario, muta di due cani per volta, museruola obbligatoria in gara: per un galgo è l’unico contesto italiano in cui può fare per davvero, in sicurezza, ciò per cui è stato costruito.

Sul fronte venatorio, invece, il galgo in Italia non ha alcun impiego: la caccia a vista in cui è il cane a inseguire e catturare la lepre non rientra fra le forme di caccia previste dall’ordinamento italiano, che ammette come mezzi il fucile, l’arco e il rapace addestrato. Per il proprietario italiano questo significa una cosa molto concreta: l’istinto predatorio del suo cane non ha alcuno sbocco «ufficiale», e va incanalato altrove — in un campo cinofilo recintato, in una sessione di coursing amatoriale, o anche solo con una canna da esercizio con lo zimbello (flirt pole) in un giardino chiuso, che in cinque minuti stanca un galgo più di un’ora di passeggiata.

Guinzaglio, museruola e responsabilità: le regole italiane
Levriero spagnolo al guinzaglio corto con collare a martingala

L’ordinanza del Ministero della Salute a tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani — la cosiddetta «ordinanza Martini», più volte prorogata — fissa due obblighi che valgono per ogni cane, di qualsiasi razza e taglia: nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico il cane va condotto con un guinzaglio non più lungo di 1,5 metri, fatte salve le aree per cani individuate dai Comuni, e il proprietario deve portare sempre con sé una museruola, rigida o morbida, da applicare in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali oppure su richiesta delle autorità.

Per chi vive con un levriero queste due righe si traducono in tre scelte molto pratiche:

  • Niente guinzaglio estensibile. Oltre a superare la misura consentita, il flexi con un cane che passa da fermo a 60 km/h in pochi metri è pericoloso per entrambi: strappi violenti, ustioni da corda alle mani, blocco che cede nel momento peggiore.
  • La museruola va scelta sagomata. Il muso del galgo è lungo e stretto: i modelli a cesto di taglia standard non calzano, servono le museruole disegnate per levrieri. E soprattutto va abituato prima, con calma e bocconcini, non il giorno in cui serve.
  • Collare a martingala, non collare fisso. Nel levriero la testa è più stretta del collo: da un collare normale il cane sfila all’indietro in un secondo, tirando appena. La martingala si chiude quel tanto che basta senza strozzare. Molte associazioni consegnano il cane con martingala e pettorina antifuga e chiedono di usarle insieme, con doppio aggancio al guinzaglio.

C’è poi una norma che i proprietari di levrieri farebbero bene a conoscere a memoria: l’articolo 2052 del codice civile. Il proprietario di un animale risponde dei danni che l’animale causa, anche se sfuggito o smarrito, a meno che non provi il caso fortuito. Con un cane che parte per riflesso dietro a un gatto e attraversa una strada, non è un tecnicismo: è la ragione per cui il guinzaglio, in città, non si molla mai.

Le aree cani comunali sono l’unico spazio urbano in cui il guinzaglio si può togliere, ma vanno guardate con occhio da levriero: una rete bassa, un cancelletto che resta socchiuso o una recinzione con un varco laterale non fermano un galgo lanciato. Molti proprietari italiani hanno risolto affidandosi ai campi cinofili recintati a noleggio, sempre più diffusi anche vicino alle grandi città: un’ora a settimana in un campo chiuso vale più di dieci passeggiate al guinzaglio. Sui mezzi pubblici, infine, vale la stessa logica dell’ordinanza: guinzaglio corto e museruola a portata di mano, secondo le regole del singolo vettore.

Carattere: una doppia natura
Galgo Español che riposa in casa: un pantofolaio silenzioso

I proprietari di galgo scherzano dicendo di avere due cani diversi nello stesso corpo. Dentro casa è un pantofolaio di rango: dorme fino a diciotto ore al giorno, sceglie il posto più morbido della casa e ci si spalma sopra, abbaia pochissimo e non ha odore. In un condominio italiano è una qualità che vale oro, perché il cane che abbaia è la prima causa di attrito con i vicini, e il galgo semplicemente non lo fa. Poi apri la porta di un campo recintato e in tre secondi hai davanti un altro animale: un predatore lucido, silenzioso, terribilmente efficiente.

La chiave per capirlo è una sola: l’inseguimento non è disobbedienza, è un riflesso. Si accende attraverso gli occhi, in un decimo di secondo, davanti a qualcosa di piccolo che si muove veloce e si allontana. Quando quel circuito si attiva, il cane letteralmente non ti sente: non ti sta ignorando, non ha più il canale aperto. Per questo con un levriero non si gestisce l’obbedienza, si gestisce l’ambiente: recinzioni, guinzagli, distanze, momenti della giornata.

Con la famiglia il galgo è dolcissimo e attaccatissimo, spesso appiccicoso: ti segue di stanza in stanza e si appoggia contro le gambe. Con gli estranei tiene un distacco cauto, tipico di molti levrieri, per esempio il Podenco Ibicenco: non è aggressività, è riservatezza. I soggetti che arrivano dai canili spagnoli possono essere francamente timidi, e ci vogliono mesi perché si sciolgano. Non è un cane «servile»: i metodi duri lo spengono e basta, con lui funzionano solo la pazienza e il rinforzo positivo.

Con i bambini è tollerante ma non è un giocattolo: ha bisogno di un posto suo dove nessuno lo disturba. Un dettaglio che pochi conoscono: i levrieri dormono spesso con gli occhi socchiusi, e alcuni si svegliano di soprassalto se toccati nel sonno profondo. Insegnare ai bambini a svegliarlo con la voce e mai con le mani risolve il novantanove per cento dei problemi. Con gli altri cani è socievole e sta benissimo in coppia, meglio ancora con un altro levriero; con gatti e animali piccoli, invece, serve la massima cautela.

Gestione e cura
Cura del levriero spagnolo: pelle sottile, pelo raso e poco sottopelo

Contrariamente all’opinione diffusa, i galgo stanno benissimo in appartamento, anche di media metratura: quello che conta non sono i metri quadrati, ma la qualità delle uscite. Non è un cane da far correre per ore: gli serve una «esplosione» di energia — la possibilità di lanciarsi in uno spazio sicuro — e per il resto due passeggiate tranquille bastano e avanzano.

La casa italiana media va adattata su tre punti. Le scale e l’ascensore: molti galgo appena arrivati non li hanno mai visti e vanno accompagnati con calma per giorni. I pavimenti: gres lucido, marmo e parquet trattato sono piste di pattinaggio per un cane con zampe lunghe e poco equilibrio da fermo, e bastano dei tappeti passatoia nei punti di passaggio per evitare scivolate e stiramenti. Il letto: qui non si risparmia. Il galgo non ha grasso di rivestimento sulle sporgenze ossee, e su una cuccia sottile sviluppa in fretta calli e igromi ai gomiti e alle anche. Serve un materasso ortopedico spesso, e possibilmente più di uno, perché cambierà posto durante il giorno.

Cura del pelo, guardaroba e stagioni italiane

La toelettatura è quasi inesistente: un guanto di gomma una volta a settimana e via. Molto più importante è il guardaroba. Il Galgo Español ha freddo, e non è un vezzo: pelle sottilissima, pelo raso, niente sottopelo e nessuno strato di grasso. L’inverno italiano non è quello siberiano, ma l’umidità della Pianura Padana, la nebbia e il vento di gennaio si fanno sentire su un cane così, e un galgo che trema in passeggiata non sta facendo capricci.

  • Autunno e primavera: un impermeabile leggero o una felpa in pile, soprattutto le mattine umide.
  • Inverno: una tutina calda con il collo chiuso, perché il collo lungo e scoperto è il punto da cui il calore se ne va per primo.
  • Estate: attenzione al colpo di calore e alle scottature. I soggetti bianchi o pezzati hanno pelle rosa su naso, orecchie e pancia e si ustionano davvero; nelle giornate torride si esce all’alba e dopo il tramonto — con l’avvertenza sui flebotomi di cui parliamo più avanti — e mai sull’asfalto rovente.

Un’ultima raccomandazione sulla pelle, che nel galgo è sottile come carta velina: un rovo, uno spigolo, un cancelletto o un gioco di corsa un po’ rude bastano per una lacerazione che richiede punti di sutura. Tenere in casa garze sterili e disinfettante non è eccessivo, è realismo. Vanno controllate regolarmente anche le unghie, che nei cani che camminano su asfalto crescono in modo irregolare, e i denti: i galgo che arrivano dai canili spesso hanno tartaro importante e qualche estrazione già alle spalle.

Particolarità dell’addestramento
Educazione del galgo: rinforzo positivo e richiamo mai dato per scontato

I galgo sono intelligenti, ma non eseguono i comandi «in automatico» come un pastore. Prima ci pensano su: «e a me che cosa conviene?». Il metodo che funziona è il gioco unito a bocconcini di valore, con sessioni brevissime — tre minuti, due volte al giorno, valgono più di mezz’ora di ripetizioni. Collari a strangolo, elettrici e metodi coercitivi non hanno alcun posto nell’educazione di un levriero: ottengono solo un cane che si blocca e smette di provare.

Il capitolo più importante è il richiamo. Va allenato dal primo giorno, in casa, poi in giardino, poi in campo recintato, con premi altissimi. Ma va anche accettata una verità: non potrai mai fidartene al cento per cento in uno spazio aperto e non recintato. Non perché il tuo cane sia male addestrato, ma perché quando parte l’inseguimento il canale uditivo si chiude. Chi vive con i levrieri lo riassume così: il richiamo è un’assicurazione, non una garanzia.

Due esercizi valgono più di ogni altro per un galgo che vive in Italia. Il primo è l’abituazione alla museruola: siccome la legge impone di averla con sé, tanto vale trasformarla in un oggetto piacevole con qualche settimana di lavoro a bocconcini, così che il giorno in cui serve davvero — dal veterinario, in treno, in una gara — non sia un trauma. Il secondo è la gestione della soglia: insegnare al cane a non uscire dalla porta o dal cancello finché non gliene dai il permesso. È l’esercizio che evita la maggior parte delle fughe.

Alimentazione: raccomandazioni chiave
Salute e particolarità genetiche
Leishmaniosi e malattie da vettori: il capitolo italiano
Pregi e difetti della razza
Pregi e difetti del Galgo Español come cane di famiglia
Pregi (+)Difetti (-)
Molto dolci e tranquilli in casaForte istinto predatorio (rischio per gatti/piccoli animali)
Non abbaiano quasi mai, non hanno odore «di cane»In città richiedono l’uscita obbligatoria al guinzaglio
Geneticamente sani, longeviMolto sensibili al freddo, hanno bisogno di un guardaroba
Esteticamente perfetti, attirano l’attenzionePossono essere «ladruncoli» (rubano il cibo dalla tavola)
Vanno d’accordo con gli altri caniPsiche sensibile, non sopportano le urla
Curiosità sulla razza
Curiosità sui galgo: dormono nelle posizioni più improbabili
  • Sonno regale. I galgo dormono nelle pose più incredibili, spesso «annodati» su sé stessi o rovesciati sulla schiena con le zampe tese verso il soffitto. Fra i proprietari di levrieri questa posizione ha persino un nome: roaching.
  • Due nomi, la stessa storia. L’italiano «levriero» viene dal latino leporarius, cioè «cane da lepri»; lo spagnolo galgo viene da Canis Gallicus, «cane dei Galli». Uno dice che cosa fa, l’altro da dove è arrivato.
  • Il cugino italiano. Nello stesso Gruppo 10 c’è anche una razza tutta nostra: il Piccolo Levriero Italiano, il levriero in miniatura che dalle corti del Rinascimento italiano si è diffuso in tutta Europa. All’estremo opposto della scala c’è invece il gigante del gruppo, il Levriero Irlandese.
  • Donatori quasi perfetti. Proprio grazie all’ematocrito elevato e alla particolare composizione del sangue, i levrieri sono spesso donatori ideali per altri cani.
  • Sangue antico. Il galgo è cambiato pochissimo negli ultimi millenni: guardandolo, vedi più o meno lo stesso cane che vedevano i Romani.
  • Animali sociali. Stanno meglio in compagnia di altri cani, soprattutto altri levrieri, e dormono volentieri «a mucchio», scaldandosi a vicenda: un’abitudine che ha un senso preciso in un cane senza sottopelo.
In sintesi: il galgo fa per te?

Sì, se vivi in appartamento e vuoi un cane grande ma silenzioso e pulito; se accetti che le passeggiate siano al guinzaglio e che la corsa libera avvenga solo in spazi chiusi; se hai accesso a un campo recintato o sei disposto a cercarne uno; se non ti imbarazza mettere il cappottino al cane a novembre; se sei pronto a fare sul serio con la prevenzione antiparassitaria e a scegliere un veterinario che ascolti quando gli dici «attenzione, è un levriero».

No, se in casa ci sono gatti o conigli e non puoi garantire una gestione separata e prudente; se sogni un cane da liberare in montagna o da portare a correre in campagna senza recinzioni; se cerchi un guardiano (il galgo è probabilmente il peggior cane da guardia esistente: al massimo accompagna il ladro alla porta scodinzolando); se non hai la pazienza per settimane di ambientamento con un cane che magari, i primi giorni, non ti guarda nemmeno negli occhi.

Domande frequenti sulla razza
Domande frequenti sul levriero spagnolo Galgo Español

In cosa il Galgo differisce dal Greyhound?

Il Greyhound è stato selezionato per lo sprint su pista, il galgo per l’inseguimento lungo su terreno accidentato. Il galgo è più leggero e meno massiccio, con muscolatura più piatta, coda più lunga e spesso orecchie più lunghe; sui cento metri il Greyhound lo batte, su un inseguimento tortuoso fra stoppie e sassi il galgo dura di più. Anche il carattere è diverso: il galgo tende a essere più riservato e sensibile.

Un galgo adottato in Spagna può avere il pedigree ENCI?

Quasi sempre arriva senza alcuna genealogia, e per la vita quotidiana non serve. Chi desidera inserirlo nel circuito ufficiale può informarsi presso l’ENCI sul Registro Supplementare Riconosciuti (RSR), che richiede l’iscrizione all’anagrafe canina e un Certificato di Tipicità rilasciato da un giudice esperto durante un’esposizione o un raduno di razza; l’ammissibilità della razza al registro va verificata di volta in volta. Per iscriverlo a un corso, a una gara di coursing amatoriale o semplicemente per essere un ottimo cane di casa, invece, non serve nulla di tutto questo.

Devo preoccuparmi della leishmaniosi anche se vivo a Milano o a Torino?

Sì, e per due motivi. Il primo è che i focolai si sono spostati anche a nord: da anni si registrano casi in cani stanziali in aree considerate un tempo a basso rischio. Il secondo è che quasi tutti, d’estate, scendono al mare o vanno in vacanza al Centro-Sud portandosi dietro il cane, cioè proprio dove i flebotomi abbondano. Repellenti per tutta la stagione, valutazione del vaccino con il veterinario e controlli sierologici annuali sono la risposta ragionevole, ovunque tu viva.

Posso lasciarlo libero al parco o nell’area cani?

Al parco no: nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico vale l’obbligo del guinzaglio non superiore a 1,5 metri, fatte salve le aree per cani individuate dai Comuni. Nelle aree cani sì, ma solo dopo aver controllato la recinzione con occhio da levriero: rete bassa, varchi laterali o cancelletto che non si chiude da solo rendono lo spazio inadatto a un cane che raggiunge i 60 km/h in pochi metri. La soluzione più usata dai proprietari italiani è il campo cinofilo recintato.

In Italia si può portare a caccia o a correre in un cinodromo?

No a entrambe le cose. La caccia a vista con il levriero non rientra fra le forme di caccia previste dall’ordinamento italiano, e le corse commerciali con scommesse sono finite da tempo: la legge del 1940 che le regolava è stata abrogata fra il 2008 e il 2009, l’ultimo cinodromo italiano ha chiuso nel 2002 e le competizioni non autorizzate ricadono negli articoli 544-quater e 544-quinquies del codice penale. Restano il coursing e le corse in pista amatoriali organizzate dalle associazioni cinofile riconosciute: niente scommesse, veterinario a bordo campo, museruola obbligatoria.

Si può tenere un galgo con i gatti?

Dipende dal livello individuale di istinto predatorio, e molte associazioni testano i cani proprio su questo prima dell’affido. Diversi galgo convivono benissimo con il gatto di casa, che imparano a riconoscere come parte del branco. Il punto critico è fuori: lo stesso cane, in strada, può percepire un gatto che scappa come preda. Presentazioni graduali, gestione degli spazi e nessuna scorciatoia.

Quanto deve camminare un galgo?

Meno di quanto pensi. Due uscite da trenta-quaranta minuti al giorno coprono il fabbisogno, purché una o due volte a settimana possa correre libero in uno spazio sicuro. Sono velocisti, non maratoneti: dopo qualche minuto di corsa vera sono soddisfatti e passano il resto della giornata a dormire.

È vero che va sedato con protocolli particolari?

Sì, ed è la cosa più importante da dire al veterinario prima di qualsiasi intervento, anche una semplice pulizia dei denti. Poco grasso corporeo e un metabolismo epatico particolare rendono i vecchi barbiturici pericolosi e allungano moltissimo i risvegli; i protocolli moderni con propofol o alfaxalone e mantenimento in gas sono ben tollerati. Va previsto anche il riscaldamento attivo durante l’anestesia, perché un levriero si raffredda molto in fretta.

Video sulla razza
Pro
  • Silenzioso, calmo e pulito in appartamento
  • Dolce, affettuoso e fedele
  • Più resistente del Greyhound inglese
  • Perde poco pelo, poco esigente
Contro
  • Forte istinto predatorio (pericoloso per i gatti)
  • Necessita di lunghe corse libere in un luogo sicuro
  • Pelle sottile e sensibile, intolleranza al freddo
  • Può essere timido, richiede un'educazione dolce
Confronto con razze simili
GreyhoundSloughiWhippet
Altezza68–76 cm61–72 cm44–51 cm
Energia3.543.5
Appartamento43.54.5
Principianti3.534
Domande frequenti
In cosa il Galgo differisce dal Greyhound inglese?
È più snello, più leggero e più resistente — selezionato per la caccia prolungata alla lepre su terreno accidentato, non per lo sprint breve in pista; il carattere è più calmo e sensibile.
Il Galgo è adatto all'appartamento?
Sì: in casa è un tranquillo «divano-patata» silenzioso; l'importante è dargli corse quotidiane e portarlo fuori in sicurezza, tenendo conto dell'istinto predatorio.
Si può tenere il Galgo con i gatti?
Con cautela: l'istinto di inseguimento è forte; la convivenza è possibile solo con una socializzazione precoce, e comunque con i piccoli animali è rischiosa.
In cosa il Galgo differisce dal Greyhound?
Il Greyhound è stato selezionato per lo sprint su pista, il galgo per l'inseguimento lungo su terreno accidentato. Il galgo è più leggero e meno massiccio, con muscolatura più piatta, coda più lunga e spesso orecchie più lunghe; sui cento metri il Greyhound lo batte, su un inseguimento tortuoso fra stoppie e sassi il galgo dura di più. Anche il carattere è diverso: il galgo tende a essere più riservato e sensibile.
Un galgo adottato in Spagna può avere il pedigree ENCI?
Quasi sempre arriva senza alcuna genealogia, e per la vita quotidiana non serve. Chi desidera inserirlo nel circuito ufficiale può informarsi presso l'ENCI sul Registro Supplementare Riconosciuti (RSR), che richiede l'iscrizione all'anagrafe canina e un Certificato di Tipicità rilasciato da un giudice esperto durante un'esposizione o un raduno di razza; l'ammissibilità della razza al registro va verificata di volta in volta. Per iscriverlo a un corso, a una gara di coursing amatoriale o semplicemente per essere un ottimo cane di casa, invece, non serve nulla di tutto questo.
Devo preoccuparmi della leishmaniosi anche se vivo a Milano o a Torino?
Sì, e per due motivi. Il primo è che i focolai si sono spostati anche a nord: da anni si registrano casi in cani stanziali in aree considerate un tempo a basso rischio. Il secondo è che quasi tutti, d'estate, scendono al mare o vanno in vacanza al Centro-Sud portandosi dietro il cane, cioè proprio dove i flebotomi abbondano. Repellenti per tutta la stagione, valutazione del vaccino con il veterinario e controlli sierologici annuali sono la risposta ragionevole, ovunque tu viva.
Posso lasciarlo libero al parco o nell'area cani?
Al parco no: nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico vale l'obbligo del guinzaglio non superiore a 1,5 metri, fatte salve le aree per cani individuate dai Comuni. Nelle aree cani sì, ma solo dopo aver controllato la recinzione con occhio da levriero: rete bassa, varchi laterali o cancelletto che non si chiude da solo rendono lo spazio inadatto a un cane che raggiunge i 60 km/h in pochi metri. La soluzione più usata dai proprietari italiani è il campo cinofilo recintato.
In Italia si può portare a caccia o a correre in un cinodromo?
No a entrambe le cose. La caccia a vista con il levriero non rientra fra le forme di caccia previste dall'ordinamento italiano, e le corse commerciali con scommesse sono finite da tempo: la legge del 1940 che le regolava è stata abrogata fra il 2008 e il 2009, l'ultimo cinodromo italiano ha chiuso nel 2002 e le competizioni non autorizzate ricadono negli articoli 544-quater e 544-quinquies del codice penale. Restano il coursing e le corse in pista amatoriali organizzate dalle associazioni cinofile riconosciute: niente scommesse, veterinario a bordo campo, museruola obbligatoria.
Si può tenere un galgo con i gatti?
Dipende dal livello individuale di istinto predatorio, e molte associazioni testano i cani proprio su questo prima dell'affido. Diversi galgo convivono benissimo con il gatto di casa, che imparano a riconoscere come parte del branco. Il punto critico è fuori: lo stesso cane, in strada, può percepire un gatto che scappa come preda. Presentazioni graduali, gestione degli spazi e nessuna scorciatoia.
Fonti

Standard FCI n. 285 · Real Sociedad Canina de España

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